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Pescara, 26/03/2019
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Data: 06/01/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo verso le regionali - Di Maio e Salvini, bagno di folla in Abruzzo

PESCARA Prima Matteo Salvini. Poi, a ruota, Luigi Di Maio. Così i due vice premier hanno marcato il territorio abruzzese tra le giornate di venerdì e sabato senza mai incrociarsi nei rispettivi tour elettorali ma con un'esigenza comune: arare i rispettivi campi del consenso a poco più di un mese dalle regionali del 10 febbraio, ciascuno con le proprie parole d'ordinanza. Così, mentre il ministro dell'Interno conferma dalla prefettura di Pescara la linea dura contro le Ong e il traffico dei migranti, Di Maio, sempre a Pescara, ha incontrato ieri nella sede del centro Train de la vie' gli operatori On the road della onlus che si occupa dei diritti umani e dell'accoglienza dei migranti per mostrare l'altra faccia del governo di Roma.
Alleati a palazzo Chigi, avversari sui territori chiamati al voto per il rinnovo dei consigli regionali. Ecco i due leader politici della Lega e del Movimento 5 stelle fronteggiarsi a distanza ravvicinata (e a colpi di sondaggi) in Abruzzo per lanciare i rispettivi candidati governatori: Marco Marsilio e Sara Marcozzi, quest'ultima sempre accanto a Di Maio nella tappa di ieri in riva all'Adriatico. Un tour elettorale che proseguirà oggi a L'Aquila con la visita del ministro del Lavoro al Centro servizi anziani Cardinale Corradino Bafile, previsto per le 11. Il primo appello di Di Maio è proprio riferito alla consultazione elettorale di febbraio: «Io dico agli abruzzesi: cogliamo questa occasione insieme. Dateci l'opportunità di governare questa regione e taglieremo tutti gli sprechi e i privilegi, come abbiamo fatto da quando ci siamo insediati al governo». L'incontro di 24 ore prima tra Salvini e i familiari delle vittime di Rigopiano? Di Maio non si fa scavalcare dall'alleato: «E' un impegno di questo governo rispondere alle loro richieste. Bisogna evitare che, oltre il danno, ci sia anche la beffa». Sui temi nazionali il ministro conferma che l'Italia è pronta ad accogliere donne e bambini che da due settimane navigano in mare aperto a bordo della nave Ong a cui Malta ha dato il permesso di avvicinarsi alle coste ma non di attraccare: «Sono in tutto dieci - precisa - ma l'Europa, a cui stiamo dando una grande lezione di umanità, deve dare un input a Malta. Siamo buoni ma non fessi». Quanto al reddito di cittadinanza: «Controlleremo gli abusi, assicura il vice premier.
Oggi sarà anche il giorno di Giovanni Legnini, che in mattinata inaugurerà il suo comitato elettorale a Pescara, nella centralissima via Piave e presenterà i candidati della lista del presidente. Intanto ecco il primo affondo contro gli avversari: «La visita del ministro Salvini in Abruzzo dimostra che non c'è più una coalizione di centrodestra, ma di destra. Non una parola - osserva Legnini - sul perché l'Abruzzo, secondo loro, dovrebbe essere governato da un candidato presidente, il senatore Marsilio, uomo della destra romana paracadutato in Abruzzo, in virtù di spartizioni tra i partiti lontanissimi dall'Abruzzo e dai suoi problemi. Non lo diciamo noi, ma il leader della Lega abruzzese, onorevole Bellachioma, in una intervista del 31 ottobre 2018. Il 10 febbraio - incalza Legnini - chi voterà Lega non voterà Salvini ma Marsilio: la scelta sarà tra un romano, l'inconcludenza dei 5 stelle e di chi li rappresenta in Abruzzo, e un candidato presidente voluto dalla maggioranza dei sindaci abruzzesi e da moltissimi cittadini, sostenuto da un'ampia alleanza di liberali e progressisti, cattolici democratici e popolari, in grado di dare forza e autorevolezza alla nostra regione». C'è anche l'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, ad annunciare la propria candidatura al fianco di Legnini, ricordando che: «Esserci è una cosa molto diversa dal trovarsi per caso in un posto o per fini elettorali e propagandistici».

