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Pescara, 22/08/2019
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Data: 05/02/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legnini incontra i rappresentanti delle professioni

PESCARA Incontro con il mondo del lavoro e delle professioni ieri per Giovanni Legnini. Il candidato del centrosinistra ha avuto un confronto con gli imprenditori di Confindustria e con l'Ordine degli Architetti, a cui ha sottoposto le linee guida del programma di governo. Oggi, nella sede del comitato elettorale di Pescara, la presentazione del piano per il lavoro. «Cresce - ha spiegato dopo la raffica di incontri tenuti nella giornata di domenica - la partecipazione e l'attenzione verso il nostro progetto. Tra ieri e oggi abbiamo partecipato a numerose manifestazioni e incontrato tanti cittadini e volontari assieme ai nostri candidati. La differenza rispetto agli altri è netta: noi affrontiamo i problemi della nostra regione, proponiamo delle soluzioni, incontriamo i protagonisti su tutti i territori. Gli altri, invece, si esercitano solo in passerelle di componenti di governo. Fanno propaganda - incalza Legnini - ma non dicono come si garantiscono le ricostruzioni, né il completamento e il rafforzamento delle infrastrutture, o di come si fa decollare il turismo. Vengono invece a parlare della Tav Torino-Lione e dell'autorizzazione a procedere di Salvini, trasferendo sulle piazze abruzzesi i conflitti nazionali tra Lega e M5s e dentro il centrodestra. Qualcosa che non ha nulla che fare con il futuro dell'Abruzzo, che resta molto lontano dai pensieri e dalle preoccupazioni di Berlsuconi, Salvini, Di Maio, Di Battista o della Meloni».
Intanto torna a galla una vecchia vicenda giudiziaria, per motivi di opinione, a carico di Sara Marcozzi. A rilanciarla il segretario regionale della Sinistra Italiana Daniele Licheri. Interruzione di pubblico servizio e violenza privata le accuse contestate alla Marcozzi, candidata del M5s alla presidenza della Regione e altri tre esponenti pentastellati: i sottosegretari Gianluca Vacca e Carlo Sibilia (avellinese), e il parlamentare Daniele Del Grosso. Un caso di disobbedienza civile legato al sit-in con il quale alcuni esponenti del M5s cercarono di opporsi alle procedure di esproprio legate alla realizzazione dell'elettrodotto Terna di Villanova. Fu la stessa società a presentare l'esposto che fece poi scattare l'inchiesta. Un episodio quasi dimenticato se non fossimo in piena campagna elettorale. Così il segretario regionale di Sinistra italiana, Daniele Licheri, ne approfitta per porre un interrogativo politico: «Come è possibile che il Movimento 5 stelle abbia due pesi e due misure ogni qual volta un suo dirigente, amministratore o candidato, è imputato in un processo? E' intollerabile - continua l'esponente di Si - il loro giustizialismo da quattro soldi. Se ragionassi come loro, Sara Marcozzi non avrebbe dovuto essere neanche candidata alla presidenza della Regione. Siete peggio dei vecchi democristiani - incalza Licheri -, giudicate i procedimenti penali solo a vostro uso e consumo, altro che dalla parte dei cittadini: siete la casta che si autotutela, senza nessun tipo di cultura politica». Tutto questo dopo aver precisato che: «Io resto garantista - sottolinea il segretario di Si- e anche noi facemmo varie interrogazioni per bloccare quell'opera. Penso che la disobbedienza civile per difendere i beni comuni - aggiunge - sia sacrosanta e doverosa. E quindi auguro alla Marcozzi e agli altri di uscirne indenni».

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