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Pescara, 26/06/2019
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Data: 11/04/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Infrastrutture autostradali e sicurezza - Controlli anche sull'A14. Il viadotto Moro nel mirino di Toninelli. Si trova vicino a Ortona ed è finito nell'inchiesta della procura di Genova. Il ministro invia in Abruzzo Migliorino e i tecnici

ORTONA Danilo Toninelli gioca d'anticipo sulla procura di Genova. Il ministro invia in Abruzzo il capo della vigilanza, Placido Migliorino, per testare la sicurezza del viadotto Moro dell'A14 finito nell'inchiesta della procura di Genova aperta dopo il crollo del ponte Morandi. Ieri mattina, l'ingegner Migliorino, i tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Autostrade per l'Italia e i docenti dell'Università di Trento, hanno tenuto una riunione nella sede del 7° Tronco dell'Autostrada A14, a Città Sant'Angelo. Subito dopo sono partiti i controlli per individuare i viadotti da sottoporre alle prove di carico che servono a stabilire il grado di staticità, la resistenza e il livello di sicurezza delle infrastrutture. I primi sopralluoghi sono avvenuti nel tratto nord dell'A14, quello marchigiano, tra Ancona e Pesaro. Ma già da oggi la task force si sposterà a sud, nella nostra regione, nel tratto Pescara-Chieti. Intervistato da Rai 3 Abruzzo, il capo della vigilanza autostradale, Migliorino, ha svelato in anticipo qual è il viadotto che finirà nel mirino dei tecnici: quello che attraversa la valle del fiume Moro, nel territorio del Comune di Ortona. Così il ministero anticipa i magistrati. Progettato nel 1967, costruito dall'impresa Vianini, costituito da 25 campate e lungo un chilometro e 123 metri, il viadotto Moro è infatti finito nell'inchiesta bis genovese, per falso ideologico, aperta dopo quella sul crollo del ponte Morandi. È una inchiesta con 12 indagati, tra cui dirigenti ai vertici di Autostrade per l'Italia e di Spea (società controllata da Autostrade con incarico relativo alle manutenzioni). Al centro dell'indagine ci sono i controlli fatti da chi doveva occuparsi della sicurezza. Dalle carte acquisite dalla Procura, secondo l'accusa, emerge che i verbali dei controlli sarebbero stati modificati in positivo. E dai fascicoli saltano fuori condizioni ritenute particolarmente critiche per sei ponti: il Paolillo, sulla Napoli-Canosa; il Pacetti, il Sei Luci e il Gargassa in Liguria; il Sarno sull'A30 e, appunto, il Moro sull'A14. Alcuni testimoni, sentiti dagli investigatori della Finanza, avrebbero raccontato che i report sullo stato di salute dei viadotti talvolta erano stati cambiati dopo le riunioni con un supervisore, un ingegnere di Spea, indagato in questo filone dell'inchiesta, mentre in altri casi sarebbe stato direttamente lo stesso ingegnere a modificarli senza consultarsi con nessuno. Ma riguardo al Moro, Autostrade per l'Italia ha già garantito a febbraio la sicurezza sul viadotto. «Non esiste alcun rischio per la sicurezza», diceva in una nota la Direzione del tronco autostradale che faceva anche sapere che «sul Moro è in corso un intervento di manutenzione programmato in due fasi, di cui una riguarda gli impalcati di 13 campate e la seconda la restante parte dell'opera. L'importo è di 13 milioni». Solo i controlli ordinati da Toninelli possono però rassicurare l'Abruzzo.

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