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Pescara, 26/03/2019
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Data: 07/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Legnini ai delusi del M5S «Siamo noi l'antipartito». Il candidato presidente inaugura la sede a Pescara e presenta i suoi volti nuovi. In lista personaggi della cultura, come Carla Tiboni, e giovani come Amicarelli

PESCARA L'Abruzzo come laboratorio politico, un'esperienza ripetibile altrove, dove far crescere un nuovo modo di fare politica, e un appello ai delusi del Movimento Cinquestelle. È una «rivoluzione copernicana», quella che propone il candidato alla presidenza della Regione, Giovanni Legnini, che ieri, nel giorno del suo 60° compleanno, ha inaugurato il comitato elettorale a Pescara, in via Piave, presentando la prima delle tre liste civiche collegate al presidente. I locali del comitato non ce la fanno a contenere quanti hanno voluto essere presenti, e infatti la gran parte delle persone resta per strada ad ascoltare. I NOMI. In campo, Alessandra Di Pietro, dirigente scolastico dell'Istituto alberghiero De Cecco di Pescara, Bruno Paolo Amicarelli, dottorando in diritto amministrativo, Giovanni Di Iacovo, assessore al comune di Pescara, ricercatore universitario e scrittore, Enzo Imbastaro, presidente del Coni Abruzzo, Checco Mancini, imprenditore, Valeria Marisi, medico nel dipartimento di igiene e sanità pubblica della Asl di Pescara, Carla Tiboni, avvocato, presidente della Fondazione Tiboni e dei Premi Flaiano. I BIG. «Non so voi», esordisce Legnini, commentando le numerose visite in Abruzzo dei due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, «perché io non ho assistito a queste manifestazioni, ma a me sembra che dei problemi della nostra regione non ne abbiano parlato granché. A me sembra che del destino della nostra regione a loro non interessi moltissimo, altrimenti il centrodestra non avrebbe deciso di candidare una persona rispettabile, nei confronti della quale io non ho nulla da dire, ma che è nata e cresciuta politicamente a Roma, che rappresenta la destra romana».
PARTITI COMMISSARIATI. «Non si era mai verificato nella storia democratica della nostra regione», ha aggiunto con toni estremamente pacati, «che la coalizione in partenza più forte si lasciasse commissariare. Non lo diciamo noi. Lo hanno detto autorevoli esponenti della destra abruzzese. In Abruzzo non c'è più il centrodestra, ma una destra che vuole conquistare il governo della Regione. Io credo che sia onesto intellettualmente dire che quella coalizione non si possa più chiamare centrodestra».I DELUSI M5S. Non perde il suo proverbiale aplomb, Legnini, neanche quando lancia strali al M5S. «Ho incontrato moltissime cittadine e cittadini che mi dicono di aver votato Cinquestelle alle politiche, ma se si candida lei, mi dicono, io voto per voi. Io ringrazio questi cittadini che si sentono delusi dai principi fondativi di quel partito. Sono disponibile, incontriamoli, parliamo con loro. Io sono convinto che molti cambieranno il loro voto. Il M5S è diventato un partito di potere», esercitato, specifica «legittimamente, in virtù di un consenso democratico».
I PRESENTI. Tra i presenti, l'ex assessore Donato Di Matteo, in prima fila, il sindaco Marco Alessandrini, l'ex parlamentare Gianni Melilla, l'ex presidente della Provincia di Teramo, Claudio Ruffini, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, gli assessori Mario Mazzocca e Marinella Sclocco, ed Enzo Del Vecchio.
APPELLO AI MODERATI. Sono tre i temi sui quali Legnini intende fondare il suo programma: lavoro, ambiente, salute, e lancia un appello a condividerli a tutti i moderati, democratici, progressisti, cattolici e liberali provenienti dalle più disparate esperienze democratici. «State con noi», esorta, «perché questa è una coalizione inclusiva, questa è la coalizione dove i valori della sinistra democratica, del progressismo, dell'ambientalismo possono e devono coesistere. Questo si sta verificando, anche nelle liste che stiamo formando e che nei prossimi giorni, man mano, saranno presentate dai diretti protagonisti».
TANTE SORPRESE. Per presentare le liste c'è tempo fino al 12 gennaio. «Ci saranno moltissime sorprese», assicura Legnini. «Per la prima volta si sta verificando che nuove forze, persone che non si sono mai candidate, dicono: noi ci siamo. Non più l'esercizio del potere autoreferenziale», ha detto, «ma una capacità di partire dai bisogni dei cittadini, di partire dalle domande che provengono dal territorio. La parola spetta ai cittadini. Se vogliono votare l'inconcludenza dei Cinquestelle sono liberi di farlo, ma sanno a cosa vanno incontro. Sulla destra ho già detto quello che dovevo dire. Il 10 febbraio chi voterà Lega non voterà Salvini, ma Marsilio: la scelta sarà tra un romano, l'inconcludenza dei 5 Stelle e chi li rappresenta in Abruzzo, e un candidato presidente voluto dalla maggioranza dei sindaci abruzzesi e da moltissimi cittadini, e sostenuto da un'ampia alleanza in grado di dar vita a una grande stagione di governo che dia forza e autorevolezza alla nostra regione».

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