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Pescara, 15/09/2019
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Data: 08/06/2019
Testata giornalistica: AbruzzoWeb
Il ritorno di D'Alfonso, «100 giorni di Marsilio? Un can-gatto, non esistono». Regione Abruzzo: ex presidente e ora senatore Pd stronca primi tre mesi di governo del centrodestra, paragonando i risultati ottenuti ai suoi

PESCARA - "Più che di una partenza 'cauta', come ha titolato un quotidiano locale nei giorni scorsi, a proposito dei fatidici primi centro giorni del governo regionale presieduto da Marco Marsilio, io parlerei di avvio al rallentatore, come si diceva una volta, nel gergo calcistico. Sono un can-gatto, non esistono".

Esordisce così, sul suo profilo facebook, uno spumeggiante ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, ora senatore del Patito Democratico, nel tracciare un impietoso bilancio dei primi 100 giorni del suo successore di Fratelli d'Italia.

A lungo silente e in disparte dopo la mazzata elettorale del 10 febbraio, dovuta anche alle sue dimissioni per candidarsi a Roma, tenuto alla larga dai suoi, sopratutto nelle varie campagne elettorali, il senatore si toglie ora qualche sassolino dalla scarpa. Confrontando i risultati dei suoi primi tre mesi di legislatura, a partire dal giugno 2014, con quelli di Marsilio.

Il commento al vetriolo di D'Alfonso, arriva nel giorno in cui il suo ex assessore al Bilancio e Sanità Silvio Paolucci, ha rampognato Marsilio, che andato a visitare i cantieri della superstrada della fondo Valle Sangro, ricordandogli che quel "sopralluogo di oggi ha 1.500 giorni di lavoro alle spalle e circa 200 milioni di euro con zero euro a carico degli abruzzesi", ovvero il lavoro fatto nella legislatura del centrosinistra. Del resto, c'è chi osserva, Marsilio e i suoi vanno in giro per l'Abruzzo ad inaugurare opere che sono state rese possibili grazie al Masterplan per il Sud, varato dal Governo di Matteo Renzi, e finalizzato in Abruzzo da D'Alfonso. Masterplan che per i candidati del centrodestra in campagna elettorale, era poco più che "fuffa", "numeretti scritti su un pezzo di carta", a cui non corrispondevano risorse economiche certe.

I vari esponenti di maggioranza si sono poi fatti belli, questa l'accusa dei loro detrattori, anche con i fondi della Protezione civile arrivati per acquistare case e ospitare gli sfollati del sisma 2016, quando però l'iter era già stato impostato nella precedente legislatura. L'assessore Mauro Febbo e Marsilio hanno magnificato la nascita del marchio Ristorante tipico d'Abruzzo, guardandosi bene dal ricordare che tutto o quasi il merito va ascritto, delibere alla mano, all'ex assessore del centrosinistra Lorenzo Berardinetti.

"Sono i numeri, a dirlo - esordisce nella dotta e agguerrita disamina D'Alfonso - , i quali, se spesso da alcuni giuristi e filosofi della politica sono esecrati come strumento di misura della qualità della politica (su tutti, il grande Federico Persico, ma si veda anche tutto il dibattito sulle corporazioni tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900), è pur vero che 'i fatti hanno la testa dura'. E i fatti, a differenza di quelle che Cartesio chiamava 'fattizie', dicono che durante i miei primi cento giorni al timone della Regione Abruzzo (voglio ricordare che governare deriva da gubernaculum, il quale in latino significa, appunto, 'timone') io misi in atto in primis l’organizzazione della macchina amministrativa, con lo snellimento da 14 a 7 direttori regionali e l’arrivo della figura del Direttore Generale sovraordinato".

"Inoltre, ricordo, furono stabiliti dal mio governo, e deliberati - prosegue D'Alfonso - , 171 milioni di euro per i depuratori. Non solo. In aggiunta a queste decisioni di valore molto più che simbolico – come 'simbolico' è il valore di natura giornalistica che si dà a poco più di tre mesi di lavoro – ma altamente pratico, fu approvato un finanziamento a favore di tutti i Comuni abruzzesi, mi riferisco alla Rete Internet, per la Banda Larga e Ultra larga. A ciò, poi, si aggiunga la copertura finanziaria e progettuale della Fondovalle Sangro, dopo 40 anni di attese, strategica per le comunicazioni e il trasporto stradale, e fu dato inizio al lavoro competitivo con il governo centrale di Roma per il riordino dei conti della Sanità al fine di uscire dal Commissariamento Statale".

"Pertanto paragonare i primi cento giorni della nuova giunta regionale - sorta nel febbraio scorso, per la quale si può parlare solo di qualche delibera approvata - con i miei primi cento giorni da presidente della regione Abruzzo, sarebbe come dare vita a quella che il compianto Giovanni Sartori, uno dei più grandi scienziati della politica di sempre, chiamava can-gatto. E il can-gatto, nonostante le grandiosi innovazioni, e anche manipolazioni genetiche della ricerca scientifica, ancora non esiste", conclude il senatore.

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