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Pescara, 20/04/2019
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Data: 13/04/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Concorsi truccati, travolto il Pd umbro

PERUGIA Un «chiaro quadro di prolungata e abituale attività illecita» per «condizionare e sostanzialmente falsare le procedure di selezione del personale dell'azienda ospedaliera» di Perugia. Un «sistema» che, dagli ingranaggi più bassi alle sfere dirigenziali dell'ospedale, avrebbe ricevuto e messo in pratica «le direttive impartite dalla classe politica locale manipolando i concorsi a favore dei candidati raccomandati o indicati dalla stessa». Questa la sintesi del terremoto giudiziario che ha portato agli arresti l'assessore regionale alla Sanità Luca Barberini (Pd), il segretario regionale del Partito democratico, nonché ex sottosegretario all'Interno, Giampiero Bocci, il direttore generale dell'ospedale perugino Emilio Duca e quello amministrativo Maurizio Valorosi. Ma l'inchiesta non ha risparmiato neanche la governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini, finita nel registro degli indagati assieme ad altre 34 persone.
I DETTAGLI
L'operazione, la più devastante mai registrata in Umbria per il mondo politico amministrativo, è cominciata dal primo mattino, con il blitz dei militari della Guardia di Finanza (coordinati dai sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti, sotto la supervisione del procuratore capo Luigi De Ficchy) negli uffici e nelle abitazioni delle 35 persone finite a vario titolo nel registro degli indagati per abuso d'ufficio, rivelazione di segreti d'ufficio, peculato, falso ideologico e materiale. Ma il botto è arrivato a metà pomeriggio: Bocci e Barberini agli arresti domiciliari, assieme al direttore generale dell'Azienda ospedaliera Emilio Duca e per il direttore amministrativo Maurizio Valorosi, e la Marini indagata.
Sarebbero otto le procedure di selezione del personale «condizionate illecitamente» durante il periodo delle intercettazioni telefoniche, da inizio 2018 agli ultimi giorni. Nell'ordinanza si legge come gli investigatori abbiano usato un Trojan, cioè un software, nei telefonini per trasformarli in apparecchi per le intercettazioni ambientali in ufficio. Attraverso questi programmi e le intercettazioni ambientali, i finanzieri hanno stabilito come funzionava il meccanismo «per garantire la vittoria o il posizionamento utile in graduatoria dei candidati» segnalati anche da Bocci e Marini.
IL MECCANISMO
Un caso esemplificativo può essere rintracciato, tra gli altri, nel concorso per la copertura a tempo indeterminato di quattro posti per assistenti amministrativi categoria C. Secondo quanto ricostruito dalle indagini il presidente e un componente della commissione d'esame avrebbero fornito a quattro candidati le tracce delle prove scritte e le domande dell'orale, determinando inevitabilmente la loro vittoria. Secondo direttive, si legge nell'ordinanza, «impartite quali concorrenti morali e determinatori» da Bocci, Marini, Barberini e dal segretario regionale Uil Fpl Umbria, Marco Cotone. Un sistema, per la procura, «che andava avanti da sempre» «prevedeva la spartizione» di vincitori e idonei dei concorsi che andavano dai livelli più bassi, con il personale ausiliario e le categorie protette, ai primari. Con ogni materia «che poteva essere d'interesse».
E adesso? Mentre la governatrice Marini e Barberini si dichiarano «sereni» ed esprimono «massima fiducia» nell'operato della magistratura, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha subito chiesto «elezioni regionali» in Umbria dove a suo dire «i cittadini sono malgovernati da troppo tempo». Il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio è entrato a gamba tesa sulla vicenda: «Quel che è accaduto in Umbria è molto grave e lo è soprattutto perché parliamo di sanità, su cui per anni la politica ha speculato senza mostrare vergogna. Dobbiamo togliere la sanità pubblica dalle mani dei partiti». E la ministra della Salute Giulia Grillo ha scritto su Facebook: «Spezzare il legame politica-poltrone è una nostra battaglia storica».

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