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Unicredit smentisce contatti con i tedeschi. Berlusconi nominerà un nuovo ad. Possibile un risanamento prima di nuovi partner ROMA. Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Ieri Silvio Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In attesa dell'insediamento del nuovo governo, che molto probabilmente indicherà il nuovo ad di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner industriale forte, che molti indicano in Lufthansa. Alitalia, per andare avanti può intanto contare anche sull'accredito di 300 milioni del prestito ponte. Notizia che Bruxelles non ha voluto commentare, restando in attesa di chiarimenti, entro il 19 maggio, alle osservazioni che la Commissione ha inviato al governo italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Intanto Lufthansa, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe avuto contatti con Unicredit - che ha però smentito - ed espresso la disponibilità a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota intorno al 20% (forse con uno scambio azionario), ma a precise condizioni. Anche Aeroflot potrebbe entrare nel capitale, sempre con una quota di minoranza a due cifre. Il reclutamento di investitori italiani, come auspicato da Berlusconi, non sarebbe un problema, come peraltro la disponibilità di capitali che potrebbero essere assicurati da banche e fondi di investimento: di questo si dice convinto anche l'ex ad di Alitalia Domenico Cempella, aggiungendo che è vero che Air France si è ritirata, «ma non escludo che sia tuttora alla finestra». La messa a punto del progetto per Alitalia sarebbe, a questo punto, a un bivio: o per una soluzione transitoria volta al risanamento per poi andare a nozze con un partner straniero in una posizione più forte, o per una soluzione definitiva realizzando subito un'alleanza con un vettore internazionale. Nel primo caso è possibile l'ingresso di AirOne (già partner commerciale di Lufthansa), che porterebbe in dote le prenotazioni di una novantina di aerei. Una soluzione transitoria in cui alcuni vorrebbero il consolidamento dei vettori italiani. Nel secondo caso c'è chi - come l'Unione Piloti - vede la compatibilità di Alitalia con Lufthansa, Air France-Klm (se decidesse di tornare a trattare senza aut aut), ma anche un vettore orientale o medio-orientale. Secondo indiscrezioni di stampa, Lufthansa vorrebbe poter contare su un quadro chiaro con responsabilità e ruoli definiti, oltre che sulla chiarezza dei conti di Alitalia e sul coinvolgimento delle parti sociali e del governo. Tocca a Berlusconi scegliere la strategia per Alitalia. Appena insediatosi, il nuovo governo potrebbe incaricare il nuovo amministratore delegato di verificare le manifestazioni di interesse e quindi si potrebbe consentire l'accesso ai conti della compagnia. |