Salvini lancia baci alla folla «Voglio tornare al più presto»

L'AQUILA C'è un ragazzo di colore che lo abbraccia e gli dona un braccialetto arcobaleno. «In bocca al lupo, amico» gli dice Matteo Salvini dal sagrato della chiesa del Suffragio, scattando l'immancabile selfie, inevitabilmente diverso rispetto alle altre centinaia. E' una delle istantanee simbolo di un pomeriggio, quello aquilano del vice premier, comunque carico di tensione. La piazza principale della città, quella del Duomo, non è solo splendido scenario della tradizionale fiera dell'Epifania, ma diviene anche teatro della contesa tra una trentina di contestatori e i sostenitori del ministro dell'Interno. Agli slogan e ai cori offensivi («Sciacallo», «L'Aquila libera» e «Siamo tutti clandestini») fanno da contraltare gli applausi e le ovazioni. Un botta e risposta a cui Salvini assiste quasi impassibile, tra una foto e l'altra. Salvo poi, dal sagrato-simbolo, inviare una serie di baci ironici, con scroscianti applausi a corredo. «Tutti clandestini? E si vede» indica a mano aperta. Più tardi, nel comizio, dirà che «il governo ha fatto bene a ripristinare l'educazione civica nelle scuole per insegnare il rispetto», e ancora apostrofando i manifestanti (tra cui ci sono gli esponenti dei comitati e delle associazioni, ma anche qualche voto noto della politica) come «quattro figli di papà che fanno enorme tristezza», invitando in ultimo a un conciliante «pane e Nutella per tutti». Alla fine c'è solo qualche contatto tra la Polizia e il drappello: a farne maggiormente le spese sono gli occhiali del sindaco Pierluigi Biondi, caduti a terra dopo uno spintone ricevuto da parte di un manifestante. Una contestazione annunciata e preparata, se si pensa che tra le bancarelle girano in lungo e in largo finte Befane, in costume, distribuendo foglietti che citano Luther King (tra i preferiti del vice premier): «Non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli. Salvini not welcome».
LA GIORNATA
Salvini è atteso per le 17,30 in città, in arrivo da Roseto, con sbarco nella parte alta di via Sallustio. La voce si diffonde, tanto che i manifestanti si radunano, striscioni e cartelli al seguito, con un po' di anticipo. Il che suggerisce per un cambio dell'ultimo minuto: si opta per via Roio, la strada che conduce alla piazza principale. Qui, sotto leggeri fiocchi di neve, il ministro inaugura l'interminabile serie di foto spesso autoscattate e di strette di mano, accompagnato dal sindaco Biondi, dal coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, dal segretario provinciale Emanuele Imprudente, dal deputato Luigi D'Eramo, dal candidato alla presidenza della Regione Marco Marsilio.
«L'onore di essere qui è mio» risponde a una signora. «Tu narra, non preoccuparti» scherza con il sindaco che cerca di spiegargli la storia di questi luoghi mentre lui si mette in posa per i selfie.
TEMI
Salvini non si sottrae a nulla, con una energia invidiabile. Neanche alle mille domande dei cronisti. «La ricostruzione? Lavoreremo ancora di più dice per cercare di recuperare errori e ritardi. Senza miracoli, ma facendo il massimo». E le regionali? «L'aria è buona, ho incontrato in questi giorni migliaia di persone sotto la neve, c'è voglia di lavoro, serenità, sicurezza, infrastrutture, cambiamento, ricostruzione. Sono felice di aver dedicato all'Abruzzo questo tempo, gliene dedicherò ancora di più nelle prossime settimane». Davanti all'Emiciclo, splendidamente illuminato, c'è il comizio finale, con centinaia di persone. Qui Salvini dice che l'Abruzzo «va liberato dal disastro del Pd» e ironizza su D'Alfonso: «Non si hanno più notizie di lui».

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