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Pescara, 21/01/2019
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Data: 07/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
E Lolli (forse) impugna il Decreto sicurezza. L'appello del deputato D'Alessandro al vicario per far ricorrere la Regione alla Corte Costituzionale

PESCARA Tutto è partito dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e si è allargato a macchia d'olio. In campo, dopo i primi cittadini di Bari, Napoli, Milano e Pescara, sono infatti scesi anche i governatori della Toscana, Enrico Rossi, e del Piemonte, Sergio Chiamparino. All'appello manca però l'Abruzzo. Parliamo del Decreto sicurezza, targato Salvini e Lega, che sta incontrando la fronda di sindaci e presidenti delle Regioni ribelli perché intenzioni a sollevare la questine di legittimità costituzionale. Il deputato del Pd, Camillo D'Alessandro, ha però chiesto ieri pubblicamente al Presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, di far costituire la Regione Abruzzo davanti alla Corte Costituzionale contro, appunto, il Decreto sicurezza nella parte che riguarda l'accoglienza degli immigrati.«L'Abruzzo si costituisca e presenti ricorso per violazione della Costituzione italiana: il Decreto Sicurezza interviene sulle prerogative proprie delle Regioni e su competenze concorrenti», afferma D'Alessandro che a tal riguardo ricorda una prerogativa della nostra regione. «Siamo la Regione della Brigata Maiella», sottolinea il deputato Dem, «figuriamoci se possiamo guardare dall'altra parte quando si calpestano diritti delle persone, la loro libertà, quando viene negato il diritto all'accesso alle cure ed alla assistenza sanitaria su base discriminatoria».D'Alessandro quindi lancia un accorato appello al governatore vicario nel suo ultimo mese di incarico istituzionale: «Il Presidente Lolli porti nella prima giunta la costituzione della Regione Abruzzo davanti alla Corte Costituzionale», afferma il parlamentare. Da oggi vedremo se Lolli raccoglierà l'invito che, in Abruzzo, ha tra i contrari proprio il sindaco che guida la cordata degli anti-ribelli, cioè Umberto Di Primio che, in qualità di vice presidente dei sindaci italiani (Anci), ha firmato e diffuso il documento simbolo pro Decreto sicurezza.

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