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Pescara, 21/09/2019
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Data: 13/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Il caso Gran Sasso - Dirottate sulla Statale 70mila auto al giorno. Tutti i rischi del passo delle Capannelle: 69 km da brividi. Toninelli già sapeva tutto. Un documento lo dimostra. Il 5 aprile Strada dei Parchi aveva avvisato il ministro. Senza però ottenere nulla Fabris: scelta inevitabile. Oggi alle 17 incontro a Roma tra Mit e concessionario. In programma altre tre chiusure. Da Tornimparte a Bussi sulla Strada dei Parchi. E da domani notte anche sull'A14

PESCARA Un'ora e 27 minuti; è il tempo impiegato per percorrere i 69 chilometri che separano Colledara da Assergi, passando dalla Statale 80 e dal famoso Valico delle Capannelle, alla velocità media di 46 chilometri orari. Un percorso suggestivo, attraverso i due versanti del Gran Sasso, ma pieno di ostacoli rappresentati da tornanti, tratti pericolosi, discese ripide e una serie infinita di limiti di velocità che impongono di non superare i 50 chilometri orari.
L'ALTERNATIVA. È questo il tracciato che viene indicato come la viabilità alternativa al traforo del Gran Sasso che, salvo ripensamenti, chiude da domenica prossima, riversando su strade di montagna le 11mila autovetture che giornalmente percorrono il tratto L'Aquila-Teramo e ritorno, e che in alcuni periodi dell'anno diventano addirittura 70mila. Secondo la guida Michelin, bastava un'ora e 20 minuti (significa una velocità di poco meno di 52 chilometri orari), ma in realtà, solo in alcuni tratti si riesce a mantenere quella media.Il tempo impiegato è da riferire a una giornata come quella di ieri, di tempo pessimo e con traffico leggero (pochissime le autovetture incontrate per buona parte del percorso, da Colledara fino a Ortolano). Con il tunnel del Gran Sasso, invece, sarebbero bastati 6-7 minuti.
QUALCHE NUMERO. In base a dati ufficiali forniti dalla società Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade A24 e A25, ogni giorno, di media, 5.500 veicoli percorrono la tratta L'Aquila-Teramo (e altrettanti la attraversano in senso inverso). Si arriva, dunque, a una media giornaliera che in periodi di "pace" è di 11mila veicoli. Si tratta, tuttavia, di un numero destinato a salire in occasione di particolari periodi, come quello estivo. In certe giornate ne sono stati contati 70mila.
UN PO' DI IMMAGINAZIONE. Non bisogna essere degli esperti di piani del traffico per capire che qualche problema, con 11mila veicoli ai giorno, che percorrono la viabilità "alternativa" su strade di montagna, con carreggiata unica a doppio senso di circolazione, potrebbe verificarsi. Senza contare che si sta parlando di strade spesso soggette a frane e alle insidie del maltempo. Strade che a volte restano chiuse per mesi per il pericolo di valanghe, come la provinciale 86 del Vasto.
IL VIAGGIO. Quello che conta, diceva uno spot di qualche anno fa, non è tanto la meta, quanto il viaggio. Un'asserzione che ci trova più che d'accordo. L'esperienza domenicale tra i monti inizia all'uscita del casello di Colledara, e prosegue con l'arrampicata fino a Tossicia, passando per la provinciale 40 (9 chilometri di curve pericolose e limite a 50), e la provinciale 491. Si prende poi la provinciale 42 D fino a Montorio al Vomano e si prosegue fra discese pericolose e tratti con limite a 30 fino a imboccare la famosa Statale 80, quella preferita dai motociclisti e spesso teatro di gravi incidenti. Anche qui, i limiti oscillano dai 30 ai 50 chilometri orari, tra animali che invadono la carreggiata, curve, tornanti e discese pericolose, attraversando Fano Adriano, Nerito, Ortolano e giungendo, finalmente, all'agognato Passo delle Capannelle, a 1300 metri di quota. Da qui ci si immette sulla provinciale 86 del Vasto, quella che porta al santuario di San Pietro della Ienca. E qui viene il bello, perché i tornanti della statale 80 sono roba da dilettanti rispetto a quelli della provinciale 86 che conduce alla statale 17 bis e all'abitato di Assergi. Qui si può scegliere se continuare sulla statale fino al capoluogo, oppure rientrare in autostrada in direzione L'Aquila-Roma.

Toninelli già sapeva tutto. Un documento lo dimostra. Il 5 aprile Strada dei Parchi aveva avvisato il ministro. Senza però ottenere nulla Fabris: scelta inevitabile. Oggi alle 17 incontro a Roma tra Mit e concessionario

