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Pescara, 25/03/2019
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Data: 08/03/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Giorno di lotta e di cortei: «Sciopero femminista». Tante donne nelle piazze. Proteste contro il Pdl Pillon su separazione a affido

ROMA E' un 8 marzo di lotta per reclamare diritti, «uno sciopero generale femminista» quello che oggi vedrà le tante piazze italiane, ma anche in altri 60 paesi, colorarsi di rosa. Una vigilia che ha visto consumarsi due femminicidi nell'arco di poche ore e data l'emergenza in continua ascesa, anche per gli stupri, il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato un inasprimento delle pene «per ogni forma di violenza contro le donne» spiegando che ci sta già lavorando con il ministro Bonafede. Intanto in Commissione Giustizia della Camera è stato approvato un testo base contro la violenza alle donne che ricalca il cosiddetto «codice rosso». Quello di oggi sarà «un grido globale per far sentire il peso di una giornata senza di noi. Sarà sciopero in tutto il mondo: bloccheremo le città, i luoghi di lavoro, le case» spiegano le attiviste di «Non una di Meno» che nella Capitale hanno promosso molti appuntamenti. Il primo è in programma alla nove di mattina davanti al ministero della Salute per chiedere «l'internalizzazione del personale precario e per un piano di nuove assunzioni nei consultori» ma anche per chiedere «gli obiettori fuori dai consultori e dagli ospedali pubblici» ed «educazione sessuale dalle scuole primarie».La protesta si sposterà poi alle 10.30 davanti al ministero del Lavoro per reclamare «un reddito di autodeterminazione per uscire dal ricatto e dalla violenza, un salario minimo europeo e un welfare universale, congedi retribuiti e obbligatori per maternità veramente condivisa» ed ancora contro «le discriminazione delle donne nel mercato del lavoro, contro la disparità salariale». L'evento clou della giornata è previsto alle 17 da piazza Vittorio. Le donne, ma non solo, si raduneranno e sfileranno fino in piazza Madonna di Loreto, a pochi passi da piazza Venezia al grido di «Non una di meno». Un corteo che ribadirà la richiesta del «ritiro immediato» del Ddl Pillon su separazione e affido, che contesterà «la violenza razzista e istituzionale della legge Salvini» contro i migranti, per dire basta alla violenza sessuale e ai femminicidi. «Scioperiamo per inventare un tempo nuovo. Se le nostre vite non valgono - dicono nella piattaforma -, noi scioperiamo!». E se l'8 marzo 2019 è sempre meno festa, rimangono invariate le tradizioni, o forse le abitudini, visto che stando ai dati della Cia-Agricoltori italiani« si stima un aumento delle vendite delle mimose del 7% in Italia, con quasi 13 milioni di 'mazzettì da acquistare per regalare a compagne, amiche, colleghe.Per la Coldiretti oggi ci saranno mimose e fiori per quasi 1 donna su 3 (34%). "Se il 31% degli italiani ha scelto le mimose - sottolinea la Coldiretti - un altro 3% si è orientato su altri fiori mentre un 21% ha scelto dolci, cioccolatini e altri doni. C'è pero' un consistente 45% che ha deciso di non regalare nulla, nonostante la forza celebrativa di una giornata che risale al 1908 quando un gruppo di operaie decise di scioperare per vedere riconosciuti i loro diritti»Oggi è stato proclamato lo sciopero anche da sindacati di base e autonomi e lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per celebrare quest'anno la Giornata della donna con una iniziativaunitaria, in programma a Roma è«Si chiamerà futura. La contrattazione di genere protagonista del cambiamento». In molte strutture sanitarie pubbliche saranno possibili screening gratuiti, non mancheranno mostre ad hoc ed escursioni.

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