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SULMONA. Un confronto di idee sulla città del futuro. Nel forum organizzato dal Centro i due aspiranti primi cittadini Fabio Federico (Pdl) e Michele Lombardo (Pd) hanno presentato proposte e programmi. Nella sede della Comunità montana Peligna ha moderato il direttore Luigi Vicinanza, in collaborazione con il vicecaporedattore Giustino Parisse e il redattore Domenico Ranieri. Quale sarà il suo primo atto amministrativo? FEDERICO. «Penso ad almeno due o tre cose da fare il primo giorno: aprire un cassetto dove sono deposte 110 domande di artigiani e piccoli imprenditori che hanno fatto richiesta al Comune, ma non hanno avuto risposta. Il nostro programma punta sul rilancio economico e dell'occupazione. Ridurrò i costi del parcheggio in piazza Garibaldi riportando la tariffa a 50 centesimi l'ora. Oggi toccano i 2 euro, è eccessivo e va contro le aspettative dei commercianti che hanno vissuto uno spopolamento desolante. Per prendere un caffè da 70 centesimi non si possono pagare 2 euro». LOMBARDO. «Firmare l'accordo quadro che riguarda l'area ex Scipioni e che consente di restituire a viale della Repubblica una nuova veste. Realizzare 22 alloggi delle case Ater per fornire una prima risposta alle coppie giovani. In secondo luogo: la tariffa sui parcheggi va portata a 50 centesimi allargando la potenzialità del parcheggio all'esterno dell'area del centro storico soprattutto per le richieste degli utenti dell'ospedale e della zona nuova che sorgerà davanti all'ospedale. Attiverò i forum di tutte le aree e i settori: commercio, artigianato, agricoltura e giovani. Per le frazioni prevedo una sede permanente distaccata del Comune con la presenza di vigili urbani e settore tecnico». La crisi del lavoro attanaglia la Valle Peligna. Quale provvedimento concreto si può adottare con priorità? LOMBARDO. «Dobbiamo immediatamente concretizzare il protocollo di intesa firmato al ministero, avviare i contratti di area per dare risposta alla piccola e media impresa, aprire un tavolo per riconquistare la zona franca urbana e avviare sul territorio quello che ci viene dall'87.3c che riguarda solo la piccola e media impresa. Dal 1º gennaio, poi, è attivo il credito di imposta per le aziende». FEDERICO. «Fatti salvi i vantaggi dell'87.3c penso che il Comune debba puntare anche su altri obiettivi che consentano all'artigianato e alla piccola e media impresa di poter lavorare nel centro storico nel migliore dei modi, senza legacci e condizionamenti. Rivedremo l'espansione dell'artigianato, la zona industriale e avremo un filo diretto con i due deputati del Pdl, Scelli e Pelino, che siederanno in Parlamento e nel caso della Pelino anche in Comune. Quando un'industria trova dei vantaggi, in un territorio ci resta. Bisogna avere coraggio e costruire le basi perché le industrie restino a Sulmona». Il turismo, in particolare quello religioso, e la cultura possono essere una chiave di volta importante per il rilancio economico del territorio? FEDERICO. «È fondamentale. La chiave di volta di tutti i punti programmatici, però, risiede nella governabilità di questa città. Cultura e turismo sono due passaggi fondamentali, visto che siamo circondati da quattro parchi. Sono stupendi ma poco accessibili, e bisogna convincere il turista a visitarli. Chi va a sciare a Roccaraso deve essere invogliato a visitare anche il territorio intorno a Sulmona. Sulle manifestazioni non dobbiamo far morire quelle stupende che abbiamo. C'è un fenomeno Giostra cavalleresca che c'invidiano. La nostra cultura va valorizzata utilizzando anche l'aiuto di personalità come il professor Emiliano Splendore». LOMBARDO. «Una parte dello sviluppo è legata a turismo, cultura e ambiente. Su quest'ultimo punto abbiamo preso una posizione chiara relativa a cementificio e inceneritore. Non possiamo avere opifici di quella natura se vogliamo un turismo ambientale. Circa il turismo culturale e storico, come primo atto dobbiamo fare un'azione di aggregazione con gli operatori, metterli insieme e farli ragionare su un progetto unico. Lavorando su compartimenti stagni non si costruisce nulla. Va valorizzata la Giostra cavalleresca unendo la Settimana santa come elemento fondamentale del turismo cittadino. Rispetto a questo, e ne ho già parlato con il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, Sulmona avrà un ruolo incisivo sui Giochi del Mediterraneo. Faremo una grande mostra storica