Data: 30/04/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco punta i dirigenti Pd: «Pensano a rafforzarsi, non ad aprirsi alla società»

L'AQUILA - Un voto controverso, nel suo complesso. Ottaviano Del Turco non fa distinzioni eccessive tra risultati delle politiche e risultati delle amministrative. Accetta quel che gli abruzzesi hanno deciso nelle urne, senza recriminare, e sottolinea gli errori e le contraddizioni che hanno segnato i risultati del centrosinistra. Aggiunge che farà il rimpasto di Giunta, che sarà ampio e che consoliderà l'azione del governo regionale fino al termine della legislatura.
Presidente Del Turco, a ballottaggi conclusi,che giudizio dà dei risultati della recente tornata elettorale nella nostra regione?
«Quello dell'Abruzzo è stato un voto contraddittorio che risente molto delle vicende locali. A Pescara s'è squagliato il centrodestra, a Francavilla s'è riarticolato, a Sulmona c'è stato il naufragio di un'intera classe politica di centrosinistra. A Sulmona non vanno cercate attenuanti. Su Lombardo (il candidato del Pd; ndr) ha pesato un sistema di potere che è crollato perché non poteva essere riproposto ai cittadini. E così il centrosinistra è andato allo sbaraglio. Il Partito democratico? Ha sofferto in Abruzzo della stessa malattia che lo ha colpito nel resto d'Italia. E' nato, cioè, nel fuoco di una campagna elettorale, e questo lo ha condizionato. Così è passato il messaggio di Berlusconi, più diretto, più immediato, logico che avesse una presa maggiore sugi elettori. Ora il Pd non ha bisogno di processi interni, ma di una riflessione laica. Ho l'impressione che sul suo gruppo dirigente abbia pesato più la preoccupazione di rafforzarsi all'interno che non quella di aprirsi alla società abruzzese».
E più in generale quali altri segnali sono da cogliere da queste elezioni?
«C'è un indebolimento della rappresentanza parlamentare abruzzese. Per effetto delle opzioni non avremo in Parlamento il deputato Udc Rodolfo De Laurentiis, e sarà una perdita. De Laurentiis è stato sempre un critico molto severo dell'attività della Giunta. La sua mancanza umilia l'Abruzzo. Avevo guardato con interesse il tentativo di De Matteis di costruire un ponte tra le regioni del Centro e la Sicilia, ma questa ipotesi politica è naufragata. Mi chiedo anche che cosa potrà accadere con la nuova legislatura. Noi abbiamo bisogno che il Governo di centrodestra mantenga gli impegni con l'Abruzzo già sottoscritti da Prodi, che riguardano il bilancio della Regione, ma anche pezzi di politica industriale come il raddoppio della Micron».
Nella Marsica il Pd ha avuto un risultato molto negativo, e da qualche parte si è voluto sottolineare che il governatore è marsicano, che l'assessore al Bilancio è marsicano, che la presidente della Provincia è anche presidente regionale del Pd. Accuse velate, non crede presidente?
«Nella Marsica è accaduto ciò che è avvenuto in tutt'Italia, ma con qualche aggravante: in alcuni centri marsicani ci sono figure del Pd che giocano dei ruoli ambigui. In occasione delle amministrative stanno col centrodestra, in altre occasioni stanno col centrosinistra. Nei comuni in cui il centrosinistra ha deciso di impegnarsi e fare a fondo la propria parte allo stesso modo delle politiche i risultati si sono visti. Ho trovato stupido e autolesionista nel Pd il tentativo di attribuire le cose importanti realizzate ai vari organi decentrati, Comuni, Provincia, Comunità montane e tutto ciò che non va alla Regione».
Da molti il lavoro del governo regionale viene giudicato in termini positivi, ma si aggiunge che c'è stato un difetto di comunicazione. La gente ha sentito la pressione fiscale ma non avrebbe capito l'iniziativa riformista dell'esecutivo regionale.
«E' vero. E qui c'è una componente che riguarda anche l'informazione che in genere non ha un atteggiamento favorevole verso la Giunta. Vi sono giornali pronti a dare importanza a cose che, poi, molta non ne hanno, ma non hanno mai valorizzato i risultati ottenuti dall'esecutivo. Importanti emittenti televisive, alcune di proprietà di cliniche private, hanno deciso di ridurre al minimo le notizie sull'attività della Regione, di escludere il suo presidente da qualsiasi attività informativa, ma non credo che ciò abbia avuto un ruolo fondamentale. Ha pesato parecchio di più che i partiti della coalizione abbiano lavorato più per valorizzare il proprio ruolo che non a mettere in evidenza i risultati del lavoro svolto dalla Giunta».
Ecco, la Giunta. Alle porte c'è il rimpasto, come lei ha confermato. Adesso si deve soltanto capire quali saranno i tempi, quante saranno le persone coinvolte, se è prevedibile un riassetto delle deleghe e dei compiti dei singoli assessori.
«Ho letto sui giornali che avrei immaginato un rimpasto in cui le uniche a essere sostituite sarebbero state due donne. E' un'ipotesi che ho trovato e trovo grottesca, e non esito ad aggiungere che forse è stata immaginata da buontemponi. Per me il rimpasto è una cosa seria, è il tentativo di portare nella Giunta una ventata di novità che dia a tutti la possibilità di attrezzarsi per un programma di fine legislatura. Io penso a un rimpasto più largo di quello che hanno scritto i giornali, che ci metta nelle condizioni di arrivare alle prossime regionali con risultati inimmaginabili. I debiti che ci sono stati lasciati sono sotto gli occhi di tutti, la tragedia della struttura degli ospedali così come l'abbiamo trovata è sotto gli occhi di tutti, così il sistema delle infrastrutture. Noi realizzeremo ancora grandi miglioramenti, come quello di portare a termine il raddoppio della Micron. Sarà anche questo un risultato eccezionale».

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