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Cercasi donna disperatamente. Era vero ieri ed è ancora più vero oggi per la giunta che D'Alfonso s'appresta ad allestire: Anna Durante ha detto no. «Ringrazio per la considerazione nei miei confronti ma se mi fosse fatta una tale proposta la declinerei cortesemente» ha detto la Durante: il sindaco dovrà guardare altrove. Di questi tempi tra l'altro la giunta non è l'unico cruccio di D'Alfonso: in veste di segretario regionale del Pd, ha trascorso la mattinata di ieri al mercato di Francavilla a braccetto con il candidato sindaco Nicolino Di Quinzio, atteso al ballottaggio contro Giuseppe Pellegrino. Tornando alla giunta comunale pescarese, il nodo delle quote rosa nasce dallo statuto che impone l'inserimento di tre donne. Due le mette il Pd - Paola Marchegiani e Vittoria D'Incecco -; la terza dovrebbe indicarla l'Italia dei valori, i cui primi eletti sono però maschietti, Michele Di Marco e Camillo Sulpizio. L'auspicio è che i coordinatori dipietristi Celupica e Mascitelli convergano sull'esigenza di indicare Gina Ciccarelli, lasciando l'altro seggio a Di Marco (o a Sulpizio se il primo sarà accontentato diversamente). Con questa soluzione verrebbe recuperata la Ciccarelli, esclusa dall'aula consiliare, e sarebbe ripescato in consiglio Rocco Persico. Trova consensi l'assegnazione della presidenza del Consiglio a Marco Alessandrini, «Marco dovrà studiare il regolamento ma è un avvocato, gli sarà facile» ha commentato Massimo Luciani (c'è però chi vorrebbe su quello scranno un uomo di più navigata esperienza). La cena degli eletti del Pd con D'Alfonso ieri al porto turistico è servita per discutere anche di questo, tra una pizza (Margherita per i nostalgici) e una birra. Per l'ufficializzazione si dovrà attendere la proclamazione degli eletti in consiglio, non prima di lunedì. Alla sede di Forza Italia si sono riuniti invece gli eletti del Pdl, coordinati da Luigi Albore Mascia, per discutere di strategie e di nuovi assetti. Rinviata al 7 maggio l'indicazione del consigliere per la vicepresidenza del consiglio (Verì e Testa i papabili), mentre lo stesso Mascia sarà capogruppo, cioè capo riconosciuto dell'opposizione unita e compatta con dieci membri (da decidere chi sarà il suo vice). «L'opposizione sarà dura, il consiglio dovrà tornare sovrano e affontare le grandi questioni, basta con lo strapotere della giunta» ha detto Mascia che subito ha dichiarato battaglia sul traffico: riapertura della rampa e azzeramento del piano saranno le prime richieste. Quanto al ricorso al Tar per la verifica dei voti, prevale la cautela: «Abbiamo chiesto copia dei verbali - ha detto Mascia - e verificheremo la presentazione delle liste. Solo nell'eventualità che D'Alfonso possa non aver superato il 50% dei voti validi procederemo con il ricorso». |