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Il nuovo sindaco. «Tanti mi hanno votato dal centrosinistra perché volevano il cambiamento» Bandiere in piazza ROMA. Un tricolore avvolge il Marc'Aurelio in piazza del Campidoglio, un gruppo di ragazzi intona: «Chi non salta comunista è». Altri alzano il braccio nel saluto romano, un uomo dello staff accorre e si affanna a tirar giù le mani. Gianni Alemanno, Pdl, ha vinto. Il 53,66% dei romani lo ha scelto come sindaco: «E' una vittoria straordinaria - dice - questo ora sarà il palazzo di tutti voi, non dei poteri forti». Poi si ricorda del 46,34% che ha votato per Francesco Rutelli: «Sarò il sindaco di tutti, di quelli che mi hanno votato e che ringrazio con affetto, ma anche di chi non mi ha dato il voto. Perché oggi non ho vinto io, ha vinto Roma». Sventolio di bandiere, tricolori soprattutto, ma anche due della Roma, alcune di An. Alleanza Nazionale, ecco, quelli che sono qui in piazza del Campidoglio, quelli che cantano, che si abbracciano, «Ma tu ci credevi? Davvero? Io no, ma la camicia nera me la sono messa lo stesso», ecco questi sono di An, forse anche più in là, più a destra, della Destra. Lungo la scalinata hanno issato uno striscione sorretto da palloni tricolori: «Walter santo subito». Perché, si spiega, Veltroni con le primarie ha affossato Prodi, con le elezioni anticipate ha cancellato i comunisti e con la scelta di Rutelli ha perso Roma. Mirabile sintesi in uno sfottò. Ma anche, nell'ultimo assunto, la scelta di Rutelli, qualcosa su cui meditare a lungo. Lo dice anche lo sconfitto, leggendo un foglietto, occhi bassi, deluso come non mai: «Ci sarà da capire cosa ha spinto molti elettori a votare Zingaretti alla Provincia e Alemanno al Comune». Già, sarebbe bello capire. Intanto i numeri parlano chiaro: nelle stesse 2600 sezioni Nicola Zingaretti, candidato del Pd alla Provincia al ballottaggio contro Alfredo Antoniozzi, ha preso 731mila 163 voti, il 50,95% (in totale, nella provincia, ha vinto con il 51,5%). Rutelli si è fermato a 676mila 472. Quasi 60mila voti in libera uscita, andati ad Alemanno. «Mi hanno votato in tanti anche nel centrosinistra - dice il nuovo sindaco di Roma - perché volevano il cambiamento. Dopo 15 anni Roma volta pagina». «E' il completamento del successo del 13 e 14 aprile. Una vittoria storica e il mio primo pensiero è un grazie commosso ed entusista per gli elettori di Roma. Questo successo è di stimolo per il grande impegno che ci attende», dice Silvio Berlusconi arrivando a Palazzo Grazioli accompagnato dai clacson di decine di tassisti festanti. Già, i tassisti. Sulla scalinata del Campidoglio, sul terrazzo da cui Alemanno saluta la gente festante con un megafono, c'è uno striscione dell'Unitaxi, Gianfranco Fini saluta e ringrazia gli autisti di piazza. Quelli che durante le manifestazioni contro Bersani indossavano catene con croci celtiche e malmenavano le croniste dell'Unità. «E' una vittoria straordinaria», dice Alessandra Mussolini. «Sono felice, al di là della politica, felice per Gianni che conosco da sempre, che stimo», dice la Santanché. Alemanno invia un telegramma al Papa: «Nel momento in cui vengo eletto sindaco di Roma rivolgo il mio deferente saluto a lei, Santità, vescovo di questa città». Poi annuncia che andrà ad abbracciare il vedovo della signora Reggiani, la donna uccisa da un romeno a Tor di Quinto, che convocherà subito il Comitato provinciale per l'ordine pubblico. «Abbiamo perso sui temi della sicurezza, occorrerà rivedere le nostre posizioni su questo», dice Rutelli leggendo il suo foglietto. «Ci sono state delle strumentalizzazioni odiose contro di me in questa campagna elettorale - dice Alemanno - ma sono strumentalizzazioni che non portano da nessuna parte». Ce l'ha con chi ha richiamato il suo passato nell'Msi. All'estero qualcuno ci pensa ancora: «Roma passa a destra, all'ex neofascista Alemanno», titola Liberation, quotidiano di Parigi. «Dobbiamo riportare Roma in Europa e al centro del Mediterraneo», dice ancora Alemanno. Tutta Roma, anche le periferie degradate. Ed è lì che la battaglia vera e propria si è combattuta, ed è lì che Alemanno ha sfondato e conquistato consensi nella campagna elettorale condotta porta a porta. |