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Pescara, 15/09/2019
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Data: 06/06/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
La risposta del governo. Conte: regole da rispettare. Di Maio sta con Salvini: «Quota 100 non si tocca»

ROMA Fanno tandem. Fanno muro. Il volemose bene scoppiato tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini viene subito messo in pratica dai due: nella risposta che danno all'avvertimento della Ue sulla procedura d'infrazione. Si muovono all'unisono gli amici ritrovati, non fanno che sentirsi al telefono e mostrare concordia. E Salvini aggiunge anche tanti complimenti a Conte. Sembra un mondo rovesciato rispetto ad appena qualche giorno fa. Di Maio sta con Salvini: «La Quota Cento non si tocca». Salvini sta con Conte: «Fiducia nel premier per la trattativa con l'Unione europea». Lo spiraglio lasciato aperto da Moscovici il capo del governo vuole sfruttarlo al massimo e i due vice sono con lui.
«Il nostro esecutivo - dice Conte - auspica la continuazione di un dialogo costruttivo con la Commissione, per arrivare ad un accordo» nel rispetto del patto di stabilità e con l'impegno ad abbassare il deficit al 2,1 per cento. La raccomandazione Ue all'Italia è arrivata mentre il premier si muoveva nel caldo soffocante di Hanoi, in un fitta agenda di impegni istituzionali e commerciali. Ma il richiamo di Bruxelles s'è preso lo spazio più importante, com'è ovvio. «Faremo ogni sforzo possibile - è la linea del premier - per scongiurare una procedura d'infrazione che, naturalmente, farebbe male al Paese». Questo è stato il primo commento. I margini per evitare uno scenario catastrofico, incalza Conte, ci sono: «Quello che posso dire è che il monitoraggio dei nostri conti, in particolare per il 2019, sta evidenziando che le entrate tributarie e contributive sono maggiori rispetto alle previsioni. Questo ci consente di avere dei margini e di poter reagire meglio alla congiuntura economica che non è favorevolissima».
LO CHOC FISCALE
Poi a sera, il presidente del consiglio torna sull'argomento e parlando con i cronisti all'hotel Metropole di Hanoi, si dice «moderatamente ottimista» sulla trattativa con Bruxelles perché, spiega, «la Commissione ci fa contestazioni sulla base di loro stime. Le nostre sono diverse». E per questo, assicura Conte, «una manovra correttiva non è all'orizzonte». Ed è anche la convinzione di Salvini: «Manovra bis? Macché! Bruxelles capirà». Il capo leghista comunque su una cosa resta irremovibile: «Lo choc fiscale è necessario per la crescita. Avanti con la Flat Tax». Che significa sforamento dei conti, ma anche su questo Di Maio è con Salvini: «Per la Flat Tax si può sforare». Insomma se Conte tratta con la Ue, anche i due vicepremier approvano la trattativa ma non recedono di un millimetro dai loro principi elettorali. Infatti Conte rivolge loro un richiamo: «Le regole europee non sono un dogma, questo è vero, e vanno modificate. Il problema però è che ci sono delle regole vigenti e quelle vanno attuate». Poi magari sarà riscritto tutto, ma intanto la baldanza di Di Maio e di Salvini deve vedersela con i parametri in vigore.
Anche sulla Flat Tax, il premier è meno lanciato degli altri due. «E' una priorità per il governo», spiega, «ma è una riforma complessa, sul mio tavolo non c'è ancora nulla». Intanto i 5Stelle accusano i conti ereditati dal Pd per la procedura annunciata da Bruxelles. Secca la replica di Zingaretti: «Pessima battuta che non fa ridere perché in mezzo c'è la vita degli italiani che per colpa di questo governo oggi si vedono messi all'angolo... Questa è la verità, poi c'è il grande fratello in cui vive Di Maio. Noi dobbiamo aiutare ora l'Italia a uscire da questo disastro».

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