Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2019
Visitatore n. 672.311



Data: 16/04/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Sospiri: «Via il mercatino etnico dopo la vittoria alle elezioni». A 24 ore dall'inaugurazione, il presidente del consiglio regionale riapre lo scontro con il centrosinistra. Lega, Forza Italia Fratelli d'Italia vogliono chiudere la struttura: «Non è integrazione, ma un ghetto»

PESCARA «Domenica 14 aprile lo hanno inaugurato. Il 26 maggio vinceremo le elezioni e il 27 maggio lo chiuderemo. Stesse opportunità, stessi doveri». Assomiglia a una dichiarazione di guerra la frase postata ieri da Lorenzo Sospiri sul suo profilo Facebook. Il presidente del consiglio regionale, esponente di spicco di Forza Italia, con quelle poche parole ha svelato l'obiettivo su cui punta il centrodestra, da realizzare se dovesse vincere le prossime elezioni comunali. L'avvertimento di Sospiri è arrivato all'indomani dell'inaugurazione del mercatino nel sottopasso. tra l'area di risulta e via Ferrari, cui hanno preso parte alcune centinaia di persone. Nelle stesse ore, domenica pomeriggio, si è svolta la protesta simbolica di alcuni commercianti che hanno chiuso e spento i loro negozi per contestare l'apertura della struttura. All'interno, a partire da giovedì prossimo, troveranno posto 66 bancarelle di ambulanti extracomunitari in gran parte senegalesi. Ma il centrodestra non si rassegna e si prepara a portare avanti una nuova offensiva con il rischio di infiammare la campagna elettorale in corso. Del resto, le dichiarazioni apparse ieri sui profili Facebook di esponenti di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, non lasciano dubbi.«Da ieri (domenica, ndr)», ha scritto il consigliere regionale della Lega Vincenzo D'Incecco, «Pescara si è dotata di un mercato cosiddetto etnico e dell'integrazione. Aspettiamo di vedere con ansia quali saranno i prodotti etnici che saranno venduti in questo luogo pubblico costato alla cittadinanza oltre 250mila euro. Quando penso all'integrazione, penso ai mercati rionali dove tutti gli operatori possano lavorare alla pari degli altri e non ad un luogo dedicato esclusivamente a degli operatori extracomunitari. Questa non si chiama integrazione, ma ghetto». Il messaggio si è concluso con due hashtag: #26 maggio (data delle prossime elezioni, ndr) e #OraSistemiamoPescara. Ancora più chiara la dichiarazione apparsa sul profilo di Marco Forconi del comitato #NoMercatoEtnico ed esponente di Fratelli d'Italia. «Da oggi», si legge, «inizia la mia battaglia politica e sociale per la chiusura del secondo mercato etnico». Il primo era quello abusivo a fianco della stazione, sgomberato il 18 maggio del 2016. E ancora: «Su 100 posti disponibili, sono state presentate 76 domande, delle quali solo 66 accettate. All'interno del vecchio mercato etnico abusivo c'erano 238 stranieri. Di quelli, oggi 40 degli attuali 66 li ritroviamo nel tunnel...Io farei molta attenzione a parlare di successo».Alle proteste messe in atto dal centrodestra e da alcuni commercianti ha replicato il sindaco Marco Alessandrini durante il suo intervento di domenica, all'inaugurazione del mercatino. «Pescara», ha detto, «è la città dei ponti, vocata alla solidarietà e alla relazionalità sociale e commerciale. Ai tanti costruttori di muri che dicono dovesse essere fatto meglio o altrove, rispondiamo con i fatti».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it