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Pescara, 26/05/2019
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Data: 12/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
I tassisti denunciano "Striscia" «Attirati in trappola e multati». Il presidente dei lavoratori pescaresi attacca: «Un nostro autista è stato chiamato da un finto cliente a Montesilvano e sanzionato di 85 euro per avere esercitato al di fuori del territorio di competenza»

PESCARA La battaglia tra tassisti per accaparrarsi i clienti si sposta dall'aeroporto a Montesilvano e finisce per coinvolgere anche "Striscia la notizia", il programma satirico di Canale 5 che ora rischia di essere querelato. A far emergere il caso è Salvatore Lovaglio, presidente dei tassisti di Pescara, che spiega: «I tassisti di Pescara valuteranno ogni possibile iniziativa di tutela della nostra immagine e del nostro lavoro nei confronti del trappolone teso dalla trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" ai danni di un nostro associato, attirato a Montesilvano con una telefonata falsa ed erroneamente multato. Ovviamente impugneremo la sanzione, ma nel frattempo faremo ogni azione possibile per capire chi e perché abbia commissionato la trappola e soprattutto quale sia l'interesse della stessa trasmissione a mandare in onda uno scoop falso, che tanto ci ricorda quelli già costati il contratto ai famosi conduttori Fabio e Mingo. Siamo già al secondo episodio che vede "Striscia" impegnarsi nel montare servizi ad hoc a danno dell'immagine dei tassisti di Pescara: la prima volta in aeroporto, nei giorni scorsi a Montesilvano».Secondo la ricostruzione di Lovaglio, il 7 maggio scorso, alle 10,50 in punto, un tassista in servizio a Pescara, nell'orario di lavoro, ha ricevuto una richiesta di trasporto da un utente di Montesilvano che ha chiesto di essere prelevato al proprio domicilio. «Parliamo di un servizio assolutamente regolare, previsto, sancito e consacrato persino da una sentenza della Corte di Cassazione, la numero 22296 del 2010». La Corte Suprema, sostengono i tassisti pescaresi, ha stabilito che «il tassista può prelevare il cliente fuori dal Comune che gli ha rilasciato la licenza, purché il tassametro scatti fin dalla partenza del mezzo, dunque non può essere gratuito il viaggio per prelevare il cliente, e purché ci sia l'esclusività del mezzo». Il tassista di Pescara ha raggiunto l'indirizzo fornitogli telefonicamente dal cliente a Montesilvano, dove ha però scoperto, spiega Lovaglio, «di essere vittima di una vergognosa trappola, se non addirittura di una truffa: ovviamente il cliente che aveva chiamato il taxi non esisteva, e ad aspettare il mezzo, il cui tassametro, regolarmente attivato, registrava già la spesa di circa 8 euro, ossia il tragitto da Pescara a Montesilvano, c'erano invece una troupe di Striscia la Notizia, i tassisti di Montesilvano sul piede di guerra e una pattuglia della polizia municipale di Montesilvano che, evidentemente ignara della sentenza della Cassazione, ha pure multato il nostro tassista infliggendogli un'ingiusta sanzione di 85 euro per aver esercitato al di fuori del proprio territorio di competenza».Di qui, la decisione di ricorrere alle vie legali «a tutela del tassista pescarese messo ingiustificatamente alla berlina a discapito, peraltro, dell'intera categoria: innanzitutto, impugneremo la sanzione dimostrando l'erroneità dell'azione intrapresa dalla polizia municipale perché la legge consente al tassista di prelevare un cliente fuori dal comune che gli ha rilasciato la licenza». Spiega il presidente dei tassisti pescaresi: «Se da Milano chiamo un tassista di Roma affinché mi venga a prendere a casa in Lombardia per andare a Roma, sono affari miei, evidentemente pagherò mille euro per il servizio, ma il servizio è legittimo e consentito, dunque non sanzionabile. Nel frattempo valuteremo con i nostri legali come agire nei confronti del falso scoop di Striscia la Notizia, trasmissione già finita nel mirino della giustizia per analoghi episodi di servizi giornalistici montati ad hoc e senza il presupposto della "notiziabilità". Vogliamo capire chi ci sia dietro a un servizio chiaramente commissionato da altri, e vogliamo capire quale sia l'interesse della trasmissione a danneggiare la nostra categoria, peraltro favorendo anche un clima di tensione tra colleghi e mettendo a repentaglio l'incolumità del tassista pescarese, che ha perso un'ora di lavoro, si è visto cadere sulla testa una sanzione immeritata, e ora dovrà subire la gogna mediatica, immeritata e immotivata, di una trasmissione tv nata teoricamente per difendere i diritti dei cittadini, ma che, nel nostro caso, danneggia una categoria di lavoratori». (e.r.)

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