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Pescara, 20/08/2019
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Data: 04/02/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Marsilio rilancia edilizia e infrastrutture. Il candidato presidente del centrodestra incontra gli Ordini degli architetti e promette «ascolto e scelte concertate». A Chieti abbraccia Di Primio e attacca D'Alfonso e Masterplan

PESCARA«Rilanceremo l'edilizia, le infrastrutture e le opere pubbliche. E lo faremo con il sostegno di categorie e ordini professionali». Platea di addetti ai lavori ieri mattina a Pescara per il candidato presidente del centrodestra Marco Marsilio che incontra gli ordini degli architetti delle quattro province abruzzesi. Accolto dal presidente della Federazione regionale della categoria, Giustino Vallese, alla presenza dei presidenti degli ordini provinciali Angelo D'Alonzo (Pescara), Raffaele Di Marcello (Teramo) e Massimiliano Caraceni (Chieti), Marsilio promette soprattutto ascolto. «Ma ascolto per davvero», sottolinea, «perché finora agricoltori, albergatori, ingegneri, avvocati, associazioni del volontariato, persino i donatori di sangue, insomma tutti, proprio tutti, mi hanno detto sempre la stessa cosa: in questi cinque anni di governo uscente nessuno li ha mai ascoltati».
SVILUPPO SOSTENIBILE. «Vogliamo sbloccare il piano paesaggistico regionale», dice ancora il candidato, «fermo a trent'anni fa, intervento fondamentale per tutelare il territorio attraverso uno sviluppo sostenibile, con un'attenzione particolare alla realizzazione di nuovi rifugi di montagna ad impatto 'zero' e una rinnovata geografia sentieristica con la creazione di ciclovie e corridoi verdi lungo i principali corsi d'acqua». Parole, soprattutto le ultime, che rievocano vecchi progetti dalfonsiani. Marsilio se ne accorge e aggiunge: «D'Alfonso ha dimostrato poca considerazione della categoria, tanto che sotto la sua presidenza non si è voluta adeguare e modificare la normativa regionale sull'urbanistica, né tantomeno si è voluto porre mano al regolamento edilizio».
LA RICOSTRUZIONE. Dagli architetti, soprattutto quelli della provincia di Teramo, arrivano sollecitazioni sulla ricostruzione post-terremoto. Spunti che danno il là a un nuovo attacco contro il centrosinistra: «La problematica è stata sottovalutata dal centrosinistra», dice il senatore, «per incapacità manifesta. Credo che innanzi tutto vada posta in essere una corretta interlocuzione con il governo centrale per gli interventi della ricostruzione, poi bisogna razionalizzare il carico di lavoro degli uffici speciali e, quindi, velocizzare nel suo complesso la macchina burocratico-amministrativa. È ora di andare oltre l'emergenza».
AREE INTERNE. Il candidato si sofferma anche sui problemi dell'Abruzzo interno: «Sono tematiche difficili», dice, «che affronteremo in maniera corale. Comunque, per le aree agricole abbandonate, abbiamo pensato a progetti per aziende multifunzionali al fine di fornire ai cittadini produzioni agroalimentari di qualità a filiera corta, servizi innovativi e integrati nell'attività produttiva».
GLI INCONTRI DELL'ORDINE. Quello con Marsilio è il secondo incontro dell'Ordine degli architetti con i candidati presidenti. Il primo è stato con la candidata dei 5 Stelle Sara Marcozzi. Oggi sarà la volta di Giovanni Legnini e mercoledì si chiude con Stefano Flajani di Casapound.

A Chieti abbraccia Di Primio e attacca D'Alfonso e Masterplan

CHIETI A tirare la volata al candidato di centrodestra Marco Marsilio ieri a Chieti è stato il sindaco Umberto Di Primio. Ha dato appuntamento ai suoi all'auditorium Cianfarani che però non è riuscito a riempire. Marsilio, arrivato con oltre un'ora di ritardo a causa del precedente incontro con gli architetti a Pescara, becca il primo applauso quando elenca le emergenze regionali: la sanità, la riorganizzazione della macchina burocratico-amministrativa, infrastrutture e trasporti. «Il Masterplan di D'Alfonso», dice, «è una serie di interventi spot, senza progettualità. Interventi a pioggia», o con parole più colorite, «una sommatoria di marchette elettorali». Il secondo applauso arriva quando tocca il tema delle banche, riferendosi ai destini di Carichieti e Banca Etruria: «C'è chi i leader nazionali non li può proprio portare sul territorio», dice riferendosi a Giovanni Legnini, «immaginatevi se qui al posto mio e del sindaco ci fossero Legnini e Maria Elena Boschi, che viene a Chieti a raccontare ciò che è successo con le due banche». Terzo applauso, quasi pilotato, quando racconta che a Pescara gli hanno chiesto del progetto della "Grande Pescara" e lui: «Perché non parliamo anche di una "grande Chieti"», dice volendo dimostrare equidistanza dai campanili. Ultimo applauso sul ruolo che vorrebbe dare all'Abruzzo: «Centro forte, a metà della costa adriatica, punto di riferimento dell'Adriatico e porta d'accesso all'Est dal Tirreno». L'intervento di Marsilio è stato introdotto da quello del sindaco Di Primio, che ha condito il suo discorso anche di diverse battute, dovendo attendere l'arrivo del candidato in ritardo. E così Legnini diventa il candidato «che si camuffa dietro liste civiche» e Sara Marcozzi un clone di Barbara D'Urso, accomunata alla conduttrice televisiva dalla stessa presunta voglia di stare sotto i riflettori. Prima del sindaco hanno preso la parola Fabiana Desiderio per l'Udc, Franco Vanni per FdI, Emilia De Matteo per FI e Federico Di Palma per la Lega. In sala c'erano i candidati di FdI Marco Di Paolo, Monia Scalera e Maria Elia, della Lega Alessandro Bevilacqua, e di FI Carla Di Biase e Mauro Febbo. Quest'ultimo seduto in posizione defilata rispetto agli altri.

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