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L'assessore dice che il compito del Comune è finito, invece la cittadinanza aspetta risultati CHIETI. Ora si passa alla fase più delicata. Attivazione della linea elettrica, nuovi mezzi, accertamenti, collaudi ministeriali che il Comune dovrà sollecitare e seguire con tenacia per cercare di inaugurare «entro l'estate», hanno detto il sindaco e l'assessore, il servizio di filovia, opera abbandonata o quasi dalla vecchia amministrazione in grado di rivoluzionare l'assetto del traffico nella declinazione verso l'ecologia. Ma l'appalto infinito della filovia, che l'assessore Luigi Febo riteneva di chiudere per il 1º maggio, come disse mesi fa alla trasmissione tv delle Iene, sedimenta errori che mortificano i più deboli. Il sindaco Francesco Ricci ha annunciato che sta finalmente per mettere fine a questa annosa vicenda. Un generico «entro l'estate» per evitare un altro scivolone. Ma intanto rammarica rivedere gli scempi fatti in città nel nome del trasporto su fili elettrici. In via della Colonetta, ad esempio, ma anche altrove, i pali che sorreggono la rete sono nel bel mezzo dei marciapiedi. Ostacoli in barba ai disabili, alle mamme con il passeggino. L'amministrazione di centrosinistra ha ereditato il grosso problema dalla vecchia giunta di centrodestra, ma i pali sono stati sistemati solo in via dei Vestini. «E' l'unica via del tracciato», afferma l'assessore Luigi Febo - che sbaglia quando ritiene che il Comune abbia concluso il suo compito, dato che la filovia da far funzionarte è a Chieti non altrove - «in cui i pali non intralciano i marciapiedi, che sono, così, accessibili ai disabili, ai passeggini dei bambini e agli anziani». Lui stesso cita via della Colonnetta come esempio negativo. Rimarrà tutto com'è? «Non voglio entrare in polemica con quel che è stato fatto da altri», risponde, «a noi preme risolvere questo problema ma dobbiamo fare i conti con le disponibilità economiche e le priorità. Appena possibile interverremo». Futuro remoto, dunque, per risolvere storture di un appalto che farà parlare ancora a lungo. Eppure Chieti è stata sostenibile, in quanto a trasporto pubblico, ben in anticipo sugli odierni orientamenti ambientalisti. Poi nel 1993 l'ex sindaco Nicola Cucullo interruppe il servizio e furono smontate le linee. Iniziò la ricerca dei fondi e nel 1999 il progetto venne finanziato. Nel 2001 iniziarono i lavori e ad aprile 2005 subentrò la nuova amministrazione. Ereditò una vicenda gestita, dicono nel team del sindaco, in modo confusionario. «I lavori in via dei Vestini», dice Febo, «erano fermi, perché l'intervento di allargamento della corsia stradale non teneva conto dell'appalto della filovia, in essere e in fase di realizzazione. Erano ancora indefinite o in sospeso le trattative di esproprio con i proprietari dei terreni coinvolti nel progetto». Pali in mezzo ai marciapiedi. Altra stortura? «La nuova rimessa della filovia è stata realizzata a Santa Filomena», dice Febo, «ma i mezzi che abbiamo revisionato non ci possono arrivare. Così abbiamo dovuto rimettere mano all'ingresso della rimessa in piazza Valignani». Nel 2007, ultimo atto, il Comune stanzia altri 800mila euro per l'acquisto di 4 o 5 nuovi filobus. Lo fa anche con i 2milioni e 400 mila euro della Regione, che si sommano ai 10 milioni circa sborsati da ministero e ancora dalla Regione. Eredita, però, un'attesa di 12 anni. Nel frattempo, fa notare Febo, in giro comunque sono rimasti i mezzi a carburante, i bus (avremmo voluto vedere il contrario). Ma se una collettività spende così tanti soldi ha premura di ottenere un servizio. |