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Pescara, 20/04/2019
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Data: 14/04/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le amministrative - Masci: «Pescara torni a correre». `L’esordio del candidato sindaco nel ricordo di Carlo Pace con un occhio già alla fusione con Spoltore e Montesilvano. In Comune l’abbraccio di Carlo con Luigi Albore Mascia che nell’aula gremita ha illustrato cinque idee per la città

Un candidato sindaco, Carlo Masci, che insegue il sogno di una vita e un ex sindaco, Luigi Albore Mascia, che torna soldato «al servizio del futuro generale». Questa la metafora che ha fatto da filo rosso tra i due eventi del centrodestra, ieri a Pescara. Alle 10 la presentazione del candidato sindaco Masci e un'ora e mezza più tardi, in aula consiliare a Palazzo di città, la convention di Albore Mascia che punta a rinnovare l'impegno da consigliere o da assessore.
Carlo Masci il sindaco che ama Pescara è lo slogan elettorale a tutta parete nella sede del comitato elettorale di viale Bovio. Salone affollato di volti vecchi e nuovi, ma anche con assenze evidenti, come quella del mancato candidato sindaco leghista ex forzista Marcello Antonelli. Al punto che il coordinatore regionale salviniano Giuseppe Bellachioma quasi si è visto costretto a chiedere scusa recitando la parte: «Quando Salvini mi ha detto che il candidato sindaco di Pescara era di Forza Italia ho provato una fitta» ha detto al microfono per giustificare la cessione della casella rivendicata dal suo vice premier dopo il trionfo alle regionali. «Ora lavoriamo per vincere uniti, ci sarà il massimo rispetto in campagna elettorale». E meno male che c'era da precisarlo. Infine l'annuncio con cui Bellachioma strappa l'applauso: «Matteo Salvini verrà a Pescara per salire sul palco con Masci».
Al fianco del candidato sindaco i coordinatori di liste e partiti alleati: Enrico Di Giuseppantonio, Stefano Cardelli («anch'io ho provato una fitta al nome di Masci, ma piacevolissima»), Piacentino D'Ostilio, Paolo Tarantelli per Udc, Fratelli d'Italia, Amare Pescara, #pescaraprima, Pescara futura. Ma, soprattutto, Nazario Pagano: «Quella di Masci è la candidatura di un amico - ha detto il coordinatore regionale forzista -. Con Masci il buongoverno di centrodestra si avvia al rilancio della città più popolosa d'Abruzzo che farà da traino anche per la regione, faremo squadra attorno a lui per una nuova primavera». E giù un altro forte applauso che, dirà Carlo Masci, «mi commuove e mi dà forza». Il candidato sindaco ha ringraziato gli alleati e Lorenzo Sospiri e ha citato poi i consiglieri uscenti di centrodestra: «Sono qui perché rappresento loro, cinque anni di battaglie... Ognuno di loro poteva essere al posto mio perché abbiamo classe dirigente in grado di guidare questa città» ha detto Masci.
TRANSFUGHI E CHIACCHIERE
Contro Lega e Fratelli d'Italia se l'è presa invece il capogruppo Pd Emilio Longhi per non aver evitato che l'Udc imbarcasse tre consiglieri uscenti del centrosinistra: «I paletti contro i transfughi del centrosinistra erano solo chiacchiere» ha accusato Longhi. Ma chissà che non ci siano sorprese dell'ultima ora.
IL SEGNALE
Poi il retroscena di Masci: «Ho saputo della mia candidatura a sindaco nell'anniversario della morte di Carlo Pace: per me i segnali contano e questo lo considero un segnale». Infine l'invito a far correre di nuovo la città, «facciamo diventare grande la Grande Pescara» ha detto il candidato sindaco guardando alla fusione del 2022 con Montesilvano e Spoltore. Concetti e obiettivi che Masci ha ripetuto nell'aula consiliare gremita per conoscere le 5 idee di Luigi Albore Mascia per la città: sicurezza, lotta al degrado, area di risulta, occupazione, mare e fiume puliti. Avanti insieme, sindaco di ieri e, forse, di domani.

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