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Pescara, 26/05/2019
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Data: 12/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Vacca: «Il governo pronto a revocare la concessione». Il sottosegretario pentastellato si scaglia contro la società che gestisce A24 e A25. Pezzopane (Pd): «Toninelli non faccia lo struzzo e nomini Marsilio commissario»

TERAMO «Giù le mani dall'autostrada, non accettiamo la minaccia di Strada dei Parchi. Chiudere il traforo del Gran Sasso dal 19 maggio significherebbe recare un danno gravissimo ad un territorio già duramente colpito dai terremoti e isolarlo dal resto d'Italia. Strada dei Parchi deve ricordare che l'autostrada è pubblica e quindi dei cittadini, la società ne ha solo la gestione». A intervenire sulla vicenda è il sottosegretario ai Beni Culturali Gianluca Vacca, del Movimento 5 Stelle. «Il traforo è un'arteria di comunicazione fondamentale per l'Abruzzo», dice il sottosegretario, «e non può essere chiusa. Sono in contatto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e con gli organismi competenti per scongiurare questa scelta. Qualora ci fosse una cieca ostinazione del gestore verso la chiusura, chiederò con forza al Mit di valutare se ci sono i requisiti per la revoca immediata della concessione, e so che il ministero valuterebbe con molta attenzione questa ipotesi». Gli fanno eco i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle, secondo i quali «non è concepibile che si penalizzino i cittadini che si spostano lungo la direttrice Tirreno-Adriatica, decidendo di chiudere in entrambi i sensi di marcia il tratto tra gli svincoli di Assergi e Colledara-San Gabriele. «Chiudere il traforo del Gran Sasso dal 19 maggio significherebbe interrompere un pubblico servizio», prosegue la nota dei parlamentari pentastellati, «generare il caos con il dirottamento giornaliero di oltre 10mila veicoli sulla statale 80, arrecare un danno enorme all'economia del territorio e per giunta bloccare le attività dei Laboratori nazionali di fisica nucleare. Non staremo con le mani in mano a guardare questi signori che fanno il bello e cattivo tempo. Non lo abbiamo fatto quando si è trattato di richiamarli alle loro responsabilità sul disastro della manutenzione e non inizieremo certo ora». Polemica, ma soprattutto contro il ministro Toninelli e lo stesso Vacca, la deputata aquila del Pd Stefania Pezzopane, secondo la quale «da quando Strada dei Parchi ha annunciato la chiusura dell'autostrada del Gran Sasso, il ministero dei Trasporti non ha battuto ciglio. Una inerzia totale. Ed il sottosegretario Vacca continua a dire le stesse cose da settimane». «Toninelli non faccia lo struzzo», aggiunge Pezzopane, «nomini subito un commissario per la sola esecuzione delle opere, senza deroghe ambientali, e stanzi nel decreto cantieri le somme necessarie per la messa in sicurezza del Gran Sasso (circa 180 milioni in un triennio). Il commissario potrebbe essere lo stesso presidente della Regione Marsilio, così da confermare il ruolo degli enti territoriali, come per il decreto Genova ed il ponte. La soluzione c'è e serve agire subito perché il 19 maggio è arrivato e l'Abruzzo rischia l'isolamento». Il ministro Toninelli, aggiunge la deputata Pd, «deve impedire al concessionario di chiudere l'autostrada. Nomina il commissario o no? Sarà il presidente della Regione come in Liguria o si inventeranno qualche burocrate senza portafoglio? Li mettono i soldi nel decreto cantieri o se ne continuano a fregare della situazione della emergenza ambientale? È già trascorso un anno di legislatura, non possono continuare a fare la parte di chi è arrivato ora». (red.te)

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