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Pescara, 16/02/2019
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Data: 11/02/2019
Testata giornalistica: Il Fatto Quotidiano
Voto Abruzzo, vince il centrodestra con Marsilio (47,6%). Legnini al 30,6. Lega primo partito al 26,2%, M5s al 19,8. I Cinquestelle che il 4 marzo scorso avevano conquistato il 39,8% vedono dimezzato il proprio risultato. Meloni e Berlusconi rilanciano l'idea di un centrodestra unito anche a Roma

Il centrodestra conquista l’Abruzzo, ma soprattutto, a undici mesi dalle politiche del 4 marzo, la Lega aumenta e di tanto il suo consenso, mentre contestualmente il M5s dimezza il risultato ottenuto alle politiche in Regione. Le elezioni in Abruzzo, stando alle proiezioni di Swg per il TgLa7, vedono infatti il trionfo, con il 47,6%, del candidato del centrodestra Marco Marsilio e il boom del Carroccio che passa dal 13,8% del 4 marzo al 26,2% di oggi. Lontanissima la candidata di Luigi Di Maio Sara Marcozzi, che si ferma al 21,2% (ma il M5s è stimato addirittura al 19,8) perdendo anche la seconda posizione che va al candidato del centrosinistra Giovanni Legnini con il 30,6%. Un esito, quello abruzzese, che consegna a Salvini la certificazione di quanto i sondaggi dicono da tempo. Aumentando, teoricamente, il “potere” della Lega all’interno dell’alleanza di governo.

“È una giornata storica, FdI esprime il suo primo presidente di Regione”, esulta Giorgia Meloni che rilancia l’idea di un centrodestra unito anche a Roma: “Proporremo per l’Abruzzo un modello che possa essere riproposto a livello nazionale”. Il voto ha confermato che “il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori”, afferma Silvio Berlusconi. Mentre Matteo Salvini si limita a un “grazie Abruzzo”. “Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro”, si legge nel suo post su Facebook.

Secondo le proiezioni di Swg la Lega è il partito più votato, seguito comunque dal M5s che però perde tanto rispetto al 39,8% del 4 marzo scorso. Nella coalizione di centrodestra che ha il 48% dei consensi, Forza Italia è accreditata del 9,5%, mentre Fratelli d’Italia è data al 6,2%. Nel centro sinistra, la lista più votata è il Pd al 10% seguita da quella Legnini presidente col 8,6%. Il centrosinistra complessivamente è al 31,2%. Ultimo Stefano Flajani di Casapound con l’0,6 per cento. L’affluenza definitiva crolla al 53 per cento, 8 punti percentuali in meno rispetto al 2014: su 1,2 milioni di abruzzesi, è andato alle urne poco più della metà.

Appena undici mesi fa, alle politiche dello 4 marzo, i Cinquestelle erano arrivati al 39,8% seguiti dal centrodestra al 35,5 (13,8% per il Carroccio) e il centrosinistra aveva raccolto solo il 17,6 per cento. Discorso diverso alle regionali del 2014: a vincere era stato il Pd con Luciano D’Alfonso, dimessosi ad agosto scorso da governatore. La coalizione di centrosinistra aveva ottenuto il 46% dei voti contro il 29% della coalizione di centrodestra (senza Lega) guidata da Giovanni Chiodi (Fi), mentre il M5s, sempre con Sara Marcozzi, aveva conquistato il 21 per cento.

Chi è Marco Marsilio
Marco Marsilio è nato a Roma da genitori di Tocco da Casauria (Pescara), dove il padre, che lasciò l’Abruzzo in cerca di lavoro, è tornato a vivere da pensionato. Marsilio, 52 anni il prossimo 17 febbraio, laureato in Filosofia alla Sapienza, è sposato e ha una figlia. Nel 2008 viene eletto alla Camera, dove ricopre il ruolo di componente dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Bilancio. In questalegislatura è senatore di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Bilancio e della Bicamerale sul Federalismo fiscale. Oltre all’esperienza politica, è statao amministratore di società ed è professore universitario. Da Palazzo Madama ha collaborato, tra gli altri, con il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, partecipando ai tavoli istituzionali per la ricostruzione post-sisma. Ha dichiarato le dimissioni da senatore già in campagna elettorale. “La priorità assoluta è la ricostruzione, rimasta ferma negli ultimi tempi, una vergogna da cancellare”, ha detto Marsilio da neopresidente della Regione.Bisogna “rimettere in condizione le persone di rientrare nelle proprie case“, ha aggiunto. Poi un commento sull’esito delle urne: “E’ un successo di tutto il centrodestra. Il risultato che si sta profilando è molto netto“.

La polemica per i tweet di Salvini
Per tutta la giornata ha tenuto banco la polemica per l’appello al voto arrivato dal vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che – violando il silenzio elettorale scattato alla mezzanotte di venerdì – alle 6:29 ha twittato: “Oggi in Abruzzo, dalle 7 alle 23, vota Lega”. Poco dopo il leader leghista ha postato un altro tweet chiedendo di mettere “una croce sul simbolo della Lega”. Più tardi un altro messaggio, postato anche su Instagram: “Chi non va a votare ha già perso, libertà è partecipazione“.

Il candidato alle primarie Pd Nicola Zingaretti ha reagito sempre via Twitter: “Oggi si vota in Abruzzo e il ministro degli Interni Salvini viola la legge elettorale facendo propaganda. Pensano al partito distruggendo l’Italia. L’arroganza e l’incapacità al potere. Iniziamo a mandarli a casa”. Per Sjlvia Manzi, segretaria dei Radicali, è “la prima volta nella storia della Repubblica che il Ministro degli Interni, che ha il compito di assicurare il regolare svolgimento delle operazioni elettorali, si permette di interferire con il procedimento elettorale a urne aperte. È semplicemente una vergogna“. Più tardi è intervenuto anche un altro candidato alla segreteria Pd, Maurizio Martina: “Il ministro dell’Interno invece di garantire lo svolgimento corretto delle elezioni regionali continua a calpestare le regole per fare propaganda per il suo partito. Per lui il rispetto delle norme ormai è un optional”.

Nel centrodestra invece c’è chi si è adeguato, come Fratelli d’Italia, che ha pubblicato ad urne aperte il manifesto a sostegno di Marco Marsilio, candidato appoggiato dalla Lega. “Noi ci siamo”, si legge nella foto con sopra il testo, “Oggi come sempre votare è importante. Non perdete questa opportunità dell’Abruzzo. Abbiamo tante sfide da vincere insieme”.

Da parte M5s una replica diretta a Salvini non c’è stata. La candidata Sara Marcozzi era intervenuta ieri su Twitter sottolineando come il candidato di centrodestra “non potrà votare perché non ha neanche la residenza in Abruzzo”. Per poi pubblicare sui social, domenica, la sua foto al seggio: “Ore 11, ho votato, compiuto il mio dovere civico, il mio passo verso la rivoluzione gentile. Oggi possiamo realizzare il nostro sogno, coraggio”.

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