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Pescara, 25/03/2019
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Data: 14/03/2019
Testata giornalistica: Il Centro
70 bus sulla strada parco. Si parte il prossimo inverno. Tonelli, presidente Tua: mezzi a metano in attesa di quelli elettrici nel 2020. Biglietto unico ridotto per 31 comuni. I comitati Greenways e Fiab Pescarabici contro i mezzi sul corridoio verde (l'articolo in pdf)

PESCARA Settanta bus a metano sulla strada parco. Percorrono già quotidianamente il territorio, fanno parte del parco mezzi (160 complessivi) della Tua e cominceranno a circolare sull'ex tracciato ferroviario il prossimo inverno, dopo la conclusione degli interventi di ristrutturazione del corridoio verde, dalla pista ciclabile, al posizionamento delle luci a Led, alla sistemazione delle barriere architettoniche. È quanto emerso a margine della commissione comunale Mobilità convocata ieri mattina dal presidente Carlo Gaspari per fare il punto sulla risoluzione dell'accordo con Alpiq, erede della archiviata capofila Balfour Beatty, dopo il fallimento dell'azienda che produceva il Phileas, il vettore di filovia iniziale. Dal Phileas, tra ritardi burocratici, beghe legali e rinvii, si arriva a oggi. Il futuro dei mezzi di trasporto si chiama Exquicity, della ditta belga Van Hool, in base alle nuove transazioni siglate da Tua che consentirà all'azienda di recuperare una decina di milioni di euro necessari per acquistare almeno 8 bus full electric, da mettere in circolazione, esclusi altri intoppi, entro il 2020. All'incontro era presente il presidente di Tua (Trasporto unico abruzzese) Tullio Tonelli che ha illustrato le nuove modalità di intervento. Erano presenti, tra gli altri, l'assessore alla Mobilità Marco Presutti, consiglieri di maggioranza e opposizione e alcuni esponenti dei comitati ambientalisti che hanno fatto una serie di osservazioni ai progetti di mobilità di Tua sul tracciato ferroviario (o via Castellamare) a partire dall'inadeguatezza delle pedane troppo distanti dalle salite dei mezzi di trasporto, fino ai disagi causati dalle barriere architettoniche, passando per le dimensioni dei bus che dovranno scorrere a doppio senso su una carreggiata larga 7 metri. Il passaggio dei 70 mezzi a metano sull'ex tracciato ferroviario, il prossimo inverno, saranno una sorta di prova generale che anticipa il "salto" ai mezzi "full electric" che dovrebbero entrare a regime tra il 2020 e il 2025. Ci servono bus, ha spiegato in sostanza Tonelli, «in una città che supera continuamente i livelli di inquinamento e dove entrano ogni giorno 115mila vetture, che diventeranno almeno 35mila in meno ogni giorno», con l'avvento del trasporto ecologico su strada parco. L'obiettivo di Tua, con il passaggio degli autobus dove oggi sfrecciano bici e pattini e si passeggia, è soprattutto «decongestionare il traffico su viale Bovio» dove ogni giorno transitano migliaia di vetture in entrata e in uscita, da e verso Pescara. Il tragitto (non definitivo e ancora in fase di studio, come fanno sapere Tua e Comune) collegherebbe Montesilvano dove, nella zona della Warner, è prevista la «creazione» annuncia Tonelli, «di un'autostazione di scambio con i fondi Masterplan», a Pescara, imbocco viale Muzii. Di qui i bus proseguirebbero sul tratto di strada parco che costeggia via Pellico per imboccare la prima strada a destra (quella che attualmente da viale Bovio sfocia su piazza Martiri Pennesi) e raggiungere così la rotatoria del Bingo (via Michelangelo). Da qui su corso Vittorio Emanuele verso via Marconi fino alla zona universitaria e area tribunale. Tonelli anticipa che «si sta pensando, ma per ora è solo una ipotesi, di allungare il percorso fino all'aeroporto». E, per rassicurare gli animi dei detrattori del gasolio, il presidente di Tua ribadisce che «il futuro sarà un parco mezzi full electric», con le prove generali del metano a fine anno, sempre se non ci saranno ulteriori ritardi causati dagli interventi di sistemazione in corso sulla strada parco.

