Iscriviti OnLine
 

Pescara, 19/05/2019
Visitatore n. 674.275



Data: 15/03/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Biondi: mi dimetto, ma posso ripensarci. Ufficialmente la scelta è contro il governo per i 10 milioni non trasferiti, ma è la risposta all’ammutinamento del centrodestra

Una mossa per uscire dall’angolo nel quale è stato messo dalle forze di maggioranza di centrodestra che governano il Comune, dopo due mesi di immobilismo della giunta nella quale non sono stati ancora sostituiti almeno i primi due assessori (Anna Lisa Di Stefano e Sabrina Di Cosimo) cacciati dal sindaco? Oppure uno scossone al governo per avere i 10 milioni che occorrerebbero per salvare il bilancio comunale ed evitare l’aumento di tasse e il taglio dei servizi agli aquilani?
TUTTE E DUE LE COSE. Forse un po’ tutte e due le cose hanno spinto il sindaco Pierluigi Biondi a dimettersi dall’incarico del quale una parte degli aquilani lo ha investito quasi due anni fa. Ma andiamo per ordine.
NUNTIO VOBIS... Ieri pomeriggio il primo cittadino ha convocato i media in tutta fretta, alle 17.30, a Palazzo Fibbioni, per annunciare che di lì a poco avrebbe firmato le dimissioni. Ora il sindaco ha venti giorni di tempo per ripensarci. Ma dalle sue parole forse è giusto pensare che si tratti di un messaggio “forte e chiaro” alla sua maggioranza che – è bene ricordarlo – ha disertato in blocco l’ultima seduta del consiglio comunale.
DANIELE SUBITO “SINDACO”. Lo stesso Biondi aveva nominato, nottetempo, assessore e vice sindaco il consigliere Udc, Raffaele Daniele. A vederla da fuori sembra una mossa pianificata, quella delle dimissioni di ieri, già dalla sera prima, mercoledì, quando ha conferito a Daniele l’incarico di vice sindaco, per non lasciare vacante la guida del Comune. Tutto lascia pensare, comunque, al momento, che le dimissioni di Biondi siano più un atto dimostrativo, per forzare la mano sia al governo – sui 10 milioni – sia alla sua maggioranza, per la giunta. Infatti, dopo oltre trenta minuti di “comunicazioni”, durante i quali Biondi ha enunciato una lunga lista di “cose fatte”, ha concluso con queste parole.
LE SUE PAROLE. «Ho avvisato il sottosegretario Crimi di questa mia scelta. È una forma forte, ma ho sempre cercato di fare le cose rispondendo alla mia coscienza. Do questa notizia con tranquillità e serenità, spero serva a scuotere le coscienze a tutti i livelli, perché questa città abbia il rispetto che si è meritata negli ultimi dieci anni, nei quali i cittadini hanno sofferto moltissimo. E lo dice uno che abita ancora in un Map. Sono perfettamente consapevole di quanta strada c’è ancora da fare».
DISPONIBILE A CONTINUARE. «Se il governo e le forze politiche locali vorranno mettere a disposizione, oltre all’impegno e la disponibilità, le loro migliori intelligenze, sono disponibile a proseguire il rapporto. Così come sono disponibile ad ascoltare le istanze che arriveranno anche dalle forze di opposizione del consiglio comunale. E la presenza qui oggi del consigliere Angelo Mancini, esponente di lunghissimo corso di una parte critica non solo della mia amministrazione, ma anche di quelle precedenti, è significativa ».
BOCCHE CUCITE. Nel centrodestra da ieri telefoni spenti, a cominciare da quello dell’onorevole della Lega, Luigi D’Eramo, indirettamente tirato in ballo dal sindaco, insieme al governo. Nessuno ha voluto commentare il gesto di Biondi “contro l’esecutivo”. Anche se il sottosegretario alla Ricostruzione- Vito Crimi, primo interlocutore di Biondi sulla questione del trasferimento dei 10 milioni di euro, è del Movimento 5 Stelle.
LA “CIALENTATA”. Dagli ambienti del centrodestra, comunque, qualcuno – che vuole rimanere nell’anonimato – ha fatto trapelare che le dimissioni sarebbero una «cialentata», riferendosi alle due volte che nei suoi dieci anni di guida della città l’ex sindaco si è dimesso, per poi ripensarci.
SOLO FDI. A scendere in campo ieri solo il coordinamento cittadino del partito di Biondi, Fratelli d’Italia: «Ribadiamo fiducia e sostegno al sindaco e condivisione per il lavoro svolto in questi primi due anni di mandato visto il raggiungimento di obiettivi inopinabili registrati in molti ambiti. Non è un sindaco rinchiuso nei suoi uffici, ma un uomo del popolo che sa farsi rispettare e apprezzare. Integerrima la sua condotta in tredici anni da sindaco a Villa Sant’Angelo dove, pur gestendo risorse importanti, non è stato sfiorato da indagini, sospetto o chiacchiere. Un uomo che ha inteso la politica come servizio alla comunità e non come tornaconto personale, per i propri amici o familiari. FdI augura che le forze partitiche locali e il governo nazionale mostrino il senso di responsabilità auspicato da Biondi». Durante l’annuncio delle dimissioni, tra il pubblico erano presenti anche il nuovo vice sindaco Daniele, l’assessore Carla Mannetti (FdI) e il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari (FI).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it