e culturale per un rapporto forte con Pescara e con i Paesi dell'est Europa». Viabilità a rischio nel centro storico e sosta selvaggia nelle ore notturne su corso Ovidio. Quali iniziative intende prendere? LOMBARDO. «Se vogliamo caratterizzarci come città turistica ambientale non possiamo non partire dalla valorizzazione del nostro centro storico. Deve esserci una capacità di attrazione del turismo che limiti al massimo l'accesso su corso Ovidio, spostando sulle strade laterali la viabilità per consentire ai lavoratori, ai piccoli commercianti, di lavorare. Il centro storico va trasformato in una bomboniera». FEDERICO. «Posso solo registrare che tutti i tentativi fatti per realizzare un centro storico auspicabile sono naufragati per lo spopolamento. La Ztl, così com'è, non può essere utile per un centro storico di qualità. Deve essere accessibile. A novembre, in una giornata piovosa, è desolante. Non è possibile, inoltre, che chi deve fare la spesa debba pagare così tanto la sosta. Altrimenti, preferisce i grossi centri commerciali. La pedonalizzazione di corso Ovidio? Non c'è un flusso come a Pescara, una blindatura non è possibile. Va piuttosto favorita la fruibilità. Interventi seri vanno concertati con chi vive e lavora nel centro storico senza coercizioni, come è avvenuto finora». Costi della politica e tasse. Quali saranno i primi provvedimenti in caso di vittoria? FEDERICO. «Ritengo che le spese sostenute per il direttore generale del Comune siano state eccessive. L'ho rimarcato già dai banchi dall'opposizione. Sulmona non può permettersi spese eccessive per poi aumentare l'Irpef ai cittadini. È ingiusto. Evitando i costi del city manager, per esempio, si potrebbe abbassare di un punto l'Irpef. La riduzione di tante altre spese arriverebbe attraverso il nostro patrimonio comunale, grazie a una adeguata gestione tra i locali presi e quelli ceduti in affitto. Un bilancio sano potrebbe consentire prima l'abbattimento e poi l'abolizione dell'accisa Irpef con un occhio di riguardo, ovviamente, per le categorie più deboli». LOMBARDO. «L'efficacia della macchina burocratica comunale non può prescindere dalla crescita degli attuali dipendenti attraverso concorsi. Non farò ricorso a figure esterne. Va riavviata una fase virtuosa di manutenzione dei beni del Comune e con il maggiore rientro economico si potranno dare risposte alle priorità guardando non solo alla città, ma anche alle frazioni. Bisogna poi ridare a Sulmona un decoro che nel tempo si è perso. Penso alla capacità di tenere una città pulita. Sulle tasse massima attenzione alla famiglie meno abbienti. I salesiani ci hanno informato della situazione della Caritas: nell'ultimo anno il servizio si è triplicato. Prevediamo due momenti: riduzione dell'Irpef del 20% per le famiglie povere ed esenzione per le famiglie con disabili con i redditi che non superano i 22mila euro». Si registra una forte polemica sulla realizzazione dell'inceneritore, c'è un comitato cittadino che si batte contro l'impianto. Qual è la vostra posizione? LOMBARDO. «Non siamo una coalizione politica del no ideologico, ci confrontiamo sul merito delle questioni. Diciamo no al cementificio e all'inceneritore per due ordini di motivi: guardiamo a un modello di sviluppo che deve trovare risposte nell'ambito dell'ambiente e quindi far nascere un opificio così alle porte del Parco è sbagliato. Bisognerebbe chiedere all'onorevole Toto, parente dei proprietari dell'opificio, se ha a cuore la salute dei nostri figli. L'inceneritore verrebbe ubicato nella zona santa Rufina che ha già sofferto in termini geofisici e geologici. Siamo contrari anche alla fabbrica di silicio. So che non dovrebbe sorgere qui, ma in Puglia. In ogni caso, però, siamo contrari. In questa valle abbiamo un nucleo industriale con un basso impatto ambientale e vogliamo mantenerlo tale». FEDERICO. «Sull'inceneritore il nostro è un no secco, senza se e senza ma, perché inquina e non dà lavoro. L'amministrazione comunale si è già espressa con un no unanime contro l'inceneritore e lo contrasterò con ogni mezzo. Il cementificio? Mi sono preoccupato perché ho visto il sindaco di Pescara in città e temevo che volesse trattare la storia del cementificio. Invece era qui per la campagna elettorale. Sulla Seveso due rimango perplesso perché mi si dice dell'attenzione sull'ambiente e poi constato che autorevoli esponenti del centrosinistra vogliono portarla a Sulmona. Se si tiene all'ambiente