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Pescara, 26/03/2019
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Data: 07/01/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Da Legnini parte l’appello ai moderati: «State con noi». Inaugurato il Comitato elettorale a Pescara: ecco la lista del Presidente «Ho coltivato un’autonomia che voglio mantenere. Da quattro anni, dopo avere assunto la carica di vice presidente del Csm, sono libero, indipendente». Come dire: se non proprio distanti, distinti dal Pd. E ancora una volta, il grande assente è Luciano D’Alfonso.

PESCARA Giovanni Legnini sceglie il giorno del suo sessantesimo compleanno per aprirsi finalmente a un sorriso dopo settimane di tensione accumulate nella lunga campagna di ascolto sul territorio. La coalizione costruita attorno a lui per lanciare l'ex vice presidente del Csm nella sfida delle regionali è quasi fatta: 7 o 8 liste (comprese quelle dei partiti), oltre 200 candidati che hanno condiviso il progetto «nuovo, plurale, aperto», a cui Legnini continua a lavorare indicando come bussola i valori della Costituzione, quelli fondativi dell'Unione europea e del cattolicesimo democratico, il rispetto dell'ambiente, il diritto al lavoro e alla salute. La legalità. Un campo di azione che ambisce a saltare gli steccati ideologici dello stesso centrosinistra, almeno nella formula tradizionale conosciuta fino a oggi, gettando l'amo del consenso molto più in là, in mare aperto.
Ieri è stato il giorno della inaugurazione del comitato elettorale di Pescara, in via Piave, dove Legnini ha presentato anche i candidati della lista del presidente, il perno della coalizione, in larga parte della società civile, dove sono confluiti personalità del mondo della cultura e delle professioni. I candidati pescaresi presentati ieri: Alessandra Di Pietro, dirigente scolastico dell'Istituto alberghiero De Cecco; Bruno Paolo Micarelli, 25 anni, dottorato in Diritto amministrativo, uno dei giovanissimi che Legnini ha voluto nella sua squadra; Giovanni Di Iacovo, ricercatore universitario, scrittore, assessore alla Cultura al Comune di Pescara; Enzo Imbastaro, presidente regionale del Coni; Checco Mancini, storico manager dell'impresa Di Vincenzo; Carla Tiboni, presidente della Fondazione Flaiano. A Teramo, nella stessa lista, sarà candidato anche l'ex rettore dell'Università, Luciano D'Amico che con Legnini sta lavorando alla stesura del programma di coalizione: presto sarà sottoposto a tutti gli altri candidati per una condivisione collegiale, come ha spiegato ieri lo stesso Legnini: «Stiamo lavorando a un programma chiaro, credibile, affidabile».
Ed ecco un primo accenno alla coalizione chiamata ad affrontare le ultime quattro settimane di campagna elettorale prima del voto del 10 febbraio: «Ho chiesto alla società civile, ai cittadini, di sostenere questo progetto. E ai partiti di rinunciare ad essere il centro gravitazionale di uno sforzo di rinnovamento». Così la lista del presidente sarà affiancata da altre due civiche, sempre collegate al nome di Legnini: una espressione degli amministratori, l'altra del mondo cattolico. A queste si aggiungeranno il nuovo partito di Beatrice Lorenzin e Federica Chiavaroli: Civica popolare, + Europa di Emma Bonino, la lista dell'ex assessore regionale Donato Di Matteo, ieri seduto in prima fila nell'affollatissima sede del comitato elettorale di via Piave; il Partito democratico, una lista della sinistra. «Io non ci avrei scommesso- diceva ieri Legnini-, ma ci stiamo riuscendo a costruire quel campo che si riconosce nei valori della Costituzione e della Ue. In questi giorni abbiamo visto in Abruzzo i due vice premier del governo giallo-verde, Di Maio e Salvini. Li ringraziamo per questo, ma non mi sembra che abbiano parlato granché dei problemi della nostra regione e di come risolverli». La prima frecciata è per il centrodestra: «Non si era mai verificato che la coalizione più gettonata commissariasse la nostra regione con la candidatura di un senatore della destra romana». Ed ecco l'altro appello centrale del discorso di ieri: «Ai moderati, ai popolari, ai liberali, dico: state con noi. Questa è la coalizione naturale dove i valori della democrazia popolare possono coesistere assieme a quelli della Costituzione. Adesso la parola spetta ai cittadini - sottolinea ancora Legnini -, scelgano loro se votare l'inconsistenza del governo di Roma, di Torino, la destra imposta in Abruzzo con la candidatura di Marsilio, il M5S diventato un partito di potere». Altra precisazione di carattere personale: «Ho coltivato un'autonomia che voglio mantenere. Da quattro anni, dopo avere assunto la carica di vice presidente del Csm, sono libero, indipendente». Come dire: se non proprio distanti, distinti dal Pd. E ancora una volta, il grande assente è Luciano D'Alfonso.

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