Biglietto unico ridotto per 31 comuni

Il biglietto unico sarà esteso da 12 a 31 comuni, in un territorio che comprenderà la Val Pescara e parte del Chietino. L'obiettivo di Tua, reso noto ieri durante i lavori a Palazzo di città della commissione Grandi infrastrutture e Mobilità, «è di abbassare le tariffe», come spiegano i tecnici dell'azienda di trasporto regionale, «rispetto a quella di 1,20 euro di oggi. Si consentirà così un aumento dei passeggeri, almeno stando a studi effettuati fino ad oggi, secondo i quali i bus sulla strada parco saranno molto frequentati. Ma i vertici di Tua non si sbottonano su dati e cifre. La «tariffa unica» con ogni probabilità «sarà estesa a tutta la regione» ma, sottolinea Tua, è «da valutare». Sarà «potenziata la fascia oraria dedicata agli studenti». L'azienda di trasporti valuta che, con tali operazioni, biglietto unico ribassato e aumento del flusso passeggeri, si potrebbero «recuperare cinque milioni di euro» da utilizzare «per l'acquisto di nuovi mezzi e per la manutenzione di altri». Rinnovi necessari data la «vetustà media dei mezzi, di 13 anni, con punte fino a 25 anni». Ma «con una nuova pianificazione regionale si potrà ridurre la vecchiaia dei mezzi a 9 anni».

«Il numero dei passeggeri non sarà mai sufficiente». I comitati Greenways e Fiab Pescarabici contro i mezzi sul corridoio verde: «Costano troppo e non diminuiranno il traffico, si continuerà a usare l'auto»

PESCARA «Tutto il male possibile». Questo pensano ambientalisti e amici della bici sul passaggio dei bus sulla strada parco che, invece, vorrebbero mantenere «libera per le attività ludiche e ricreative della comunità». Così com'è, in sostanza. Comitati Greenways e bikers di Fiab Pescarabici fanno le pulci ai progetti di Tua. E arrivano persino a contare le attività commerciali esistenti su viale Bovio, l'arteria viaria parallella a via Castellamare, e il passaggio delle due ruote sulle piste ciclabili, pur di dimostrare che «non ci saranno numeri sufficienti di passeggeri», spiega Filippo Catania, presidente di Fiab, «tali da giustificare i bus, quanti e quali che siano, sulla strada parco che deve rimanere quella che è, a disposizione dei cittadini, meglio attrezzata e riqualificata per diventare polo di attrazione per attività culturali. Non crediamo al calo delle auto in città con l'avvento dei bus, ecologici o meno; non crediamo che ci saranno tanti utenti che prenderanno il mezzo pubblico sull'ex tracciato e scenderanno alle fermate per arrivare a viale Bovio percorrendo le numerose strade di collegamento centrali. Non lo faranno perché molti cedono alle comodità delle auto. Quindi dei bus sulla strada parco pensiamo tutto il male possibile».Ed ecco la conta di Fiab: «Su viale Bovio», enumera Catania, «ci sono 258 attività commerciali su entrambi i lati, 265 posti auto per lato. Mentre 500 bici hanno percorso la strada parco (rilevamenti del 21 settembre scorso dalle 7 e mezzo alle 9) e 4500 sulla pista ciclabile di viale Muzii tra maggio e ottobre». Ivano Angiolelli e Maurizio Biondi dei comitati Greenways sono agguerriti sui passaggi burocratici messi in campo da Tua che «a più di venti anni dalla progettazione sul corridoio verde», scrivono, «di un impianto di trasporto pubblico basato su sistema filoviario, e nonostante il fallimento dell'azienda produttrice del vettore, si ostina a perseguire con ostinazione, il vano ed economicamente gravoso tentativo di completamento dell'opera». Fatta questa premessa scendono nei tecnicismi, partendo dalla «decisione assunta dal presidente Tullio Tonelli il 19 dicembre scorso sulla filovia. Tonelli», spiega Angiolelli in una nota, «anziché risolvere il contratto, stipulato il 21 maggio 2007 con Balfour Beatty, a danno di Colas Rail, subentrata ad Alpiq nel ruolo di capofila mandataria dell'Ati appaltatrice gravemente inadempiente, in conformità della delibera assunta da Tua nell'ottobre 2017, ha scelto la soluzione più gravosa della transazione consensuale. La scelta di un vettore non equivalente al Phileas olandese, ovvero l'Exquicity, che non ha guida vincolata indispensabile, invece ai fini della sicurezza su una carreggiata di dimensioni inadeguate ad accoglierlo a doppio senso di circolazione, peserà come un macigno sul superamento dei collaudi per il rilascio delle autorizzazioni ad aprire l'impianto». Tua spiega, invece, che «le dimensioni dei mezzi sono calibrati secondo il codice della strada». Lo scorso anno i comitati hanno chiesto a Tua, tramite diffida, l'eliminazione delle barriere per disabili. Una richiesta «disattesa, tale da pregiudicare il rilascio per il nulla osta definitivo per la sicurezza». Dall'azienda rispondono, invece, che «i nulla osta ministeriali arriveranno entro fine aprile».

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