Data: 16/06/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade: Di Pietro, vincolo degli investimenti prima del via libera alla fusione

(ANSA) - BRUXELLES - Il governo si ''augura'' che l'atto aggiuntivo chiesto per vincolare gli investimenti di Autostrade in Italia ''avvenga prima'' del varo della fusione tra la societa' italiana e la spagnola Abertis: Lo ha affermato oggi il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ricordando che Autostrade ha ''in pancia'' due miliardi di euro che doveva spendere nel passato per investimenti sulla rete. ''Allo stato attuale, gli investimenti che Autostrade doveva fare erano tali e tanti che mancano all'appello due miliardi di euro'', ha dichiarato Di Pietro a margine della riunione degli esponenti liberal democratici europei a Bruxelles. Il ministro ha spiegato che gli investimenti non sono stati fatti ''non necessariamente per colpa di Autostrade: io ho fatto fare anche una verifica di merito e posso dire che nella maggioranza dei casi questi ritardi sono dovuti a ritardi burocratici''. ''Dire che questi due miliardi non sono stati spesi per colpa di Autostrade sarebbe un'ingiustizia'', ha poi sottolineato Di Pietro. Questi fondi, quindi, sono ''in pancia'' di Autostrade. In questo quadro, Di Pietro ha spiegato quindi che ''bisogna prevedere una normativa generale prima che ci sia uno spacchettamento del pacchetto stabile delle azioni di controllo'' (di Autostrade). Il governo, insomma, ''vuole avere la garanzia che quei soldi restino in pancia ad Autostrade e vengano investiti in Italia'', ha dichiarato il ministro riferendosi sempre ai due miliardi di euro. Di Pietro ha poi sottolineato che il governo ha ''deciso di fare un monitoraggio dei punti critici e di richiedere a tutte le 25 autostrade italiane di rivedere le proprie concessioni''. A questo proposito, il ministro ha annunciato che promuovera', forse anche prima dell'estate, ''una conferenza pubblica tra i rappresentanti di tutte le Autostrade, l'Anas e il ministero per cercare di impostare le direttive, o meglio i criteri, su cui basare questo atto aggiuntivo che dovra' stare in tutte le future concessioni''. E per quanto riguarda l'accordo sull'atto aggiuntivo, Di Pietro si e' augurato che questo avvenga prima del varo della fusione, ma comunque sottolineato soprattutto che ''chi compra deve sapere che compra un oggetto, un bene che ha in se' questi impegni oppure, se non e' stato fatto questo atto aggiuntivo, che ha in se' questa controversia''

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