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Pescara, 26/03/2019
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Data: 06/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Salvini: anche in Abruzzo referendum per l'autonomia. Bagno di folla per il leader della Lega, i teramani fanno la fila per un selfie. Contestazioni in piazza dagli antifascisti. Gruppo di giovani lancia insulti, intona slogan e canta "Bella ciao": la polizia li tiene lontani

TERAMOSorrisi, strette di mano, selfie per oltre un'ora con i cittadini in fila fuori dalla sala polifunzionale della Provincia. La visita elettorale a Teramo del ministro dell'Interno e segretario federale della Lega Matteo Salvini, in vista delle regionali di febbraio, ha fatto registrare un vero e proprio bagno di folla. Tra il sostegno di chi gli gridava "ministro non mollare" e il calore di una sala piena, con tanti ex amministratori presenti tra i quali l'ex sindaco Maurizio Brucchi, Salvini si è rivolto al suo popolo utilizzando gli slogan tanto cari al suo elettorato: prima gli abruzzesi, prima gli italiani e poi il resto del mondo. «Mi sembra razzismo il contrario», ha detto Salvini tra gli applausi, per poi passare al tradizionale canovaccio in una conferenza stampa in cui ha rilanciato, tra le altre cose, l'iniziativa lanciata poco prima dal coordinatore provinciale del partito, Piero Fioretti, per un referendum con cui chiedere l'autonomia per l'Abruzzo, sulla scorta di quanto già fatto da Lombardia e Veneto per la gestione di particolari materie per il momento di competenza dello Stato. «L'Abruzzo deve puntare sull'autonomia», ha ribadito, «che vuol dire spendere i soldi degli abruzzesi sul territorio abruzzese. L'autonomia dei territori, dei sindaci e dei governatori farà bene da nord a sud, lo dimostra tutto il resto del mondo».Nell'intervento di Salvini, non è mancato l'attacco all'ex governatore Luciano D'Alfonso. «Il futuro dell'Abruzzo non dipende da Salvini, ce l'avete in mano voi», ha detto rivolto alla platea, «sarete voi a scegliere», definendo l'ex presidente come «uno che scappa» in riferimento alla sua scelta di dimettersi per essere eletto in Senato. « Io non amo persone che scappano», ha incalzato, «tu fai il tuo lavoro fino in fondo e poi vieni giudicato. Chi abbandona la sua terra per una comoda poltrona a Roma non è degno di questa terra, deve vergognarsi». Poi la volata al candidato del centrodestra Marco Marsilio. «Chiedo a chi amministrerà l'Abruzzo tra un mese, che è seduto qui con me», ha continuato, «di fare una cosa che noi facciamo da anni, come garantire l'asilo nido gratuito per migliaia di bambini che in Abruzzo non possono permetterselo. Penso al sostegno per i ragazzi disabili che spesso sono abbandonati. Su questo tema la nostra manovra prevede, nell'arco dei prossimi tre anni, l'assunzione di 40mila insegnanti di sostegno». Temi che hanno dato a Salvini la possibilità di rivendicare quanto «fatto in questi mesi di governo». Il Ministro e segretario della lega ha parlato quindi della manovra, ricordando gli interventi su cartelle esattoriali, flat tax al 15% per le partite Iva dallo stralcio, pensioni, passando per la legge sulla legittima difesa e sulla proposta di legge, approvata alla Camera, della riforma del rito abbreviato, con l'eliminazione della possibilità di accedere a sconti di pena da parte di stupratori ed assassini. «In Abruzzo c'è una grande voglia di di cambiamento», ha concluso Salvini, «vuol dire che gli amici del partito democratico possono preparare gli scatoloni». Dopo la conferenza stampa, alla quale erano presenti, oltre ai candidati alla regionali, al coordinatore provinciale della LegaFioretti e al candidato presidente alla Regione per il centrodestra Marsilio anche , il coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma e i parlamentari Alberto Bagnai e Luigi D'Eramo , Salvini si è immerso in un bagno di folla, che ha fatto saltare l'attesa passeggiata per il mercato, per concludere la sua visita a Teramo con un incontro privato con il Vescovo Lorenzo Leuzzi.

Contestazioni in piazza dagli antifascisti. Gruppo di giovani lancia insulti, intona slogan e canta "Bella ciao": la polizia li tiene lontani

TERAMONon solo abbracci, applausi e incoraggiamenti per il ministro Salvini, ma anche qualche piccola contestazione. Come quella messa in atto da un gruppo di giovani simpatizzanti di Potere al popolo e Teramo Antifascista in piazza Martiri, con i manifestanti che tra insulti, slogan e cori, intonando anche "Bella ciao", hanno cercato di avvicinarsi al corteo di auto del vicepremier che si stava recando in visita dal vescovo. A tenerli a bada gli agenti della celere, che hanno evitato così eventuali tafferugli. Poco prima, mentre il ministro percorreva un tratto di via Carducci tra la folla accorsa a sostenerlo, c'era già stata un'altra piccola contestazione con una signora che gli ha urlato contro in relazione ai 49 milioni di euro di rimborsi elettorali che secondo la magistratura la Lega avrebbe indebitamente percepito. Contestazioni che non hanno minimamente scalfito Salvini, che poco prima aveva detto al suo popolo come le parole d'ordine della campagna elettorale dovessero essere programmi e sorrisi.

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