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Pescara, 25/03/2019
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Data: 13/03/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Marsilio: «Sì alla governance per l’asse Tirreno-Adriatico»

ORTONA L’Abruzzo ha cambiato il timoniere, ma non la rotta, almeno in tema di portualità: «Ortona dovrà andare sotto l’Autorità portuale di Civitavecchia». Lo ha detto a chiare note, il neo governatore Marco Marsilio, nel suo discorso di ieri all’insediamento del Consiglio regionale all’Aquila. «La Regione - ha detto il presidente della Regione - si attiverà immediatamente per chiedere al governo centrale il trasferimento dei porti di Pescara e Ortona dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale a quella del mar Tirreno centro-settentrionale, ovvero da Ancona a Civitavecchia ». L’obiettivo è «creare una governance unica per il corridoio europeo Tirreno-Adriatico tra la penisola Iberica e i Balcani ». Per Marsilio è necessario, inoltre, avviare il procedimento di revisione dei corridoi completando l’iter per ottenere l’estensione nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari, del corridoio Baltico all’intera costa adriatica. «Un’ipotesi da perseguire fermamente - ha precisato Marsilio - per ottenere una reale crescita del sistema portuale Pescara- Ortona-Vasto, crescita che incentiveremo garantendo un continuo dragaggio dei fondali, maanche attraverso l’intermodalità abruzzese». La proposta di un’alleanza tra i porti abruzzesi e il porto di Civitavecchia, nella logica di un corridoio strategico per lo sviluppo dei traffici est-ovest, è stata avanzata da tempo dagli esperti di logistica, Antonio Nervegna ed Euclide Di Pretoro. E’ di pochi giorni fa la notizia che Nervegna e Di Pretoro, in qualità di consulenti del sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, hanno incontrato i funzionari del Mit riscontrando «una apertura della struttura amministrativa del ministero sull’operazione che stiamo portando avanti». «La segreteria del ministro Danilo Toninelli - spiega Nervegna - ha chiesto, tramite il sindaco di Civitavecchia, tutta la documentazione in merito al corridoio tirreno adriatico». Come si ricorderà, l’iter di creazione di una governance unica per il corridoio europeo tra la Penisola iberica e i Balcani è stato avviato due anni e mezzo fa con l’intesa sottoscritta tra i governatori della Regione Abruzzo e Lazio, un’intesa più forte anche dell’eventuale diniego di Ancona alla buona riuscita di questa operazione. Sulla scorta di questo accordo basterebbe un semplice decreto del ministero per sancire un’unione che, per Nervegna, permetterebbe di intercettare importanti finanziamenti comunitari infrastrutturali, di attrarre investimenti privati; di valorizzare le attività dei poli produttivi delle aree interne. Il discorso della trasversalità è più che mai attuale anche in vista dell’imminente visita del presidente cinese Xi Jinping in Italia. L’Italia potrebbe diventare il primo Paese del G7 a entrare nel grande progetto infrastrutturale cinese, la “nuova via della seta”, un mega investimento per finanziare nuove infrastrutture e il potenziamento di quelle vecchie in circa 70 paesi diversi. Pechino ha già acquisito il controllo del porto di Atene e il Mediterraneo potrebbe diventare presto l’hub attraverso il quale distribuire le merci con piu rapidità e maggiore risparmio di costi rispetto alle rotte fin qui percorse.

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