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Pescara, 25/04/2019
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Data: 04/02/2019
Testata giornalistica: Il Centro
In duemila in bici per ascoltare Legnini. Bagno di folla a Francavilla per il candidato presidente: «La vittoria è dalla nostra parte. Basta slogan. Si vota in Abruzzo»

FRANCAVILLA «Mai come in questo momento la vittoria appare dalla nostra parte». È questo il grido che Giovanni Legnini lancia dal palco di Francavilla, mentre si lascia abbracciare dal calore delle oltre duemila persone scese in piazza, arrivate in bicicletta dalle province di Pescara, Chieti e Teramo per sostenerlo con bandiere, striscioni e slogan. Un'ora intensa quella che il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo dei civici e popolari, appoggiato da 8 liste, ha trascorso insieme ai cittadini di Francavilla, dove è stato accolto dal sindaco Antonio Luciani nella cornice di Piazza Sirena, baciata dal sole e stracolma di persone.
LAVORO E TERRITORIO. Tanti i temi toccati dal candidato governatore, dal lavoro al rilancio del territorio, senza lesinare qualche stoccata ai rivali politici: «Dobbiamo pensare ai nostri giovani, a dar loro un impiego, facendo incrociare domanda e offerta di lavoro. Per questo è necessario rilanciare le nostre aziende. Noi vogliamo che loro rappresentino il presente e il futuro dell'Abruzzo, che rimangano con noi magari dopo aver fatto un'importante esperienza in ambito europeo». Poi prosegue: «Abbiamo una costa fantastica, da valorizzare anche attraverso una pista ciclo-pedonale, che parta da Martinsicuro per arrivare a San Salvo». A tal proposito, proprio prima di iniziare a parlare Legnini ha sottoscritto un protocollo con Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), per un impegno a valorizzare i percorsi riservati alle bici. E continua: «Lo stesso vale anche per le zone interne e la montagna, unite alla cura e al rilancio dei borghi che meritano una riqualificazione. Viviamo in una regione straordinaria, da custodire e curare». Molti i volti noti ad ascoltare le sue parole, dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini agli altri dei centri limitrofi, come quello di Miglianico Fabio Adezio, di Ripa Teatina Ignazio Rucci, di Giuliano Teatino Nicola Andreacola e al collega di Roccamontepiano Adamo Carulli, oltre al regista Luciano Odorisio, vincitore del Leone d'Oro a Venezia (1982) per la migliore Opera prima con il film "Sciopèn", che cura l'immagine del candidato. Ci sono anche il collega Marco Femminella, avvocato, l'imprenditore Giovanni Marinucci e Laura Di Russo (Fiab).
L'IMPEGNO. Davanti a loro Legnini ha parlato delle priorità per l'Abruzzo: «Da presidente il mio primo impegno, insieme allo sblocco della ricostruzione post-sisma, sarà quello di mettere mano a una radicale riforma dell'istituzione regionale e delle società partecipate. Basta con gli slogan, basta con i populismi, con le promesse vane, con le chiacchiere, noi animeremo un governo forte, capace di assumere impegni e mantenerli».
L'AFFONDO. Quindi arriva il momento di rispondere a chi in questi giorni sta facendo arrivare in regione le massime cariche di governo per rinforzare la campagna elettorale: «Quello che sta accadendo non è mai successo, ed è sotto gli occhi di tutti. Il ministro dell'interno Salvini si è praticamente trasferito nella nostra terra, a sostegno di un candidato, Marco Marsilio, che l'Abruzzo neanche lo conosce, così come non conosce molti dei nomi dei nostri paesi e dei nostri borghi. Un romano, figlio di quella destra di Alemanno, che cerca qui il riscatto dopo le sconfitte ricevute altrove. E che dire di Sara Marcozzi e dei 5 Stelle? La loro candidata è già sta bocciata dai cittadini abruzzesi. Sabato sono stati a Chieti, accompagnati da una persona reduce dalla più lunga vacanza vista nel corso della storia politica - il riferimento va a Di Battista - mentre noi a Lanciano eravamo il doppio di loro. I nostri avversari si riempiono la bocca di numeri e sondaggi, annunciando una vittoria certa. Allora perché, mi domando, hanno chiesto ai loro leader una presenza così ingombrante in Abruzzo»?
IL VERO NEMICO. Secondo Legnini la vera sfida non è tanto quella contro gli altri candidati, quanto convincere le persone ad andare alle urne: «Vi è da contrastare un solo fenomeno alle elezioni del prossimo 10 febbraio, che si chiama astensionismo», dice sommerso dagli scroscianti applausi di un pubblico che non gli ha mai tolto gli occhi di dosso. «Gli elettori non troveranno sulla scheda elettorale i nomi di Salvini, Di Maio o Di Battista, ma Legnini, Marsilio e Marcozzi. Per questo c'è bisogno che la gente venga informata, che sappia che si vota, e che mai come questa volta il voto possa essere fondamentale per le sorti della nostra regione».
PROSPETTIVE. Una regione forte, capace di esaudire i sogni degli abruzzesi e allo stesso tempo di farsi rispettare in ambito nazionale e internazionale: «Noi vogliamo un grande futuro per l'Abruzzo. Vogliamo volare alto, ma tenendo i piedi ben saldi a terra, far contare questa regione a Roma, Bruxelles. Dappertutto». Poco dopo mezzogiorno Legnini conclude il comizio, incassando il consenso della folla e lasciando spazio a giornalisti e fotografi che lo immortalano mentre raccoglie l'abbraccio della gente, a cui lui si presta senza lesinare strette di mano e selfie. L'ultima immagine della giornata di Francavilla lo vede con le braccia protese verso il cielo, mentre alle sue spalle compaiono scritte e striscioni di supporto. Il tempo di scendere e si riparte. La giornata prosegue verso Vasto. Resta una sola settimana per convincere gli indecisi.

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