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PESCARA. Il Sole 24 Ore lo definisce «la mosca bianca», l'unico candidato sindaco del Partito democratico, assieme a quello di Sondrio a vincere al primo turno: «doppiando il candidato del Pdl nella regione che ha scelto Berlusconi» e, soprattutto, vincendo da solo, senza stringere alleanze con la Sinistra Arcobaleno «né con altre forze che formavano il centrosinistra», ma candidandosi unicamente con Pd, Italia dei Valori e una piccola componente socialista. È un lungo ritratto di Luciano D'Alfonso quello pubblicato ieri dal quotidiano di Confindustria, a firma di Lina Palmerini. «Un caso» viene definito il risultato di Pescara, dove nascerà «il primo governo locale di monolocale Pd» con 18 consiglieri democratici su 40. «La "mosca bianca"» si legge, «ha fatto diventare schizofrenico il voto di 16 mila pescaresi che il 13 aprile hanno votato Pdl alle politiche e Pd alle comunali» si legge. «A Pescara, insomma, si è applicato lo slogan di Veltroni: "Liberi, non soli"», mentre al segretario nazionale dice il sindaco «è mancato il tempo»: «Io ho avuto 59 mesi, Walter ha avuto solo 180 giorni. Troppo pochi». Un «quadro elegiaco» che non è piaciuto al senatore Andrea Pastore: «D'Alfonso è stato riconfermato sindaco con uno scarto di soli 291 voti. Ha ottenuto il 50,3 per cento dei voti, e tanto basta secondo legge, ma in termini politici?». Pastore ricorda che nei mesi scorsi «proprio un sondaggio del Sole aveva collocato D'Alfonso tra i sindaci più amati con percentuali di consenso attorno al 65 per cento, un calo rilevante. A Pescara, come in tutto l'Abruzzo» conclude, «le percentuali di consenso elettorale del Pdl sopravanzano il Pd, dimostrando che la vicenda di Pescara è un dato congiunturale senza riflessi». |