Data: 24/04/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, Ligresti scopre le carte per la cordata. «Doveroso intervenire per il Paese, la compagnia e i lavoratori». Si muovono anche altri imprenditori

ROMA - La cordata italiana per Alitalia si avvicina al check in anche se il prestito-ponte da 300 milioni ha spostato l'orario di partenza del volo. «Giusto aiutarla, penso che saremo coinvolti», ha detto Salvatore Ligresti, patron del gruppo Premafin-FonSai, avvicinato a margine dell'assemblea dell'assicurazione svoltasi a Firenze. Ma anche Marco Tronchetti Provera e Carlo De Benedetti prendono posizione. Dopo le aperture dei giorni scorsi di Enrico Salza e Corado Passera, presidente e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ora escono anche gli imprenditori coinvolti da Silvio Berlusconi tramite Bruno Ermolli. «Doveroso intervenire per il Paese, la compagnia e i lavoratori», ha concluso Ligresti in buoni rapporti col futuro premier e perno del sistema di alleanze in Mediobanca. «Credo che qualunque tipo di cordata ci possa essere di fronte a una proposta trasparente dove esiste chiarezza di numeri e prospettive», ha aggiunto Tronchetti, patron della Pirelli, un'altra delle società collegate al mondo di piazzetta Cuccia. E De Benedetti che tramite Management & Capitali un anno fa aveva preso parte alla prima fase della privatizzazione di Alitalia ha opposto un eloquente "no comment" alla domanda su un rinnovato interese per la Magliana. Chiuso il capitolo Air France, per il futuro della compagnia di bandiera si deve preparare un'alternativa per il salvataggio-rilancio. Ma l'ossigeno dei 300 milioni di liquidità concesso dal governo uscente con l'assenso di quello entrante, consente di avere più tempo a disposizione. E la prospettiva sembra orientata sempre verso un partner internazionale, come ha proposto Salza, con Intesa Sanpaolo pronta a valutare progetti seri per il paese - parole di Passera - all'interno però di una soluzione che tuteli l'ìtalianità. Punto irrinunciabile per Berlusconi che si richiama comunque all'assetto di Telco-Telecom: un partner d'oltralpe, affiancato da soci finanziari e industriali. La carta Lufthansa gode di ampi consensi anche se qualche riflessione sarebbe in corso da parte di Aeroflot. Qualche banchiere di primo piano che si è espresso per un progetto internazionale, vedrebbe bene anche ipotesi americane o mediorientali. In campo poi c'è Air One che anche ieri avrebbe mosso alcuni passi concreti per evidenziare il proprio interese. Carlo Toto si sta convincendo che il contesto complessivo è mutato rispetto a dicembre, quando col sostegno di Intesa, Nomura, Morgan Stanley e l'ausilio dell'advisor Goldman Sachs, presentò l'offerta al governo. Che non la tenne in considerazione. Toto vorrebbe rientrare in gioco, sarebbe pronto a investire poco più di un miliardo con l'appoggio soprattutto di Intesa Sanpaolo che però vedrebbe un'operazione impostata diversamente rispetto al passato. Con Toto, se volesse proprio esserci, in posizione più defilata. Air One ha dalla sua la flotta degli aerei. Nella prima versione, Air One si sarebbe fusa con Alitalia sotto un controllo blindato da Ap HOlding, la cassaforte di Toto affiancato dalle banche. Nella nuova versione di un progetto tutto da scrivere, Toto potrebbe dare in locazione gli aerei. Ma pur consapevole che non potrà più avere il controllo, chiederebbe una tutela sulla governance. Tutto però dipende dal partner internazionale del quale Intesa ne fa un punto essenziale. E questo partner potrebbe essere Lufthansa che lo scorso anno, quando esaminò concretamente l'operazione, era affiancato da Gerardo Braggiotti. Cioè dal banchiere d'affari più vicino a Intesa.




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