Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/07/2019
Visitatore n. 678.350



Data: 08/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Investita e uccisa dal bus autista condannato a 3 anni. Donna di 68 anni travolta in via Pescara: «Conducente distratto dal cellulare»

CHIETITre anni di reclusione e revoca della patente. È la condanna inflitta all'autista della Panoramica che, mentre stava usando il cellulare, ha investito e ucciso una donna. Ieri pomeriggio è arrivata la sentenza del giudice Andrea Di Berardino sull'omicidio stradale di Giuseppina Venditti, 68 anni, travolta il 19 novembre del 2016 a Chieti Scalo, in via Pescara. Il responsabile di quella tragedia è Paolo Crisante, teatino di 45 anni, che quella sera era alla guida di un autobus della linea urbana 3/ che collega il quartiere San Martino con Manoppello Scalo. Le condizioni della pensionata, che stava attraversando sulle strisce pedonali, erano apparse serie già nell'immediatezza, considerando soprattutto l'entità del trauma cranico riportato. Nel giro di poche ore la situazione è precipitata, perché l'anziana è andata in coma. Da quel momento, non ha più ripreso conoscenza: a distanza di 6 giorni, il suo cuore ha smesso di battere nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santo Spirito di Pescara. Quel sabato pomeriggio la donna, originaria di Torremaggiore (provincia di Foggia), si trovava a Chieti per fare visita alla figlia che si era trasferita in Abruzzo per motivi di lavoro. L'ACCUSA. Crisante è finito alla sbarra perché, si legge sul capo di imputazione, «per colpa consistita in imperizia, imprudenza e negligenza, in particolare per aver fatto uso durante la marcia di un apparecchio telefonico che gli impegnava le mani, nonché per aver omesso di arrestare la marcia del mezzo in modo da dare la precedenza a Giuseppina Venditti, mentre era intenta ad oltrepassare la strada sull'attraversamento pedonale, da destra verso sinistra rispetto al senso di marcia tenuto, la investiva causandole lesioni personali e, quindi, la morte nell'arco di 6 giorni dall'incidente». IL PROCESSO. Durante il processo il direttore di esercizio della Panoramica, Franco Chiacchiaretta, ha fatto presente che sui 70 mezzi della ditta è installato un sistema di videosorveglianza che si attiva automaticamente in caso di urto o brusche frenate, registrando in memoria i 30 secondi precedenti e successivi all'evento: gli occhi elettronici sono puntati sia all'interno che all'esterno dei pullman. Le immagini sono state acquisite e analizzate dall'ingegnere informatico Domenico D'Orazio, consulente nominato dalla procura. «Il decesso è dovuto in via del tutto esclusiva al politrauma riportato nell'investimento», ha specificato davanti al giudice il medico legale Cristian D'Ovidio, che ha eseguito l'autopsia individuando come causa della morte una «sindrome da insufficienza multiorgano». LA REQUISITORIA. Ieri, l'ultima udienza. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha chiesto per l'imputato 3 anni e mezzo di reclusione. «Le immagini delle telecamere dell'autobus», ha detto il pm durante la requisitoria, «sono elementi oggettivi. La donna è stata colpita al centro della carreggiata. Le immagini escludono che la scarsa illuminazione o la presenza di autovetture possano aver celato il pedone. Attraverso la consulenza forense è stato possibile individuare anche l'evento che ha scatenato tutto: l'autista era distratto nella lettura di qualcosa su un tablet o su un cellulare. L'andatura del mezzo, che procedeva a 27 chilometri all'ora, era confacente a una strada urbana. La vittima, come evidenziano sempre le immagini, inizia a pararsi molto tempo prima dell'impatto alzando un braccio. In conclusione, è emersa una colpa piuttosto grave da parte dell'imputato».LA DIFESA. L'avvocato Vittorio Supino, che difende Crisante, ha chiesto il minimo della pena. «È stata una tragedia che ha distrutto due vite: quella della povera vittima e quella dell'imputato», ha detto il legale. «Che l'autista fosse distratto è pacifico. Ma non c'è alcuna certezza sul fatto che stesse utilizzando il telefonino: è lo stesso consulente tecnico, in questo senso, a usare il condizionale». LA CONDANNA. La sentenza del giudice Di Berardino è arrivata verso le 6 di pomeriggio: tre anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e patente revocata con invio degli atti alla prefettura. Da tempo Crisante non lavora più con la Panoramica.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it