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Pescara, 19/05/2019
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Data: 14/02/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Il voto in Abruzzo - Bellachioma: «Un patto per l'Abruzzo». Il leader della Lega esalta la storica vittoria, incontra e ringrazia Salvini e dà un consiglio a Marsilio: niente manager romani. Febbo come il M5S: via i manager Asl e della Tua, la società regionale di trasporto pubblico.

ROSETO Dal patto dell'arrosticino al patto per l'Abruzzo. Giuseppe Bellachioma spiega la vittoria storica della Lega, ringrazia Salvini, dopo averlo incontrato a Roma, i 29 candidati e i mille volontari, e dà consigli al neo presidente di Fratelli d'Italia, Marco Marsilio. Sì allo spoil system in Regione ma solo con abruzzesi e non con romani. Sì anche al criterio del numero di voti per formare la giunta, ma nomi e deleghe della Lega li sceglie lui. Nessuna rappresaglia contro i sindaci pro-Legnini e niente veti su Pescara e Giulianova dove il candidato spetta alla Lega. Più che consigli sembrano avvertimenti garbati.Onorevole Bellachioma, è soddisfatto? «Sono soddisfatto e orgoglioso. È stato premiato il lavoro di tutta la squadra ma il merito principale va a Matteo che ha fatto una cosa sovrumana. C'è stato un enorme lavoro dei candidati che hanno preso seimila, settemila o ottomila voti. La base si è impegnata senza risparmiarsi insieme ai vertici regionali. Un'azione a tenaglia dal basso e dall'alto». Quindi si aspettava questo risultato eccezionale?«Non tanto per i sondaggi ma perché, durante la campagna elettorale, ho visto che i candidati avevano riscontro e che Matteo era sempre più presente con eventi decisi anche la sera prima. E poi c'è stata la linea politica adottata che definisco assertiva».Che cosa significa?«Che non abbiamo mai pensato di parlare male degli altri partiti ma abbiamo utilizzato tutte le nostre energie per spiegare agli abruzzesi il pensiero della Lega. La gente lo ha capito anche perché è stanca delle polemiche. Ci tengo inoltre a dire che mille militanti sono stati la spina dorsale della campagna. Con grande umiltà si sono messi a totale disposizione. Li ringrazio tutti. Solo così siamo riusciti a ottenere percentuali che definirei imbarazzanti per quanto sono alte e diffuse in tutta la regione».Ora si parla di giunta. Marsilio ha spiegato al Centro il suo criterio di scelta legato alle preferenze. Lei ha già incontrato Salvini a Roma per decidere: siete d'accordo? «In realtà esistono due fasi. La prima è riferita al numero degli assessori per ogni partito calcolato sulla base del peso politico ma questo rientra nelle facoltà di Marsilio che però dovrà condividerlo con noi. Ma per quanto riguarda l'assegnazione delle deleghe e la scelta dei nomi della Lega sono io che decido tenendo conto delle preferenze».È realistico parlare di quattro assessori alla Lega?«Non mi faccia dire nulla. Debbo parlare con Marsilio. Anche per evitare che partiti che hanno preso il 6 per cento abbiano lo stesso trattamento della Lega». Marsilio ha detto ai sindaci pro-Legnini giunti a fine mandato che debbono prepararsi a fare le valigie perché l'aria è cambiata. È d'accordo?«Per quanto mi riguarda non ci saranno rappresaglie. Non perché voglio dire cose diverse da Marsilio ma perché considero i sindaci i veri eroi della politica. Ci possono essere bravi sindaci anche nelle altre compagini».Questo discorso può essere calato su Pescara?«Il candidato sindaco di Pescara sarà della Lega. Su questo non transigo. E punto tantissimo anche su Giulianova dove abbiamo preso il 35 per cento. La popolazione giuliese ci ha premiato. È giusto che ora la Lega ci metta la faccia».Salvini, a Pescara, ha dichiarato che in Abruzzo gli appalti saranno dati solo a chi li merita davvero. A chi si riferiva?«Ha voluto dire che il lavoro dev'essere dato prima agli abruzzesi. Faremo comunque bandi molto selettivi premiando la qualità delle aziende che potranno risultare anche non abruzzesi se l'analisi costi-benefici è più favorevole. Ma in linea di massima quella frase di Salvini significa che la Regione farà il bene di tutti gli abruzzesi e non più degli amici degli amici e dei parenti».Sempre Marsilio ha anticipato al Centro che adotterà lo spoil system chiamando in Regione persone di sua fiducia. In Abruzzo arriveranno manager romani? «Per quello che riguarda la Lega ci saranno solo gli abruzzesi. Ma non posso entrare nel merito delle scelte di Marsilio anche perché parliamo del suo staff. Gli ricordo però che il messaggio che all'inizio era a suo danno, e che noi abbiamo rovesciato come la storia dell'abruzzese che ritorna nella sua terra per non permettere più che figli abruzzesi siano costretti a emigrare, adesso diventa per lui una questione di rispetto, coerenza e buon senso. Se sceglierà solo abruzzesi lo considero, da parte suo, un segnale di buon inizio».Ha un consiglio da dare a Giovanni Legnini che ha fatto un'ottima rimonta ma non gli è bastata?«Le confesso che la candidatura di Legnini non mi ha fatto dormire la notte. Di lui ho grande stima come uomo, politico e persona delle istituzioni. Era una candidatura importante capace di attirare molti consensi. Non posso dargli consigli ma auspico che, da consigliere d'opposizione, faccia una politica costruttiva perché finora c'è stato chi ha giocato troppo sulla pelle degli abruzzesi»E ai 5 Stelle che sono arrivati ultimi?«Sinceramente mi è dispiaciuto un fatto. In politica ci sono le vittorie ma bisogna accettare anche le sconfitte. Il popola ha votato e ha emesso un verdetto che, al di là del valore di Sara Marcozzi che oltre ad avere esperienza politica è anche una bella figura, significa che i candidati dei 5 Stelle non hanno fatto breccia nell'elettorato. Rimango però basito, anzi sconcertato per le dichiarazioni di Beppe Grillo che ha detto di restituire ciò che i 5 Stelle hanno dato all'Abruzzo. Mi sembra un delirio offensivo per il popolo abruzzese».©RIPRODUZIONE RISERVATA


Febbo come il M5S: via i manager Asl

Il post di Mauro Febbo, consigliere di Forza Italia rieletto, è perentorio: via i direttori generali dalle Asl e dalla Tua, la società regionale di trasporto pubblico. Prima della sconfitta lo diceva Marcozzi (M5S). Ora lo annuncia un probabile assessore.

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