L'AQUILA Il ministro Danilo Toninelli sapeva tutto, lo dimostra un documento reso pubblico alla vigilia dell'incontro previsto oggi alle 17 a Roma tra Mit e concessionaria. Ma il 5 aprile scorso, Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade A24 e A25, informava con una lunga nota inviata al ministero per le Infrastrutture e Trasporti, al ministero dell'Ambiente, alle Prefetture dell'Aquila e Teramo, alla Regione Abruzzo, all'Anas, alla Polizia stradale, all'Ispra e all'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, della decisione di chiudere il traforo in entrambe le direzioni, sul tratto dell'A24, «al fine di evitare di incorrere in ulteriori contestazioni correlate a presunti pericoli di inquinamento delle falde acquifere oggetto del procedimento penale in corso». Tutto ciò avverrà «in assenza di precise indicazioni dirimenti sotto ogni profilo regolatorio e legale da rendere entro 15 giorni dalla ricezione della presente nota». E così è stato perché il Mit, attraverso il Dipartimento per le Infrastrutture, i Sistemi informativi e statistici, Direzione generale per la vigilanza delle concessioni autostradali, rispondeva il 10 aprile limitandosi a scrivere di aver «già riscontrato la richiesta della Regione Abruzzo, rilevando l'estraneità degli interventi, richiamati nella delibera regionale, al rapporto concessorio, in quanto non contemplati nella convezione unica attualmente vigente. Quanto sopra, peraltro conformemente a quanto sostenuto da codesta concessionaria nella nota che si riscontra», firmato il direttore generale, Felice Morisco, che prendeva atto della chiusura, escludeva Sdp da ogni forma di impegno sui lavori di messa in sicurezza decisi con una delibera della giunta Lolli, ma non decideva nulla dal punto di vista operativo.L'ex governo regionale, dopo avere convocato le parti e chiesto progetti per la messa in sicurezza della falda acquifera, aveva peraltro indicato in ben 177 milioni la somma dell'intervento. Anche se poi, pieno delle polemiche, la nuova giunta Marsilio ha chiesto e ottenuto dal Governo un provvedimento che prevede il Commissario governativo per eseguire progetti e lavori. Torniamo quindi alla decisione della chiusura prevista per domenica prossima: parte dall'inchiesta giudiziaria della procura di Teramo per «presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate e con un rischio permanente per la salubrità delle falde del massiccio abruzzese».«Ma strada dei Parchi non ha competenza, il Governo ci ha detto di stare fermi nel senso di non prendere alcun intervento. Noi abbiamo scritto: guardate che dobbiamo chiudere, il Governo non ci ha detto nulla in contrario. Sarebbe singolare se ora ci revocasse la concessione», afferma il vicepresidente della concessionaria di A24 e A25, Mauro Fabris, dopo le dichiarazioni del sottosegratario M5S, Gianluca Vacca che, due giorni fa, ha parlato di revoca della concessione in caso di chiusura.Fabris conferma l'incontro di oggi a Roma: «All'ordine del giorno non c'è il Gran Sasso», specifica, «ma immagino che se ne parlerà. Serve un Commissario di Governo come previsto dallo Sblocca cantieri che sarà convertito in legge a giugno», continua. «Un commissario che, a oggi, non ha risorse né poteri. Ma non si può chiedere alla concessionaria di rischiare penalmente ancora una volta e lasciare che lo Stato proprietario anche dei laboratori di fisica nucleare non intervenga». Sdp quindi «non può proporre alcuna soluzione alternativa al traforo perché siamo stati interdetti a compiere qualsiasi azione e al tempo stesso siamo stati rinviati a giudizio». Un rinvio a giudizio peraltro che non riguarda solo amministratori ma anche la Spa, il che induce il vertice della società di Carlo Toto a una cautela e una tutela massime. L'unico provvedimento possibile, conclude Fabris, «è chiudere la galleria per evitare nuove accuse». (l.a.)

In programma altre tre chiusure. Da Tornimparte a Bussi sulla Strada dei Parchi. E da domani notte anche sull'A14

PESCARA È un periodo lungo e difficile, quello che attende i pendolari abruzzesi. Il traforo del Gran Sasso, sulla A24 Roma-L'Aquila-Teramo chiude il 19 maggio in entrambe le direzioni, ma non si tratta dell'unico provvedimento. Sempre sull'A24, infatti, per tre mesi chiudono le rampe dello svincolo di Tornimparte. La chiusura dal 20 maggio al 30 novembre, spiega Strada dei Parchi in una nota, si è resa necessaria per lavori di manutenzione «urgenti e improcrastinabili» . Chiude la rampa in entrata, limitatamente al traffico proveniente dalla viabilità ordinaria e diretto verso A25/Roma, mentre in uscita chiude quella relativa al traffico proveniente dall'Aquila e Teramo. Per i veicoli provenienti dalla viabilità ordinaria, e diretti verso A25/Roma, Strada dei Parchi consiglia di utilizzare lo svincolo dell'Aquila Ovest, mentre per i veicoli provenienti da Teramo, e diretti verso Tornimparte, è consigliata l'uscita allo svincolo dell'Aquila Ovest, per percorrere la viabilità ordinaria (Statale 17 e Interprovinciale). Ai veicoli provenienti dall'Aquila Ovest, e diretti a Tornimparte, si consiglia di non entrare in autostrada. Sempre a causa di «urgenti lavori di manutenzione», saranno chiuse le rampe di entrata sulla A25 dello svincolo di Bussi/Popoli a partire dal 20 maggio e fino al 30 giugno sia in direzione Pescara/interconnessione A14, sia in direzione Roma-L'Aquila-Teramo. Per gli automobilisti provenienti dalla viabilità ordinaria e diretti verso Pescara si consiglia di utilizzare lo svincolo di Torre de' Passeri, mentre per i veicoli diretti verso Roma-L'Aquila Teramo si consiglia di utilizzare lo svincolo di Pratola Peligna.Sulla A14 Bologna-Taranto, infine, per lavori di pavimentazione, da domani e fino a giovedì 16 chiude il tratto tra Val Vibrata e Teramo-Giulianova Mosciano Sant'Angelo, in direzione Pescara-Bari. La chiusura scatterà alle 22 fino alle 6 del mattino. Sarà chiusa anche l'area di servizio Tortoreto ovest (dalle 20, fino alle 6 del mattino successivo). In alternativa, informa Autostrade per l'Italia, dopo l'uscita obbligatoria alla stazione di Val Vibrata, si potrà percorrere la Statale16 Adriatica seguendo le indicazioni per Pescara con rientro sulla A14 alla stazione di Teramo Giulianova Mosciano Sant'Angelo.

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