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Pescara, 22/08/2019
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Data: 12/05/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Giù le mani dall'autostrada» Tunnel, Vacca minaccia il ritiro delle concessioni

L'AQUILA Il faccia a faccia decisivo ci sarà martedì, probabilmente alla presenza di Regione ed enti locali. Il Mit, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ha convocato a Roma i vertici di Strada dei Parchi. L'obiettivo è scongiurare la chiusura del traforo del Gran Sasso alla mezzanotte del 19 maggio, così come prospettato dalla concessionaria. Il vertice, almeno nelle intenzioni, servirà a gettare le basi del commissariamento per la messa in sicurezza dell'intero acquifero del Gran Sasso, già nel percorso di conversione del decreto Sblocca cantieri, ma anche a capire se, come chiede la concessionaria di A24 e A25, si potrà estendere alla gestione dell'intero sistema, traforo compreso. Attenzione: fonti del Mit fanno sapere che, in ogni caso, tutte le ipotesi sono sul tavolo, compresa quella, evocata da più parti, della revoca unilaterale della concessione.
SOCIETÀ
La società del gruppo Toto vuole chiudere il traforo per evitare la reiterazione del reato ipotizzato dalla Procura di Teramo nell'indagine, aperta dopo lo sversamento di fine 2016 che generò l'emergenza potabilità, che ha portato al rinvio a giudizio dei vertici (anche quelli di Infn e Ruzzo Reti) il 13 settembre prossimo. Ipotizzando l'inquinamento ambientale (articolo 452 bis) e il getto pericoloso di cose (674) sulla base che il pericolo possa essere generato dalla carenza di isolamento tra le superfici e condutture di scarico delle gallerie autostradali e la falda acquifera. Un impianto accusatorio che in linea teorica potrebbe portare anche a provvedimenti interdittivi e ulteriori danni all'azienda.
Ecco perché i vertici di SdP chiamati in causa dall'inchiesta intendono dare dimostrazione alla Magistratura di aver messo in atto tutti i correttivi possibili, compreso quello, drammatico, della chiusura del traforo. L'intenzione, ribadita l'altro giorno dinanzi al prefetto di Teramo Graziella Patrizi, ha sollevato una vera rivolta. Anche perché si sommerebbe ad altri fattori: la chiusura per lavori dell'ingresso A25 Bussi-Popoli (fino a fine giugno) e il no di Anas allo spostamento della mole di traffico, circa 10 mila veicoli, sulla statale 80, su cui insistono alcune problematiche legate alla sicurezza (compresa la presenza di immobili pericolanti). Un ritorno a cinquant'anni fa.
Durissimo il sottosegretario abruzzese Gianluca Vacca: «Giù le mani dall'autostrada, non accettiamo la minaccia di Strada dei parchi. Chiudere il traforo significherebbe arrecare un danno gravissimo ad un territorio già duramente colpito dai terremoti e isolarlo dal resto d'Italia. Strada dei parchi deve ricordare che l'autostrada è pubblica e quindi dei cittadini. Il traforo è un'arteria di comunicazione fondamentale. Qualora ci fosse una cieca ostinazione del gestore verso la chiusura, chiederò con forza al Mit di valutare se ci sono i requisiti per la revoca immediata della concessione, e so che il ministero valuterebbe con molta attenzione questa ipotesi. Ora basta».
Sulla stessa linea la collega di partito, la senatrice peligna Gabriella Di Girolamo: «Chiudere significherebbe interrompere un pubblico servizio, generare il caos con il dirottamento giornaliero di oltre 10mila veicoli sulla statale 80, arrecare un danno enorme all'economia del territorio e per giunta bloccare le attività dei Laboratori nazionali di fisica nucleare».
REAZIONI
Le reazioni, tra lo sdegno e la preoccupazione, si sono moltiplicate. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha già annunciato la presentazione di una diffida. Posizione benedetta dal Forum H20: «Era la risposta da dare fin dall'inizio agli annunci di Strada dei Parchi. Invece la politica è andata dietro ai voleri del concessionario sul commissario. Ma dove si è mai visto che un soggetto posto sotto accusa da una Procura per fatti specifici relativi alla normali precauzioni che avrebbe dovuto prendere utilizzi ora proprio questo bene pubblico, l'autostrada, gestito a prezzo carissimo per gli utenti, nella propria strategia processuale di autodifesa scaricando tutte le conseguenze sui cittadini e sull'economia del Paese?». Anche la rettrice dell'Università, Paola Inverardi, ha annunciato pieno sostegno all'azione del sindaco aquilano Biondi «per l'enorme disagio che ciò comporterebbe alle migliaia di studenti provenienti dal teramano, dalle zone costiere abruzzesi e marchigiane». Ha fatto eco a Biondi ieri il presidente del Consiglio, Roberto Tinari: «E' un atto sconsiderato e illegittimo». Le accuse dalla deputata pd Stefania Pezzopane: «Il ministro Toninelli deve impedire al concessionario di chiudere l'autostrada, che è di proprietà dello Stato e quindi appartiene ai cittadini. Nomina il commissario o no?».

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