bisogna essere coerenti. Ben altre sono le proposte della nostra coalizione. Quando chiediamo lo sviluppo del territorio pensiamo alla salute. Mi riferisco al Cto voluto da Palmiero Susi, l'unica iniziativa pulita sul territorio negli ultimi tre anni. In questo ci differenziamo dagli altri». Quali sono le sue proposte su Piano regolatore generale e programmazione urbanistica? FEDERICO. «Basta osservare la planimetria di quello che aveva in mente il centrosinistra sul Prg. C'erano 22 macchioline sul territorio. Noi abbiamo un'altra idea del Prg, che oggi non servirebbe più se si adottassero gli accordi di programma e i patti integrati. Chi vuole costruirsi una casa a Sulmona non può farlo, deve andare nei comuni vicini. Con i nostri piani di sviluppo industriale, espansivi nel recupero dei tratturi, si può dare ossigeno alle frazioni per un impulso economico immediato che sia di effettivo vantaggio per i cittadini. C'è poi il problema dell'edilizia popolare. L'amministrazione di centrodestra ha fatto tanto con il contratto di quartiere. Vogliamo utilizzare i fondi della Finanziaria e cercare di favorire un'edilizia ecocompatibile con case a risparmio energetico per le quali ci sono fondi a disposizione». LOMBARDO. «Il tema della casa è molto sentito e dovremo lavorare rispettando le esigenze della nostra cittadinanza. Dobbiamo riprendere la questione del contratto di quartiere aggiungendo un'integrazione di 2 milioni di euro per riaprire la gara. Quel contratto darà risposte con 64 nuovi alloggi, un asilo nido, una biblioteca e un centro polivalente. Va firmato l'accordo quadro con 22 alloggi e nuovo asilo nido nell'area ex Scipioni. Sul Prg va detto che si trova nella fase finale, ora va avviata la fase dell'edilizia residenziale. Bisogna ragionare con le associazioni di categoria per un'azione virtuosa di sviluppo in modo da consentire alle micro-attività, con un nuovo concetto di Prg, di cogliere al meglio le condizioni per creare ricchezza nella nostra città. In termini di sviluppo ricordo che la nostra azione ha portato già a Sulmona il Polo logistico farmaceutico, prima risposta alle vertenze aperte Campari e Finmek e ai giovani in cerca di occupazione». La presenza rosa in consiglio è esigua: solo Paola Pelino. Può garantire che nella sua giunta la rappresentanza femminile sarà consistente? LOMBARDO. «Nel mio programma ho specificato che il 30% sarà composto da donne, e cioé 3 su 7. Queste tre donne non saranno presenze simboliche, ma un segnale preciso della città per unire le forze. Prevedo un assessorato per i giovani e un responsabile che affianchi il sindaco per ridurre i costi della politica». FEDERICO. «Noi abbiamo una donna, e che donna! Una onorevole eletta dai cittadini, e poi abbiamo fatto una lista di sole donne. Ritengo, tuttavia, che le donne non si debbano ghettizzare (30 o 40%), sanno porsi nei modi giusti al pari degli uomini, e con la loro sensibilità più degli uomini. È offensivo ridurre tutto a percentuali». Perché al ballottaggio non si dovrebbe votare il suo avversario? FEDERICO. «Sulmona ha bisogno di idee nuove, di esperienza. Non si può fare il sindaco senza aver mai ricoperto, neanche per un solo giorno, il ruolo di consigliere comunale. Non votare per Lombardo significa non rapportarsi solo con la Regione che ci ha riservato legnate: posti cancellati in ospedale e fondi negati. Al contrario votare per me significherà avere un filo diretto con il governo. Questo è l'ultimo treno che passa, dobbiamo prenderlo. Siamo fiduciosi perché i cittadini nel primo turno hanno già dimostrato la loro preferenza». LOMBARDO. «Federico ha già fatto il vicesindaco e l'assessore di un'amministrazione che è caduta, portando in questa città il commissariamento. Se Sulmona oggi si trova in queste condizioni, la responsabilità è anche di Federico e della sua amministrazione. Votare per me, anche se alla prima esperienza, significa cogliere le condizioni per riavviare una fase positiva e di sviluppo. Lavorerò per unire la città, attraverso un rapporto forte e stringente con la Regione anche in collaborazione con i neo parlamentari eletti». Quali sono stati i costi della sua campagna elettorale? LOMBARDO. «Sono un lavoratore dipendente e ho speso pochissimo. Molto è stato fatto dal lavoro di volontariato. Non ho chiesto niente a nessuno». FEDERICO. «Non sono stati fatti salti mortali o fuochi d'artificio. Più dei manifesti e dei santini sono circolate le nostre idee». |