Data: 29/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE BALLOTTAGGI - Francavilla, Di Quinzio sindaco grazie all'Udc. Il candidato di Pd-Idv sorpassa di 900 voti Pellegrino dopo il patto con De Felice

Gli auguri di D'Alfonso «Risultato che premia sinergie e progetti»

FRANCAVILLA. «Questa è la vittoria del cambiamento, ma soprattutto dell'amicizia, perché all'inizio sono stati in pochi a crederci». Nel giorno in cui a Roma il centrosinistra abdica al Pdl, Natalino Di Quinzio, 57 anni, avvocato, conquista con il 53,3% dei voti il Comune per il Partito democratico dopo dieci anni di governo del centrodestra di Roberto Angelucci. Una vittoria ottenuta col contributo determinante dell'Udc che l'uomo del Pd sintetizza con una battuta: «Oggi pomeriggio sono andato a fare un pisolino e mi sono svegliato sindaco». A dormire, però, c'è andato davvero: «Ero tranquillo perché io ho fatto il massimo: avrei accettato anche la sconfitta».
Dentro la sede del Pd, in viale Nettuno, Di Quinzio alza la voce ormai arrochita per farsi sentire in mezzo alla folla dei suoi sostenitori impazziti dalla felicità, mentre il centro di Francavilla è bloccato e le telecamere si contendono a fatica il vincitore. «Ridateci Nicolino» gridano i sostenitori ai giornalisti «dobbiamo andare a prenderci il Comune» e il sindaco appena eletto taglia la marea di uomini e donne che si baciano e strigono mani. «Per me fare il sindaco non era questione di vita o di morte, ma di amore per questa città. Il mio compito ora sarà quello di rendere i cittadini felici come lo sono io in questo momento. D'ora in poi mi dedicherò solo a questo». Di Quinzio si muove trasportato dal movimento delle braccia delle persone ubriache di gioia.
«Liberi, liberi» urla qualcuno. «Liberi da quello che è stato un modo di amministrare da parte di un gruppo di potere» precisa il neo-sindaco, «noi dobbiamo annullare quel sistema. I cittadini hanno scelto il nostro progetto e ritenuta valida la nostra squadra, non tradiremo nessuno. I protagonisti di questa vittoria sono coloro che ci sono stati vicini. Troppi "gufi" hanno parlato, adesso è meglio che tacciano». È una stoccata a chi già dice che l'apparentamento con l'Udc renderà il Comune ingonvernabile, ma il tempo delle polemiche non è oggi. È per questo che Di Quinzio rende l'onore delle armi all'avversario Giuseppe Pellegrino, candidato del Pdl superato di quasi mille voti, che poche centinaia di metri più a sud affronta a testa alta la sconfitta circondato dai fedelissimi, una piccola folla che si apre all'arrivo dei vincitori, mentre i due contendenti si abbracciano.
«Abbiamo punti di vista diversi, ma ci conosciamo da tempo e vogliamo entrambi bene a Francavilla: Pellegrino è un professionista di grande intelligenza e capacità, insieme riusciremo a dare alla città quello che merita» dice il sindaco, mentre l'altro promette una opposizione responsabile. «I cittadini forse non hanno valutato bene il senso dell'apparentamento, ma onore a chi ha vinto» fa l'esponente del Pdl. La sfida però è aperta. Mentre il corteo si allontana, mettendosi in marcia verso il Palazzo di città, da una parte c'è chi grida: «Guardatemi: sono un comunista», mentre dall'altra qualcuno sottovoce lancia «vaffa a voi e a chi vi ha votati».
Il corteo si mette in marcia verso San Franco, sono centinaia di persone a piedi, con un frastuono di voci e trombe da stadio. Nel sottopasso ferroviario i cori da curva rimbombano fortissimi: «Natalino è uno di noi, uno di noi». «È una grande festa» dice Francesca Miccoli. «Una bellissima soddisfazione: speriamo di potere cambiare le cose grazie ai giovani come me» si augura Luca Di Persio. «È un risultato bello e di rottura in una città a orientamento moderato come Francavilla e soprattutto dopo elezioni andate male per il centrosinistra in Abruzzo» commenta Luigi Borrelli, ex parlamentare Ds, «ed è accompagnato da un piccolo dato politico, la collaborazione con l'Udc». Ma per i più il tempo delle analisi politiche verrà dopo. Francesco Di Quinzio, fratello del neo-sindaco, fende la folla con passo di deciso e si gode il momento: «È la prima volta che un sindaco viene accompagnato in corteo in Comune, è la vittoria degli amici che hanno premiato un uomo disponibile, serio e con un alto senso del dovere».
Arrivati davanti a Palazzo di città, appare una folla straripante che aspetta il vincitore e che esplode alla vista del nuovo sindaco. Ad accoglierlo, sulla soglia, c'è il primo cittadino uscente Roberto Angelucci che, dopo un decennio di governo, lascia visibilmente commosso l'incarico: «Immagino che cosa sta vivendo» osserva. «Da domani sarò un cittadino attento, ma non rompiscatole». Per Di Quinzio si aprono le porte dell'aula consiliare che, in pochi istanti, si riempie di gente che applaude e batte i piedi sul parquet. Remo Costantini, commerciante, titolare di una catena di abbigliamento, sentenzia soddisfatto: «La monarchia non va più di moda». «La prossima settimana festeggeremo insieme, ma poi ci metteremo al lavoro: Francavilla finora ha avuto troppe fiere e poca occupazione» ammonisce il sindaco. Il pensiero va alla squadra di governo, al ruolo dell'Udc: «Non è stato un accordo di poltrone, ma di programma: niente patti sui nomi» chiarisce Di Quinzio, «sceglierò gente con grande disponibilità di tempo e con competenze specifiche in relazione alle deleghe. Non ho la fretta dei cento giorni, non dobbiamo dimostrare nulla: prima studieremo poi agiremo». Confusa tra la folla, Elisabetta Paganelli, nuova first lady della città, emiliana di Reggio Emilia, tira un sospiro di sollievo: «Finalmente mi sento bene dopo tre mesi di lavoro: sono tornata anche io in campagna elettorale come vent'anni fa. Dopo tanti anni dedicato solo al lavoro mio marito è tornato alla politica, che è la sua grande passione e sono felice per lui». Attorno a Di Quinzio, intanto, mentre la folla scema, si stringono i nuovo consiglieri come Fabrizio Paolini, 32 anni, dipendente del comune di Pescara, o Stefano Di Renzo, 34 anni, avvocato, felici e intimiditi dalla nuova responsabilità.
Da Pescara, intanto, arrivano gli auguri del sindaco Luciano D'Alfonso, segretario regionale del Pd: «È un risultato che premia sinergie e progetti strategici, si apre una stagione di crescita politica e sviluppo economico per la città». Si congratula anche il senatore Giovanni Legnini: «La vittoria di Francavilla consolida il risultato positivo in provincia di Chieti alle politiche, unica provincia dove l'alleanza Pd-Italia dei valori ha vinto sul Pdl. E può aprire una interessante stagione di dialogo con l'Udc».

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