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Pescara, 15/09/2019
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Data: 15/05/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Il caso Gran Sasso - «Popolazione abruzzese usata come scudo umano». Lo dicono i sindaci di Teramo e L'Aquila in una conferenza stampa congiunta e sottolineano: «Danno d'immagine già fatto, ora una soluzione per l'acqua»

L'AQUILA «È inaccettabile che la popolazione delle aree interne dell'Abruzzo venga utilizzata come scudo umano nelle beghe tra ministero delle Infrastrutture e società Strada dei parchi». A sostenerlo i sindaci dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e di Teramo, Gianguido D'Alberto, che ieri, in una conferenza stampa congiunta che si è svolta all'Aquila, hanno bollato come «immotivata e gravissima» anche solo la semplice ipotesi di chiudere il traforo. In attesa dell'incontro in programma ieri sera a Roma, dove sono stati ricevuti, insieme ai deputati abruzzesi, dal capo di Gabinetto del ministero delle Infrastrutture e trasporti, i due primi cittadini hanno messo in chiaro alcuni passaggi della vicenda sottolineando come «il danno d'immagine, ormai, sia già stato fatto» e definendo «debole» l'emendamento inserito nello Sblocca cantieri. «Il commissario non è una soluzione», hanno detto, «l'obiettivo resta la messa in sicurezza dell'intero sistema Gran Sasso».Nella sala Fabiani dell'Emiciclo, all'Aquila, anche molti amministratori dei due territori tra cui il sindaco di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti, quello di Cortino, Gabriele Minosse, e Francesco Di Paolo, coordinatore dei sindaci del cratere 2009, oltre a rappresentanti delle associazioni di categoria e ai sindacati. Con in tasca, ormai, la certezza di un accordo tra società concessionaria e Governo. «Alla chiusura ormai non ci crede più nessuno» ha detto Biondi, che ha evidenziato come «il processo penale in corso attiene al pericolo di inquinamento e alla gestione di questo rischio, non al transito dei veicoli. Pertanto, l'ipotesi immotivata di chiusura del traforo conferma l'utilizzo della popolazione come scudo umano nel braccio di ferro tra ministero e Strada dei Parchi, a cui lunedì ho notificato la diffida. Di questa diffida ho dato notizia anche alla Procura dell'Aquila». Biondi ha aggiunto che «dai documenti emerge chiaramente la non competenza da parte della società che gestisce l'autostrada, confermata da una nota del ministero dei Trasporti, circa le opere di messa in sicurezza e adeguamento della galleria per evitare il rischio di contaminazione delle acque».Accanto a Biondi il sindaco di Teramo D'Alberto che nel suo intervento ha auspicato «una discussione parlamentare seria e strutturata» ribadendo come «il commissariamento servirà a poco, se non sarà accompagnato dallo stanziamento di risorse certe». D'Alberto ha poi aggiunto come «gli interessi sia pure legittimi di altri devono essere subordinati a quelli della popolazione. Certamente la politica si è attivata tardi su una questione conosciuta da anni, ma tutti in questo momento stanno facendo la propria parte. La chiusura del traforo è immotivata. Strada dei Parchi è un attore di questa vicenda, deve mostrare senso di responsabilità e adoperarsi con tutti noi a risolvere il problema».

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