Data: 25/04/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Terza donna al Psi, Padovano rischia. Le spine di D'Alfonso. Si complica il rebus della nuova giunta, torna in ballo anche Di Matteo, se salta l'ipotesi Regione

«Vorrei essere il vostro sindaco»: una gaffe sulmonese fa infuriare l'opposizione

Pausa. Perchè i conti non tornano, e i conti questa volta sono legati a doppio filo con quelli della giunta regionale dell'Aquila: così il sindaco si prenderà due giorni di riposo, si fa per dire, andando a comiziare a Sulmona mentre i più fidi consiglieri se ne andranno a zonzo due giorni, in attesa della proclamazione degli eletti. Ma soprattutto in attesa che i socialisti diano la loro risposta sull'assessore-donna e che Del Turco all'Aquila sciolga la prognosi sul rimpasto regionale. I socialisti dovranno dire a D'Alfonso se intendono sacrificare l'assessore-balneatore Riccardo Padovano sanando così un evidente conflitto di interessi: la designata potrebbe essere la segretaria provinciale Silvana Prosperi, che completerebbe la terna delle donne. Le altre due ormai certe sono Paola Marchegiani (delega alla Cultura, rapporti con l'Università e Turismo) e Vittoria D'Incecco tra l'altro neo parlamentare. Per il resto mugugni e musi lunghi, soprattutto tra quelli che hanno portato a casa una caterva di voti. Ma D'Alfonso deve aspettare anche perchè è finita in alto mare l'ipotesi di ingresso in giunta regionale di Donato Di Matteo: Del Turco non ci sta proprio a sacrificare la sua fedelissima Valentina Bianchi per far posto all'ex capogruppo diessino e soprattutto non ci sta a fare un favore a Luciano D'Alfonso (che così si toglierebbe di torno Di Matteo dalla giunta comunale). Nel frattempo il presidente della Regione ha fatto sapere in giro che il rimpastino non si farà, o si vola alto o niente: piuttosto si limiterà a sostituire Ginoble con un esponente dell'Italia dei valori punto e basta. Insomma Di Matteo torna in purgatorio: entrerà in giunta soltanto se D'Alfonso autorizzerà un ampio giro di valzer, deleghe e assessori compresi.
Nel frattempo la polemica infuria. Perchè comiziando a Sulmona, il sindaco di Pescara si è lasciato sfuggire un complimento di troppo. Che ha fatto infuriare Luigi Albore Mascia capogruppo del Pdl: «Il secondo mandato del sindaco D'Alfonso a Pescara comincia nel peggiore dei modi e sotto i peggiori auspici. Il primo cittadino ha appena riassunto la guida della città ma, come avevamo già preannunciato, si è già autocandidato alla Presidenza della Regione Abruzzo e, per accaparrarsi le simpatie dei sulmonesi, non si fa scrupoli di denigrare e disprezzare Pescara a destra e manca». Di più, D'Alfonso ha paragonato Pescara a un "invalido civile": «Nulla da eccepire sulla bellezza e ricchezza culturale di Sulmona - ha aggiunto Mascia - una ricchezza che però nulla toglie alla città di D'Annunzio, dei salotti letterari del Kursaal, di Flaiano, alla città di Vicentino Michetti e di molti altri nomi che hanno scritto la storia e la cultura della nostra città». Insomma D'Alfonso per il Pdl non può fare il sindaco di Pescara e il segretario del Pd: «Piuttosto chieda scusa ai pescaresi».

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