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Pescara, 22/08/2019
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Data: 09/05/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione, il Tar respinge tutti i ricorsi degli esclusi

L’AQUILA Al momento non cambierà nulla in Consiglio regionale. Né per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi alla minoranza, né tra i consiglieri. Il Tar Abruzzo ieri, dopo una camera di consiglio di tre ore, ha respinto tutti i ricorsi presentati dai candidati non eletti e da alcuni cittadini. In primis quello della coalizione di centrosinistra guidata da Giovanni Legnini che chiedeva una ripartizione diversa degli scranni, forte della conquista di circa 70 mila voti in più rispetto al M5S. Un’inversione dei rapporti (7 a 5) che evidentemente non ha convinto i giudici. Il legale Sergio Della Rocca, però, rimanda la questione al Consiglio di Stato: «È solo il primo tempo, ora valuteremo le motivazioni ». Il ricorso era stato firmato da Luciano D’Amico, Pierpaolo Pietrucci, Donato Di Matteo, Franco Caramanico, in qualità di primi dei non eletti nelle varie liste del centrosinistra. Stop anche alle altre istanze. In particolare Emilio Iampieri (Fi) e Gianni Bellisario (Ap) avevano contestato i seggi attribuiti a Mauro Febbo (Forza Italia) nel Chietino e a Roberto Santangelo (Azione Politica) nell’Aquilano (difeso da Raffaele Daniele e Amedeo Ciuffetelli), chiedendo, in base al calcolo dei resti, di tenere conto della «ponderazione dei voti su base provinciale ». Secondo la tesi dei ricorrenti, il terzo seggio a Forza Italia sarebbe dovuto scattare nel collegio della provincia dell’Aquila, e non in quello di Febbo, la provincia di Chieti. Stessa cosa per Bellisario. Respinto anche il ricorso contro l’elezione di Marianna Scoccia (lista Udc-Dc-Idea), presentato da tre cittadini, che metteva nel mirino sia l’ammissione stessa della lista che la ripartizione dei seggi. E ancora: niente ammissibilità per il ricorso presentato dalla forzista Lucia Ottavi (la candidata donna più votata in regione), che di fatto sosteneva la tesi di Iampieri grazie alla quale sarebbe risultata prima dei non eletti e, infine, stop anche per Lorenzo Berardinetti, che sperava di strappare il posto a Sandro Mariani, eletto a Teramo con la stessa lista.

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