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Pescara, 25/06/2019
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Data: 11/04/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Sindacati: «Il governo ci ascolti». Landini: «Fa propaganda». Boccia: «Bagno di realismo, la manovra bis è certa»

ROMA Linea dura dei sindacati contro le scelte del governo. Cgil, Cisl e Uil alzano il pressing sull'esecutivo targato Lega e M5s affinché cambi la politica economica, bocciano il Def, perché non guarda alla crescita e agli investimenti, e misure come la flat tax, perché iniqua. Rilanciano la richiesta di un confronto «serio» e minacciano lo sciopero generale, dopo il «fitto calendario» di mobilitazioni unitarie già in programma dal primo maggio a fine giugno: dalle manifestazioni nazionali dei pensionati e del pubblico impiego e per il Sud, allo sciopero della scuola e dei metalmeccanici. Anche Confindustria continua a spingere sulla crescita e su «come reagire» al rallentamento economico: e, per questo, punta sul decreto crescita e sul decreto sblocca cantieri affinché «vada in porto una operazione massiva» e in tempi stretti, che potrebbe evitare una manovra bis, come afferma il presidente Vincenzo Boccia. Intanto, «bene - dice - il bagno di realismo» del governo sul Def, che ha rivisto il Pil poco sopra lo zero nel 2019, «perché una operazione verità è determinante per il Paese e per il governo stesso». Compatta la posizione di Cgil, Cisl e Uil, che suona come un ultimatum: se si arriverà a fermare il Paese dipenderà soltanto dalle risposte che arriveranno o meno dal governo. Nel Def «il governo boccia se stesso; certifica gli errori fatti sulle stime della crescita; prevede un calo nell'occupazione ed un aumento della disoccupazione», attacca il leader della Cgil, Maurizio Landini, secondo cui «il governo continua a prendere il giro gli italiani con misure di propaganda elettorale come la flat tax». Ma non c'è «più tempo da perdere», serve «una diversa politica economica. Così non si regge, rischiamo di andare a sbattere», avverte. In campo c'è «un crescendo di iniziative» unitarie, partite con la manifestazione del 9 febbraio scorso, «per dire al governo che deve cambiare passo: sta a lui decidere se farlo oppure no», rimarca la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, che parla del Def come di «una scatola vuota, un pannicello caldo». «Mancano» la crescita e gli investimenti e si pongono «scelte sbagliate» anche sulla flat tax, incalza. «Se vogliono evitare di arrivare ad un eccesso di mobilitazione e di fare un ulteriore danno al Paese, ci devono convocare: dobbiamo confrontarci», insiste il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, rispondendo sull'eventualità di chiudere il percorso di mobilitazione con uno sciopero generale di tutte le categorie. In calendario ci sono già lo sciopero della scuola il 17 maggio e dei metalmeccanici il 14 giugno, le manifestazioni di pensionati (1 giugno) e pubblico impiego (8 giugno) e per il Sud (22 giugno). E il primo maggio a Bologna dedicato al lavoro e all'Europa. I confronti con il governo sono stati «inconcludenti» e «deludenti», sostengono i sindacati, per non dire che si «sono limitati ad un ascolto finto». Cgil, Cisl e Uil sollecitano una discussione «seria» anche per una riforma fiscale «vera» che abbassi le tasse sui lavoratori e pensionati, rendendo «più pesanti» le loro buste paga. No, invece, alla flat tax che va contro il principio «costituzionale» della progressività.

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