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Pescara, 21/01/2019
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Data: 09/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo verso le regionali - Di Stefano si ritira sbattendo la porta. L'ex deputato non si candida e boccia Marsilio. L'Udc invece resta ma chiede un passo indietro a Gerosolimo e gli altri

PESCARAQuel riconoscimento chiesto alla Lega non è arrivato. Così Fabrizio Di Stefano esce di scena, sbattendo la porta e bocciando il candidato presidente Marco Marsilio. Al contrario Udc, Dc e Idea restano nella coalizione del centrodestra dando l'ordine di raccogliere le firme per la lista che si traduce nel fatto che Abruzzo Civico, degli ex alleati del centrosinistra Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, rimarrà fuori dalla porta. Una decisione partorita alla fine di una riunione fiume. «Continuo la mia attività politica, ma non partecipo alla competizione elettorale. La decisione, presa al termine di un incontro con i componenti del gruppo di lavoro Civiche per l'Abruzzo, è stata condivisa da tutti», scrive Di Stefano. Che spiega sia perché sarebbe un suicidio politico correre in solitaria, sia il suo profondo malumore per la scelta del centrodestra ricaduta su Marsilio: «La competizione dei partiti del centrodestra affrontata con le sole liste civiche i cui componenti non finirò mai di ringraziare per la stima, la fiducia e l'affetto che mi hanno dimostrato», spiega infatti Di Stefano, «è un progetto che non potrà essere realizzato». E continua mirando al cuore: «Non ho accettato, pur essendo uomo di centrodestra, di convergere sulla candidatura scelta dalle segreterie romane, anzi, proprio rivendicando il mio essere di destra, ricordo che coloro che sono stati i miei ispiratori politici, mi hanno insegnato che la Nazione viene prima della fazione, e quindi l'Abruzzo viene prima della mia parte politica». Quindi Di Stefano sferra il suo affondo: «Questo progetto del centrodestra non mi ha convinto (così non si allea, ndr); non voglio però diventarne il movente, o meglio il capro espiatorio di un'eventuale sconfitta (e così non va neppure da solo, ndr), perché qualora questo dovesse accadere, non ne sarei di certo io la causa». Ai suoi dà il rompete le righe: «Proprio perché non voglio essere additato per responsabilità non mie, accusato di aver spostato il baricentro della competizione, ho deciso di non partecipare personalmente e di assistere come un qualunque cittadino abruzzese, sostenendo qualche amico che eventualmente si candiderà a ruolo di consigliere». Infine, con l'ultima frase, giudica i candidati presidenti in corsa, tra cui Marsilio: «Auguro all'Abruzzo di trovare un Presidente che lo ami almeno la metà di quanto lo amo io». Passiamo all'Udc-Dc-Idea che hanno deciso di restare superando il no della Lega (e i retroscena sulmonesi di questo no) alle candidature degli ex dalfonsiani. Un nodo che, secondo qualcuno, si può sciogliere con una provvidenziale concessione sul filo di lana di Raffaele Fitto, Maurizio Lupi del simbolo di Noi per l'Italia come mezzo per garantire le firme per presentare la lista se Abruzzo Civico, che ha questo privilegio, uscirà di scena. L'alternativa è quella di "facciamo tutto da soli". Cioè raccogliamo le firme, lasciando a Gerosolimo e Olivieri 12 ore di tempo per decidere di andarsene.

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