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Pescara, 16/02/2019
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Data: 11/02/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Marsilio presidente. Vince il centrodestra. Il suo primo commento: «Risultato straordinario». La Lega fa da traino. Legnini: «Ci davano terzi, siamo al 30%. Da qui ripartiamo». M5S in calo

PESCARA«È un risultato straordinario. Ho abbracciato Giorgia Meloni e insieme a lei tutti i partiti della coalizione che hanno fatto un lavoro straordinario. Abbiamo costruito una squadra vera. Con questa squadra daremo futuro all'Abruzzo come meritano gli abruzzesi», sono le prime parole di Marco Marsilio, 51 anni da compiere il 17 febbraio, nuovo presidente della Regione Abruzzo.Il lungo abbraccio tra il senatore romano figlio di abruzzesi doc di Tocco da Casauria e la presidente del suo partito, Fratelli d'Italia, sancisce la vittoria deL centrodestra, molto prima della fine dello scrutinio nelle 1.633 sezioni d'Abruzzo. Ma il risultato è ormai chiaro.La Lega da sola fa da traino a Marco Marsilio, il candidato del centrodestra che nella notte va in fuga per la vittoria. Dietro di lui c'è Giovanni Legnini che fa risalire le quotazioni del centrosinistra che non è solo centrosinistra. Mentre il voto d'opinione, questa volta, non premia i 5 Stelle e Sara Marcozzi nonostante gli sponsor politici d'eccezione, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che hanno trovate folle ad accoglierli. Ma sono 600mila gli abruzzesi non andati a votare, ed è questo il primo partito della nostra regione.Le proiezioni di Swg davano da subito il candidato presidente del centrodestra, Marsilio, in nettissimo vantaggio, con oltre il 48 per cento, salito poi al 50, seguito da Legnini con il 28,2 per cento e staccata, al 21,2 per cento, la Marcozzi, che nella notte è scesa ancora di più. Per Stefano Flajani, il quarto candidato di Casapounf, i voti ottenuti non gli bastano a conquistare un posto in consiglio regionale. Nella regione in cui si vota poco, la Lega va oltre le aspettative persino del suo coordinatore regionale, Giuseppe Bellachioma, e viaggia, sempre secondo le proiezioni, sul 28 per cento, poi confermate.«Grazie Abruzzo! Grazie Italia. Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro!?», scrive infatti Matteo Salvini dieci minuti dopo l'una su Facebook. Ma è una corsa solitaria quella del partito di Salvini dimostrata anche dal fatto che il quartier generale del Carroccio era a Mosciano Sant'Angelo, mentre il comitato di Marsilio era in corso Vittorio Emanuele a Pescara. Lì arriva, a scrutinio in corso, la presidente di Fdi che dichiara: «Una giornata storica per Fratelli d'Italia che ovviamente riesce a esprimere il suo primo presidente di regione alla guida della coalizione di centodestra . Siamo entusiasti per Marco Marsilio alla guida della Regione Abruzzo . Una scelta che si è rivelata vincente, tonificante, convincete. Proporremo l'Abruzzo come modello spendibile anche a livello nazionale, un modello di buon governo, di capacità di coerenza. «Per i 5 Stelle è una sconfitta sonora», aggiunge. «Vengono dimezzati nel consenso perché la gente si rende conto della distanza tra ciò che si dice e ciò che si è in grado di fare»Quindi la parola passa al vincitore: «È un risultato straordinario», ripete Marsilio, «con questa squadra daremo futuro all'Abruzzo come meritano gli abruzzesi».Il voto avrà qualche ripercussione nazionale? «Non lo so», risponde, «adesso quello che ci compete è avere delle ripercussioni positive in Abruzzo. Il resto verrà da solo». Cosa pensa di questa avanzata grande della Lega? Potrebbe in qualche modo mettere in difficoltà il governo giallo-verde? «Questo non lo so. Adesso vedremo quale sarà il risultato. C'è un'avanzata molto importante della Lega. Si è vista anche durante la campagna elettorale. Io penso che sia positivo che un partito che solo qualche anno fa era confinato ad una politica addirittura secessionista, oggi è autenticamente nazionale. Io credo», continua Marsilio, «che sia un progresso per tutta la nazionale, per chi come me crede nel valore della Patria e nell'unità nazionale aver realizzato questo passaggio credo che sia stato da parte di Salvini e della Lega una maturazione molto importante che aiuta a costruire un quadro di coesione nazionale, di patriottismo, di sovranismo più serio per tutta la nazione. Spero che questa evoluzione dia frutti positivi e qui in Abruzzo sperimenteremo, per la prima volta», sottolinea il vincitore, «un governo di centrodestra con una presenza importante della Lega in una regione del centrosud e ci misureremo tutti anche con questa novità. Io credo che non potremo che dare frutti positivi». Il ridimensionamento di Forza Italia e la crescita di Fratelli d'Italia completano il quadro. Anche se nella notte Silvio Berlusconi appare entusiasta: «I miei complimenti e i miei auguri a Marco Marsilio e a tutti i militanti e gli eletti abruzzesi di Forza Italia», dice, «il loro è un grande successo che apre una pagina nuova per l'Abruzzo ed è un momento importante per il futuro del centrodestra e della politica italiana. L'Abruzzo lo ha confermato ancora una volta, il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori».Sull'altro fronte il crollo del Pd era previsto, mentre tra le sette civiche di Legnini quella del presidente ha avuto più peso delle altre. «Ci davano terzi, siamo invece al 30%. Ripartiamo da qui». Certo è che cinque abruzzesi su dieci hanno deciso di non recarsi al seggio. E questo non è assolutamente un buon segnale per la politica e per l'esercito dei 428 candidati nelle quindici liste che hanno sostenuto i quattro aspiranti presidenti regione. L'affluenza delle 23 infatti era del 52% contro il 61 del 2014. E nelle quattro provincie andavano da un minimo del 50 per cento a Chieti, a oltre il 54 di Pescara e L'Aquila e il 53 di Teramo. Tutte comunque al di sotto del dato di cinque anni fa. Il primo, il più mattiniero al recarsi seggio, è stato Giovanni Legnini, che ha guidato un'ampia coalizione composta da sette liste civiche più il Pd. Alle 8.30 di ieri, Legnini, accompagnato dai suoi due cani trovatelli, ha raggiunto il seggio di contrada Terranova, a Roccamontepiano, il suo paese al quale è legatissimo. Qualche foto scattata nel momento in cui ha imbucato la scheda, quindi uno scambio di opinioni con gente del suo paese e il ritorno a casa, dove è rimasto fino a notte fonda. Più tardi, alle 10.45, il candidato di CasaPound, Stefano Flajani, è entrato nella sua sezione di Corropoli. L'ultima dei candidati presidenti a votare è stata quindi Sara Marcozzi che ha imbucato la scheda in un seggio di Chieti centro. La non residenza in Abruzzo e nel paese d'origine dei genitori, Tocco da Casauria, ha però impedito a Marco Marsilio, candidato del centrodestra appoggiato da cinque liste (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione politica) di votare per le regionali. Marsilio però è rimasto a Tocco, quasi per l'intera giornata, facendosi infine fotografare non dentro ma davanti alla scuola dove aveva sede il seggio. E nella notte ha festeggito la vittoria. Una grande vittoria.

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