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PESCARA. Loro, i futuri assessori non scoprono nessuna carta, si dicono impegnanti in riunioni o al massimo «non sanno». «Nuova giunta? No, non sappiamo nulla». Solo Donato Di Matteo capogruppo del Pd, ieri sorpreso durante il relax pomeridiano, racconta: «Sono in silenziosa attesa». Da Roma all'Aquila fino a Pescara, ossia i posti dove si sono intrecciate telefonate e contatti, la parola d'ordine è «serenità». «Non c'è ansia, ma serenità», sospira Lamberto Quarta segretario della presidenza della giunta. «C'è un clima positivo attorno al presidente Del Turco che sta tenendo contatti informali», fa presente Giovanni Lolli neo eletto alla Camera dei deputati. Eppure quello chiesto da Del Turco è un rimpasto profondo e non indolore. Tanto che lo stesso Lolli, ricorda che «il presidente ha la piena solidarietà del Pd». Le scelte di fine legislatura, infatti, segneranno una rottura nel rapporto tra uomini e programmi. La «svolta» prevede l'uscita dell'assessore Pd Tommaso Ginoble, oggi deputato; il passaggio dell'assessore Pd, Valentina Bianchi dalle attività produttive a qualche ente esterno (la holding dei trasporti o un incarico romano), poi l'ingresso in giunta di Donato Di Matteo, Pd, e Bruno Evangelista dell'Italia dei Valori, o del suo collega di partito, Augusto Di Stanislao. Nella Sinistra Arcobaleno le cose si complicano Betti Mura assessore alla cultura non avrebbe il gradimento pieno della presidenza, al suo posto sarebbe preferita Daniela Santroni, nella direzione nazionale di Rifondazione. Della Santroni non si hanno notizie di particolari iniziative consiliari, ma ha un buon rapporto con Del Turco e spesso siede accanto al presidente nelle più animate riunioni dell'Emiciclo. Poi l'elenco degli aspiranti assessori si allunga con Antonio, Boschetti, Camillo D'Alessandro, Camillo Cesarone, forse lo stesso Quarta. Senza calcolare qualche esterno che possa entrare nell'esecutivo. Ieri su questo scenario Del Turco e Lolli si sono sentiti. «Ci stiamo vedendo spesso, ovviamente», racconta Lolli, «sabato scorso nella riunione del Pd il clima è stato molto positivo. Stiamo cercando ognuno per la sua parte di dare concretezza alla linea che si è decisa. Sul "toto nomi" non dico nulla. Posso dire che non ci sarà nessuna cacciata della Sinistra Arcobaleno e che l'Italia dei Valori entrerà in giunta. Noi daremo al presidente la massima solidarietà e il massimo sostegno alle sue decisioni». Lamberto Quarta si spinge più avanti. «E' evidente», dice, «che si può cogliere questa occasione della sostituzione di Ginoble anche per fare una verifica di programma di fine legislatura, ma anche per un rinnovamento e una rotazione degli incarichi di giunta, ci saranno novità e qualche possibile ingresso. Non c'è fretta e ansia, ma tanta serenità». Stefania Misticoni, vice segretaria del Pd, osserva: «Non ho avuto occasione di scambiare opinioni con il presidente. Immagino che si faranno quelle riunioni dovute, sia del gruppo consigliare del Pd che della maggioranza». Macera e Gelmini della Sinistra Arcobaleno, ammoniscono: «Serve una riunione di maggioranza. Giunta e programma non riguardano solo i capigruppo ma i partiti della coalizione». |