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Pescara, 25/03/2019
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Data: 11/03/2019
Testata giornalistica: AbruzzoWeb
Regione Abruzzo: sede giunta viale Bovio in via svuotamento, è emergenza

PESCARA – Tra le tante priorità ed emergenze, in termini di lavori pubblici che si troverà ad affrontare la nuova maggioranza di centrodestra, c'è anche quella delle sedi fisiche della giunta e di vari dipartimenti a Pescara.

In questi giorni infatti si sta ultimando lo svuotamento dello storico palazzo di Viale Bovio su cui grava l'ordine di evacuazione firmato ad aprile 2018 dalla dirigente del patrimonio Eliana Marcantonio, in quanto è risultato essere a rischio crollo, a causa dell'usura e per difetti costruttivi di travi, pilastri e solai, anche nell'evenienza di un sisma di lieve entità. Stessa sorte ha già subito la sede regionale di via Raffaello.

In questi giorni infatti si sta ultimando lo svuotamento dello storico palazzo di Viale Bovio su cui grava l'ordine di evacuzione firmato ad aprile 2018 dalla dirigente del patrimonio Eliana Marcantonio, in quanto è risultato essere a rischio crollo, a causa dell'usura e per difetti costruttivi di travi, pilastri e solai, anche nell'evenienza di un sisma di lieve entità. Stessa sorte ha già subito la sede regionale di via Raffaello.

Il nuovo assetto logistico prevede che gli uffici della Giunta regionale vengano collocati nel palazzo di piazza Unione, ora sede del consiglio regionale, e in altri uffici periferici. A sua volta il Consiglio regionale troverà a breve ospitalità, in corso Vittorio Emanuele, nel bell'edificio già sede dell'Abruzzo promozione turismo. Anch'esso, come quello di viale Bovio e di palazzo Unione, di proprietà regionale.

Resterà questa però una soluzione provvisoria, e molto poco funzionale, visto che gli uffici della regione sono ora sparsi in città, e questo non aiuta l'efficienza e l'ottimizzazione del lavoro.

A proposito di sedi regionali pescaresi, ai primi di febbraio, in piena campagna elettorale, è montata una feroce polemica per il paventato trasferimento a Chieti, in un immobile di via Asinio Herio, degli uffici del dipartimento Infrastrutture e Trasporti di viale Bovio. In particolare Lorenzo Sospiri consigliere regionale uscente rieletto di Forza Italia, aveva ricordato che lo "Statuto Regionale detta quelle che sono le sedi istituzionali degli Uffici regionali, individuando L’Aquila e Pescara. Si legge infatti che ‘le direzioni della Giunta hanno sede a L’Aquila e a Pescara e conservano l’attuale articolazione territoriale". Insomma, pur volendo, non sarebbe possiblie spostare altrove le sedi pescaresi.

Altra ipotesi paventata era stata quella di trasferire le sedi regionali al polo direzionale De Cecco progettato dall'archistar Massimiliano Fuksas, sede della Fater spa, colosso nel settore dei prodotti intimi e per la cura della persona. La stessa Fater però ha deciso spostare la sede, visti i eccessivi costi di gestione.

Oramai archiviato il grande progetto, perorato dall'ex presidente della regione Luciano d'Alfonso, e ancor prima dal presidente Gianni Chiodi, della sede unica regionale nel complesso La City, lungo la via Tiburtina, di proprietà di nomi eccellenti dell'imprenditoria pescarese, soci di Iniziative immobiliari Abruzzesi. Un'acquisizione dal valore di 42 milioni di euro, poi rimasta sulla carta.

Anzi, dalla vicenda ne è scaturita un'inchiesta giudiziaria, sulle presunte irregolarità nell'iter del Comune di Pescara, sulla variazione di destinazione d’uso della City.

Il 19 gennaio sono stati assolti con rito abbreviato, “perché il fatto non sussiste”, l’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, di Forza Italia, e il capogruppo comunale dello stesso partito Marcello Antonelli, accusati di concorso in abuso d’ufficio

Rinviati a giudizio gli altri 12 imputati, che saranno giudicati con il rito ordinario dal tribunale collegiale di Pescara, tra cui l’imprenditore Marco Sciarra, legale rappresentante della società Iniziative Immobiliari Abruzzese; l’amministratore unico della società Imar Costruzioni, il costruttore Giovanni Pagliarone; il direttore dei lavori per le opere strutturali, l’ingegnere Carlo Galimberti; il direttore dei lavori architettonici, l’architetto Mario D’Urbano. Tra gli imputati anche una serie di dirigenti della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara: Antonio Sorgi, Carla Mannetti, Gaetano Silverii, Emilia Fino, Pierluigi Caputi, Gaetano Pepe, Lanfranco Chiavaroli, Enrico Iacomini.

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