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Pescara, 21/01/2019
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Data: 11/01/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto pubblico e disservizi - Biglietti, edicolanti furiosi «Gli incassi stanno crollando». Sul bus tra furbetti e disagi. C’è chi scrive ai carabinieri. In viaggio sulla linea 5. Il record della passeggera che ha presentato sei esposti: «Mezzi vetusti e senza pedane per disabili». Due ragazzi: sempre senza biglietto (l'articolo in pdf)

Le macchinette obliteratrici ingoiano le monetine ma non restituiscono il biglietto di viaggio per chi decide di farlo a bordo. Chi, invece, vuole acquistarlo nelle edicole o dal tabaccaio non lo trova dalla fine di dicembre e, dopo una ricerca estenuante, decide di viaggiare gratis, a proprio rischio (multa) e pericolo. Effetti del passaggio di consegne della distribuzione dei titoli di viaggio sul territorio, direttamente dal personale della Tua (4 addetti a livello regionale) alla federazione italiana Tabaccai. Un provvedimento che l’azienda di trasporti sta congelando per ripristinare la condizione precedente, allo scopo di stoppare i disservizi all’utenza, ma anche ai rivenditori che da settimane sono a corto di ticket. Ci sono, poi, i furbetti del bigliettino. Come i due giovani romeni, ma “portoghesi” sui bus, che confessano candidamente di viaggiare regolarmente sui mezzi pubblici senza pagare. L’ultimo biglietto «lo abbiamo comprato sei mesi fa». E ci sono utenti che hanno presentato esposti ai carabinieri per denunciare disservizi di ogni genere sulle varie linee urbane. La linea 5 è una delle più critiche, secondo le segnalazioni dei viaggiatori, anche perché il mezzo in uso (di colore arancione) è piuttosto «vetusto e non dispone di pedana per la mobilità dei disabili». Ieri mattina, il viaggio del Centro a bordo di uno di questi bus vecchio stampo della linea 5 che ha percorso l’intero tragitto, dalla stazione e ritorno passando per corso Vittorio Emanuele, la zona ospedale e i Colli, in 44 minuti. Tempi svizzeri di percorrenza, ma le brusche frenate e ripartenze hanno messo a dura prova la stabilità dei passeggeri, neppure una decina a quell’ora. La partenza, dal terminal della stazione, è alle 12.01 con tre passeggeri a bordo, direzione via Michelangelo. Alla prima fermata su corso Vittorio Emanuele salgono 4 persone. Nessuna fa il biglietto. Tra loro sale anche Maria Custodero, che ha l’occhio critico della professionista nel campo della sicurezza sanitaria. È diretta ai Colli la signora, e ha l’abbonamento in borsa. «Pago 34 euro al mese, i biglietti non si trovano da Natale», spiega la viaggiatrice che dichiara di aver già «presentato cinque esposti ai carabinieri» per denunciare le inefficienze del trasporto pubblico. E attacca: «Le macchinette prendono i soldi, ma non restituiscono il biglietto. Mi è successo anche di dover regalare la monetina a sconosciuti passeggeri affinché evitassero le multe. Un periodo c’era un servizio di security che consegnava a bordo i biglietti a chi non li acquistava. Chi non paga, ha la certezza della non punizione ». Poi: «Le pedane per i disabili su questa linea non ci sono, su altre sì, ma sono manuali e non automatiche. A dire il vero ho sempre visto autisti molto gentili e disponibili all’aiuto dei disabili che devono salire a bordo e a sostenere l’utenza. Però non dispongono di guanti di protezione in dotazione. Gli autisti più giovani, invece, ogni tanto accorciano il tragitto per rispettare gli orari e lasciano a piedi un po’ di gente alle fermate. Tutto questo e altro ho scritto negli esposti e i carabinieri si sono mossi con i controlli».

Biglietti, edicolanti furiosi «Gli incassi stanno crollando»

«Col cambio di modello operativo, ci hanno abbassato l’aggio dal 6% al 3,75%. Questo significa che, con la vendita dei biglietti da viaggio, guadagneremo ancora meno di ora. Quindi stiamo riflettendo sul da farsi, probabilmente cancelleremo il servizio di vendita dei biglietti dei bus». Una eventualità a cui stanno pensando seriamente gli edicolanti Antonello e Simone Masciovecchio e Pasqualino Baiocchi, rispettivamente a capo delle rivendite all’interno della stazione ferroviaria (lato nord) e sul lungomare tra Pescara e Montesilvano. «Con un aggio così basso, guadagneremo meno della metà e già ora gli incassi non sono stellari. Non comprendiamo », spiegano unanimi, «perché cancellare un servizio che funzionava con la consegna di blocchi di centinaia di biglietti a poche ore dall’ordine, a favore di un servizio che non garantisce celerità, ci hanno detto consegna a due giorni col rischio di rimanere a secco, e pagamento con bonifico bancario e non contanti. Più le spese che l’impresa». Non hanno gradito, gli edicolanti, il passaggio di consegne della distribuzione dei titoli di viaggio sul territorio, dalla Tua alla federazione italiana Tabaccai. Un provvedimento, però, secondo gli edicolanti, «temporaneamente congelato » dall’azienda di trasporto pubblico a causa di un rodaggio partito male che ha causato l’impossibilità dell’utenza a reperire i ticket di viaggio «da settimane». Sulla questione ieri la Tua ha fatto solo sapere che «stiamo adottando le misure necessarie per superare le criticità che si sono manifestate con l’avvio del nuovo servizio ».

L’azienda Tua: nessuna sanzione

Sui biglietti che non si trovano, dopo l’accordo di Tua con la federazione italiana tabaccai, la stessa azienda spiega: «Ci sarà una più capillare distribuzione dei titoli di viaggio. Il passaggio al nuovo modello operativo ha coinciso con alcune imprevedibili disfunzioni. Ci scusiamo per i momentanei disagi agli utenti con la garanzia che nessuna sanzione sarà applicata».

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