Data: 05/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Welfare a Sacconi, ma lo pretende anche An. Berlusconi ha scelto Pera per la Giustizia, deve però sciogliere l'ultimo nodo

ROMA. Si apre la settimana decisiva per la formazione del nuovo governo. Silvio Berlusconi ha trascorso a Milano l'ennesima giornata di lavoro alle prese con una laboriosa definizione della lista dei ministri. E la ferma presa di posizione di Alleanza Nazionale per ottenere il Welfare: dicastero che anche ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha rivendicato con forza per il suo partito. Il Cavaliere va avanti con cautela, e alle insistenze dei cronisti che lo intercettano allo Stadio di San Siro, risponde con una battuta: «Non mischiamo il sacro con il profano».
Entro mercoledì il premier in pectore potrebbe ricevere l'incarico dal Capo dello Stato e, al più tardi, sabato dovrebbe giurare insieme ai suoi ministri al Quirinale. Marcello Pera è ormai considerato il prossimo Guardasigilli, mentre Elio Vito, uno dei candidati più accreditati alla Giustizia fino a qualche giorno fa, dovrebbe essere dirottato ai Rapporti con il Parlamento. L'ultima incognita rimane, quindi, il Welfare. Un nodo ancora aperto che potrebbe portare ad uno spacchettamento che interesserebbe il Lavoro, Solidarietà sociale e Salute. Sancito da giorni l'accordo con la Lega Nord, ormai si tratta di una partita tutta interna al Pdl, tra Forza Italia e An.
Oggi in programma ci sono le assemblee dei gruppi parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato e non si esclude che il Cavaliere possa essere presente per un saluto.
Quello che però al momento è certo è che An punta i piedi, nonostante si parli con insistenza, in ambienti parlamentari azzurri, di un incarico affidato a Maurizio Sacconi. Gianni Alemanno, a Domenica In, è esplicito: il partito di Fini «non è disponibile a rinunciare al Welfare» perchè, aggiunge il neo sindaco di Roma, «abbiamo bisogno di un governo equilibrato con una presenza di uomini di An». E sempre Alemanno candida l'ex sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano: «Di lui - spiega - ho una grande stima, è una ottima persona». Intervento che però mette in imbarazzo Alleanza Nazionale: da tempo infatti il partito indica pubblicamente Andrea Ronchi. Passa qualche ora e arriva la precisazione: «Non ho avanzato alcuna candidatura al Welfare. Non sta a me - sottolinea Alemanno - entrare nel totoministri. E' compito del presidente Berlusconi definire la squadra di governo da presentare al Capo dello Stato. Per quanto riguarda il Welfare, la candidatura espressa da Alleanza Nazionale è quella del portavoce Andrea Ronchi». Non ha nulla a che fare con la composizione del governo, invece, il duro attacco del ministro degli Esteri uscente, Massimo D'Alema, al Pdl: «La destra - afferma - ha un'idea padronale delle istituzioni, è la sua cultura. Questo istinto c'è, spero che siano in grado di dominarlo. Anche perchè c'è bisogno di alcune grandi riforme». Immediata la replica piccata del capogruppo Pdl in pectore a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto: «Alla luce di ciò che ha fatto il centrosinistra nel 2006, per ciò che riguarda le varie cariche dello stato, di tutto D'Alema può parlare tranne che di un centrodestra che ?ha un'idea padronale delle istituzioni'».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it