Data: 28/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Porto, scaricate le pale eoliche. Ma il bacino di Ortona soffre per gli spazi ridotti

IL FATTO Ranalli: aree da ampliare presto

ORTONA. Il porto punto d'approdo per le energie rinnovabili. Il principale scalo marittimo abruzzese ha accolto un'importante operazione di scarico. Quattro gru impiegate contemporaneamente per lo sbarco e lo stoccaggio delle componenti di impianti eolici "Vestas" - azienda danese leader mondiale nel settore della produzione e fornitura di impianti e generatori eolici - destinati ad essere installati nella centrale marsicana di Collarmele. La delicata operazione, avvenuta sotto la supervisione del capitano Famà, comandante della capitaneria di porto, è stata condotta dall'impresa portuale Fiore, che, considerato il valore della merce in arrivo dalla Danimarca, ha impiegato l'intero organico per portare a terra pale eoliche aventi dimensioni di circa 41 metri e generatori con un peso di oltre 75 tonnellate.
Evento insolito ma senza dubbio di buon auspicio se osservato con lo sguardo rivolto ad un futuro sempre più vicino. L'aumento vertiginoso del prezzo del greggio sta infatti delineando nuovi scenari in termini di approvvigionamento energetico. Appare dunque improrogabile, per la produzione di energia, la necessità di percorrere nuove vie che si rivelino più economiche ma soprattutto più pulite ed in linea con i protocolli ambientali. In questo senso va inquadrato l'arrivo, lo sbarco e lo stoccaggio di questa "nuova merce". «Se si tiene conto del prezioso valore del carico e la sua particolare delicatezza direi che il porto di Ortona ha saputo portare brillantemente a termine questa operazione nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, grazie al contributo di tutti gli interlocutori chiamati in causa», è il commento di Giuseppe Ranalli, presidente dell'Apla, operatori portuali. «L'arrivo di questa nuova merce», sottolinea, «è senza dubbio un fatto importante ma ci indica che, per avere continuità ed aprire a questi nuovi traffici, diventa essenziale la disponibilità di piazzali più ampi per lo stoccaggio dei prodotti».
Le aree di stoccaggio rappresentano da sempre un organo vitale per un porto che ha ambizioni commerciali e se si tiene conto che, nonostante la primavera sia nella fase centrale, non si possa parlare di una piena fase di risveglio industriale, gli spazi portuali per lo stoccaggio e la distribuzione logistica assumono un'importanza ancor più notevole per le merci indirizzate verso gli insediamenti produttivi. Da qui l'esigenza di ampliare il più possibile queste aree. «Se si riuscirà ad andare verso questa direzione», conclude Ranalli, «ci si potrà differenziare dal porto di Ancona che oggi soffre proprio per la carenza di aree riservate allo stoccaggio delle merci. Tutto questo potrà favorire il nostro scalo con conseguente sviluppo di un'interessante nicchia di mercato e prospettive di crescita per il territorio. Ecco perché diviene strategico ultimare i lavori per la realizzazione della diga foranea che consentirebbe al porto il recupero di ulteriori 5 ettari di piazzale e pertanto la realizzazione dell'effettiva vocazione commerciale del porto di Ortona».

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