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ROMA - Il numero uno di Abertis, Alemany Mas, a colloquio dal ministro Di Pietro, mentre il cda di Autostrade da' un sostanziale via libera al negoziato in corso con l'Anas per raggiungere un accordo, in vista del nuovo round di martedi' e dell'assemblea degli azionista del 28 giugno. Da Bruxelles, intanto, dove ha incontro il premier spagnolo Zapatero, Romano Prodi assicura che non c' e' ''nessun senso di ostilita' nei confronti della Spagna, nessuna controversia sul caso Autostrade-Abertis''; la questione, ha aggiunto il presidente del Consiglio, e' tutta ''italo-italiana dato che non esiste una problematica, un confronto con imprese spagnole''. Un incontro interlocutorio dall'esito positivo, e' il giudizio del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sul colloquio avuto con Salvator Alemany Mas, amministratore delegato di Abertis, sui nodi aperti dell'annunciata fusione con Autostrade. Anche Alemany ha commentato positivamente all'uscita del ministero di Porta Pia, prima di tornare alla riunione in corso del cda di Autostrade e ragguagliare presidente e gli altri consiglieri sui contenuti del faccia a faccia. Prima di Di Pietro, Alemany, futuro ad della nuova Abertis, ha avuto due colloqui a palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Il board di Autostrade ha intanto dato formale assenso al presidente Gian Maria Gros-Pietro e all'amministratore delegato Giovanni Castellucci a proseguire la trattativa in corso con l'Anas, in vista del nuovo incontro di martedi' 20. ''Fermo restando gli adempimenti gia' programmati'', vale a dire le prossime scadenze assembleare di fine giugno, il cda conferma le proposte fatte all'Anas e da' mandato di proseguire la trattativa al fine di ''definire il quadro dei possibili specifici impegni o delle garanzie rispondenti al proprio interesse sociale e alla tutela dell'interesse pubblico''. Nella nota diffusa da Autostrade al termine del cda non si fa cenno ad integrazioni concessorie o ad atti aggiuntivi, ma di impegni e garanzie purche' ''rispondenti al proprio interesse sociale'', quindi nel quadro della salvaguardia degli interessi societari. Tuttavia, il sostanziale via libera a proseguire il negoziato e' stato dato e dentro vi sono tutti i punti gia' noti: governance, estensione della messa a gara della totalita' delle opere, garanzie sugli investimenti da fare, circa due miliardi, attraverso un meccanismo gia' in atto presso altre concessionarie, quello di un fondo dove far confluire una quota parte degli utili da destinare agli investimenti in Italia. L'Ente concessorio, attore nella trattative su mandato dei due ministeri di riferimento, Economia e Infrastrutture, punta anche a inserire nel quinto Atto aggiuntivo, un nuovo sistema sanzionatorio piu' articolato dell'attuale. I tecnici dell'Anas metteranno a punto per martedi' un testo sul quale andare a confronto e rendere cosi' produttivo l'appuntamento, in vista del quale anche Autostrade ha messo al lavoro i propri tecnici. La societa' puntualizza che le scadenze in programma saranno rispettate e i tempi sembrano veramente stretti: 7 giorni appena per riscrivere una convenzione che, da parte del governo, ha l'aria di voler essere un 'capostipite del rinnovo del sistema concessiorio', dopo che nella vicenda Autostrade-Abertis lo schema attuale ha mostrato tutte le sue falle. Tuttavia, viene fatto notare da ambienti vicini al dossier, le assemblee del 28-30 giugno potrebbero limitarsi a dare l'ok al percorso di fusione, ma l'asse di compravendita vero e proprio non scattera' che in autunno, a fine ottobre. Prima di quella data, c'e' tutto il tempo per trattare, anche se la societa' che fa capo al gruppo di Ponzano Veneto sembra voler spingere per una soluzione in due tempi, una miniconvenzione subito, nella quale far confluire le garanzie principali per poi stilare l'atto aggiuntivo vero e proprio successivamente. Una strada questa che troverebbe pero' molto resistenze in ambiti politici e governativi. I sindacati intanto aprono il fronte lavoro: ''Tutte le preoccupazioni e gli interrogativi sull|operazione di fusione tra Autostrade e Abertis rispetto al futuro dei lavoratori e agli interessi generali del paese, rimangono ancora senza risposta'' dice il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. ''Il futuro sul versante del lavoro e delle sue prospettive e' passato in secondo piano'' afferma il numero uno della Fit Cisl Claudio Claudiani, entrambi sollecitano un urgente incontro con il ministro e lunedi' i sindacati potrebbero decidere azioni di lotta. |