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Pescara, 22/08/2019
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Data: 12/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alberto: se chiudono il traforo si interrompe un pubblico servizio. Il sindaco di Teramo ne è convinto anche in qualità di avvocato dell'ufficio legale della Regione «Strada dei Parchi accampa motivazioni inconsistenti. È parte del problema, contribuisca a risolverlo». Assoturismo: sarà sciopero fiscale. L'università dell'Aquila si associa alla diffida annunciata da Biondi

TERAMO Interruzione di pubblico servizio e violazione del diritto costituzionale alla libera circolazione. Per il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto non ci sono dubbi sul fatto che la chiusura del traforo del Gran Sasso, confermata a partire da domenica prossima e a tempo indeterminato da Strada dei Parchi durante una riunione che si è tenuta venerdì nella prefettura teramana, possa configurare questa doppia responsabilità a carico della società concessionaria di A24 e A25. La sua non è solo una valutazione politica. Il primo cittadino teramano di professione è avvocato nell'ufficio legale della Regione, per cui esprime un parere che va oltre il ruolo di amministratore direttamente interessato alla questione. «Si configura l'interruzione di pubblico servizio nella misura in cui la chiusura del traforo costringe all'utilizzo di percorsi alternativi inadeguati», spiega D'Alberto, che rincara la dose: «Viene messo in discussione anche il diritto costituzionale alla mobilità», aggiunge, «determinante la sua compressione a danno di tutti i cittadini». Il sindaco di Teramo, tra l'altro, si dice per nulla convinto dalla motivazione fornita da Strada dei Parchi secondo cui il blocco della circolazione lungo le due gallerie sotto il Gran Sasso sarebbe necessitato dall'esigenza di non perpetrare l'eventuale illecito contestato nell'inchiesta sull'inquinamento della falda acquifera che vede coinvolti anche i vertici della società concessionaria. «Il problema non è l'utilizzo del traforo, non è il transito veicolare che determina l'ingerenza rispetto al sistema idrico», evidenzia il primo cittadino teramano, «ma si tratta della gestione dell'autostrada. Il pericolo si è manifestato per i lavori all'interno del tunnel». D'Alberto si riferisce all'allarme suscitato dall'individuazione nell'acqua di tracce provenienti dalle vernici utilizzate per ridipingere le gallerie, ma per lui la loro chiusura resta una scelta irresponsabile. «Strada dei Parchi non si può chiamare fuori, è parte del problema», afferma, «deve contribuire a risolverlo». Il sindaco insiste su un punto. «Non risulta che la società, nei piani economici e finanziari presentati al governo», rileva, «abbia mai chiesto risorse per gli interventi di messa in sicurezza che le spettavano». La concessionaria, a detta del primo cittadino, è parte del problema come lo sono la politica e i laboratori di fisica nucleare. «Strada dei Parchi rientra in questo territorio, lo sfrutta e lo utilizza», conclude, «per cui deve assumere responsabilità che le competono».

Assoturismo: sarà sciopero fiscale. L'università dell'Aquila si associa alla diffida annunciata da Biondi

TERAMO Dopo la riunione di venerdì in prefettura a Teramo, sulla cui convocazione e soprattutto sul cui esito nessuna comunicazione (chissà perché) è stata data dall'istituzione che l'aveva convocata, la prima reazione alla confermata intenzione di chiudere il traforo il 19 è arrivata venerdì sera dal sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che ha annunciato che domani (lunedì) invierà una diffida formale a Strada dei Parchi. Ieri, a cascata, le reazioni si sono susseguite. La rettrice dell'università dell'Aquila Paola Inverardi ha espresso «viva preoccupazione per l'enorme disagio che ciò comporterebbe alle migliaia di studenti provenienti dal Teramano, dalle zone costiere abruzzesi e marchigiane, oltre che al personale docente e agli studenti che operano nelle strutture convenzionate della Asl di Teramo. L'Università dell'Aquila esprime al riguardo totale sostegno all'azione del sindaco dell'Aquila e si augura che il buon senso prevalga».Inferociti gli operatori turistici del Teramano. I presidenti regionale e provinciale di Assoturismo, Daniele Zunica e Gian Luca Grimi, parlano di «situazione mediatica gravissima» e di possibile «devastazione della stagione turistica dell'intero territorio teramano. La categoria è, giustamente, ai massimi livelli di irritazione e dopo aver mostrato pazienza ci chiede ora di mettere concretamente in campo le proprie istanze che si sostanzieranno in azioni concrete. In assenza di soluzione logica e positiva, chiameremo la categoria allo "sciopero fiscale generale". A cominciare dall'imposta di soggiorno. E quale secondo step chiameremo le categoria a una class action per la richiesta dei danni».Il Forum H2O fa un appello alla politica: «Basta a rincorrere i desideri della concessionaria. Bene la posizione del sindaco dell'Aquila, la politica non resti ostaggio dei voleri del privato ma alzi la testa». Dalla politica sono giunte altre prese di posizione. Una è del candidato sindaco di Giulianova Pietro Tribuiani («Faremo di tutto per scongiurare la chiusura»), altre vengono dall'Aquila. Il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, ha parlato di «atto sconsiderato» e «fallimento del Governo». E Coalizione Sociale auspica «un confronto urgente sulla questione che coinvolga la città e tutti i territori interessati».

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