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Pescara, 25/03/2019
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Data: 12/03/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Santangelo: sto con Marsilio. Lo strappo c'è, ma con Zelli. Sarà lui il vicepresidente per la maggioranza. Sull'altro fronte strada spianata a Pettinari. Al Pd va la segreteria: Pepe preferito a Blasioli. E la Lega sceglie Sabrina Bocchino

L'AQUILA Lo strappo c'è, ma è con Gianluca Zelli. L'enigma di Roberto Santangelo, il consigliere regionale eletto con la civica Azione Politica, si risolve alla vigilia del varo del nuovo consiglio regionale, previsto per oggi alle 10,30 all'Aquila. Santangelo ha deciso di rimanere dalla parte del governatore Marco Marsilio. Quindi sta con la maggioranza e dice addio alla civica che, rimasta delusa dal mancato ingresso in giunta, ha annunciato che remerà contro il nuovo governo abruzzese di centrodestra. Per Santangelo, invece, la strada per la nomina che avverrà oggi a vice presidente del consiglio, è decisamente spianata. Ed è proprio lui a fare, attraverso il Centro, la dichiarazione di voto che blinda la maggioranza di Marsilio.Santangelo è lapidario: «Ho una storia politica che mi vede da sempre con il centrodestra con cui governo, al Comune dell'Aquila, con la mia lista civica. Sono stato candidato alle regionali con il centrodestra per Marsilio presidente, quindi io domani (oggi, ndr) voterò con la maggioranza. Per me è una scelta naturale. Ho rispetto innanzitutto per gli elettori». C'è quanto basta per affermare che il neo governatore, mediando, ha superato il primo ostacolo con la facilità con cui si beve un bicchiere d'acqua. Ma la partita non finisce qui. C'è l'intero ufficio di presidenza da eleggere oggi in consiglio. E sono due i posti che spettano all'opposizione.La vice presidenza vedrà come candidato il 5 Stelle Domenico Pettinari, il supervotato delle regionali. Il centrosinistra allargato di Giovanni Legnini non candiderà nessuno a questa carica lasciando campo libero all'altra faccia della minoranza. Ma non c'è alcun patto preordinato sulla base di un manuale Cencelli 4.0. Si tratta invece di uno scambio per il bene delle istituzioni equamente rappresentate. Se ci sarà dipenderà solo dagli sviluppi in aula. Sviluppi che creano le basi anche alla nomina del presidente della commissione vigilanza, prevista nel successivo consiglio, per la quale la candidatura di Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm, è fortemente condizionata da quanto deciderà di fare oggi la compagine dei 7 pentastellati guidata da Sara Marcozzi. In sintesi, se i 5 Stelle daranno un segnale di condivisione, votando l'ex assessore Pd, Dino Pepe (preferito ad Antonio Blasioli) alla segreteria di presidenza, dopo che il centrosinistra avrà votato per Pettinari come vice del presidente Lorenzo Sospiri e alter ego di Santangelo, espresso dal centrodestra, tutto andrà liscio. Sospiri lo auspica. Al contrario, l'11esima legislatura sarà un tutti contro tutti. Il quadro si completerà con la nomina alla segreteria per il centrodestra della leghista vastese Sabrina Bocchino.Sono 70 i giornalisti accreditati: mai così tanti. La seduta comincerà con costituzione dell'ufficio provvisorio di presidenza, seguirà l'elezione del presidente del consiglio che guiderà l'iter per eleggere i due vice presidenti e i due consiglieri segretari, al termine del quale Marsilio presenterà la giunta e il programma che però verrà discusso nella prossima seduta. Ad aprire i lavori quindi non sarà Sospiri ma Nicoletta Verì, in veste non di neo assessore alla Sanità, ma di consigliera anziana, eletta con la Lega a Pescara. Laureata in psicologia, già alla seconda esperienza in Emiclo dove dal 2009 al 2014 ha ricoperto il ruolo di presidente della V Commissione Affari sociali e Salute, Verì presiederà la fase preliminare per eleggere il presidente Sospiri.

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