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Pescara, 26/05/2019
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Data: 14/05/2019
Testata giornalistica: molise tabloid
Trasporti, sindacati criticano Niro: Eccesso di ottimismo. Resta il taglio di 2 milioni di euro, via alla mobilitazione

Sinceramente non riusciamo a comprendere come l’Assessore Regionale ai trasporti Vincenzo Niro, emulando peraltro proclami propagandistici di alcuni rappresentanti delle forze di governo, abbia potuto formalmente affermare che nel 2019, il paventato taglio di 300 milioni di euro al Fondo nazionale per il Trasporto pubblico locale, non ci sarà.

Al momento infatti, di ufficiale (si fa per dire), vi è soltanto un impegno manifestato nel corso della Conferenza Stato-Regioni con il quale il Governo ha garantito di ripristinare 300 milioni di euro sul Fondo Nazionale trasporti (senza peraltro includere gli oneri per le malattie) originariamente accantonati, in sede di approvazione della Legge di bilancio 2019, allo scopo di riequilibrare probabili sbilanciamenti degli andamenti tendenziali di finanza pubblica in funzione dei dati reali sul deficit e sul prodotto interno lordo

IL TAGLIO DI 300 MILIONI (2 MLN RICADENTI SUL MOLISE) E’ ANCORA VIGENTE - In realtà nonostante l’accordo dell'ultima ora intervenuto in sede di Conferenza stato-regioni, il taglio di 300 milioni di euro dal Fondo trasporti (che vale oltre 2 milioni di euro in meno per il solo Molise), è ancora del tutto vigente e soltanto con l’approvazione della Legge di assestamento del bilancio, capiremo se quel taglio devastante sarà confermato o meno. Non è un caso che i sindacati nazionali abbiano organizzato e confermato un presidio di lavoratori del trasporto pubblico locale per giovedì 16 maggio davanti alle sede del Ministero dei trasporti proprio per chiedere l’avvio di un confronto che esamini le diverse ed importanti problematiche che riguardano soprattutto Risorse, Affidamenti e Sicurezza, che stanno impattando negativamente sul settore.

QUELL’ECCESSO DI OTTIMISMO DA EVITARE, SOPRATTUTTO IN MOLISE - E comunque tornando all’eccesso di ottimismo riscontrato in alcune dichiarazioni, non dovrebbe essere rassicurante per l’Assessore Regionale ai trasporti Niro e per lo stesso Governatore della Regione Toma, la prospettiva che le regioni “si impegnino a non far gravare sulle aziende del settore le criticità derivanti dai tagli, compatibilmente con le disponibilità dei propri bilanci”. Un’affermazione alquanto azzardata per il Molise anche in relazione all’alto livello di contenzioso presente, come è noto, con le aziende di trasporto locali.

I SINDACATI REGIONALI ATTIVANO LA MOBILITAZIONE DEL SETTORE, SI PARTE CON ATM E SATI - A tal proposito i sindacati regionali dei trasporti confermano di aver attivato la mobilitazione del settore che al momento coinvolge i lavoratori che operano nelle società molisane ATM Spa e SATI Spa. Lo scorso 6 maggio sono state infatti formalmente avviate le procedure di raffreddamento che precedono eventuali azioni di sciopero.

Sono davvero numerose ed importanti le motivazioni alla base di questa mobilitazione, molte delle quali comuni ad entrambe le aziende. Se facciamo infatti eccezione per l’annosa e indecorosa vicenda del mancato pagamento degli stipendi che riguarda i soli dipendenti Atm (vicenda ormai ignorata dalla politica come se fosse una normalità), vi sono argomentazioni e rivendicazioni alquanto coincidenti in entrambe le realtà aziendali: si va dalla scarsa trasparenza degli organici e delle assegnazioni delle residenze, dalla mancanza di una disciplina aziendale per il trattamento del personale inidoneo alla guida, dall’assenza di una netta separazione contabile delle attività di tpl oggetto di contribuzione regionale rispetto alle attività ministeriali e/o commerciali assoggettate a libero mercato, dalla sussistenza di turni di servizio non conformi alle normative vigenti per non parlare delle problematiche concernenti la sicurezza e l’ambiente di lavoro.

Dalla Regione Molise, gradiremmo risposte e certezze su una riforma e su una riorganizzazione dei trasporti quanto mai urgente che nonostante i continui proclami, tarda ad arrivare piuttosto che affermazioni di propaganda delle quali i cittadini utenti (che presto avranno a che fare con ingenti aumenti tariffari), farebbero volentieri a meno.

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